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Lo sprogramma del futuro governo M5S/Lega (17 maggio 2018)

Il c.d. “Contratto per il governo del cambiamento” viene aggiornato di
ora in ora. Lunedì 14 han portato una bozza a Mattarella: tanto
provvisoria da essere smentita subito. E del resto il presidente gli
aveva subito detto di riprendersela e che avrebbe (ovviamente) guardato
solo testi definitivi.
Siamo tutti in trepida attesa.
Ieri sera (16 maggio) alle 19 la versione più recente e non definitiva,
contiene una serie di punti sul quale non hanno ancora deciso.
Premesso che – salvo impensabili mutamenti – ce n’è già abbastanza per
dire che il nostro paese rischia un passo in dietro di 30 anni
(istituzione una nuova banca pubblica, deficit e debito a gogò: a occhio
almeno 60 mld anno in più, pretesa che la BCE – cioè gli altri europei –
ci regalino 250 mld!, rischio uscita Unione monetaria ed EU, linea no
vax, giustizialismo pensionistico: occhio a chi ce l’ha alta!, condoni
“non condonistici” (sic), assunzioni pubbliche a tutta birra, esplicita
e chiara posizione pro Russia, etc. etc.), se ne riparla a bocce ferme:
è più serio.
Segnalo per il momento i punti su cui NON hanno deciso:
1) «Per quanto riguarda le politiche sul deficit si prevede una
programmazione pluriennale volta ad assicurare il finanziamento delle
proposte oggetto del presente contratto
attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la
gestione del debito e
un appropriato ricorso al deficit.» Quindi: il deficit si fronteggia con
“appropriato ricorso al deficit” (incredibile, ma c’è scritto questo);
2) «In particolare, il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue:
– due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA e
famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00
euro sulla base del reddito familiare; – un’aliquota fissa al 15% per le
società.» Quindi: massiccia regalia a tutti quelli con aliquote sopra il
20%; viva la giustizia sociale; soprattutto viva il debito!
3) ennesima riforma della prescrizione (quindi: ri-allungamento).
4) istituzione di centri dove trattenere (prigionieri, si capisce) gli
stranieri da rimpatriare: «con almeno uno per ogni regione, previo
accordo con la Regione medesima, e con una capienza tale da garantire il
trattenimento di tutti gli immigrati il cui ingresso o soggiorno sia
irregolare, presenti e rintracciati sul territorio nazionale». Quindi:
altro che CIE! Semiprigioni per 500.000 persone (è specificato)!
5) legge speciale per la pratica della religione musulmana;
6) se limitare ai cittadini italiani misure di “welfare familiare”
(asili) o estenderlo agli stranieri “residenti da 5 anni”, però;
7) se vincolare il reddito di cittadinanza da 780 € all’accettazione di
un posto di lavoro, con o senza possibilità di rifiutare fino a 3
offerte in due anni;
8) se disciplinare la trasparenza delle fondazioni politiche o no
(contro i “partiti tradizionali” che ne hanno diverse: dopo aver
sistematicamente rifiutato la disciplina organica dei partiti per
evitare che il M5S vi si debba sottoporre!)
9) se modificare la Costituzione (art. 81) per permettere più deficit e
più debito; almeno su questo son coerenti ed espliciti;
10) se bloccare la TAV o no; se fare il terzo valico (Genova-Milano) o
no;
11) cosa fare dell’UE e come – eventualmente – cambiarla;
12) in particolare se puntare all’abolizione dell’Unione monetaria o no,
fermo restando che «si intende tornare a pre-Maastricht» (1993!!!!).

Queste le “bazzecole” ancora in discussione. Il resto è degno di queste
trovate.
Confermo: si vuol farci tornare indietro di 30 anni. Cercheremo di
fermarli.
E poi si offendono se in Europa gli chiamano “barbarians”.

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