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“Ci riuniremo a Orvieto sabato e domenica con l’Associazione Libertà Eguale sul tema ‘L’edificio riformista. Le ragioni del crollo e i pilastri della ricostruzione’ .anzitutto per riflettere sulla possibilità realistica di una nuova sovranità europea, a partire da un vero bilancio dell’Eurozona come avevano affermato Macron e Merkel prima che l’ultimo Consiglio europeo fosse dirottato solo sul tema dell’immigrazione. Pensare che uno sviluppo efficace possa venire solo dal ricorso a misure nazionali di deficit spending, per di più in Paesi ad alto debito, è del tutto irrealistico e passatista. Ne deriva anche un obbligo politico, verso le elezioni europee, di creare un’aggregazione che comprenda il Pse, ma che vada oltre di esso per contendere esplicitamente e comprensibilmente per gli elettori la maggioranza dell’Europarlamento alle forze nazionaliste.”

Lo scrive su “Democratica” di oggi il deputato Pd Stefano Ceccanti, vicepresidente dell’associazione Libertà Eguale di cui è Presidente Enrico Morando.

“Da lì –prosegue Ceccanti- potranno essere tratte conseguenze più puntuali sulla nuova fase del Pd e del centrosinistra italiano per costruire in modo coerente e aggiornato nei programmi e nelle leadership una sorta di Quarta via, che riprenda l’ispirazione di sinistra liberale della Terza nelle nuove condizioni date. Le sconfitte non devono produrre un ridimensionamento passivo delle proprie aspettative, un iper realismo per cui occorrerebbe arrendersi solo a logiche politiciste, di possibili alleanze subalterne nelle istituzioni in chiave trasformista o di resa culturale. L’edificio merita di essere ricostruito con aspettative forti, simili a quelle che avevano accompagnato la nascita del Pd: l’elettorato è mobile come non mai e anche in politica l’offerta può produrre la sua propria domanda.”

All’Assemblea di Orvieto, introdotta da una relazione di Alessandro Maran, interverranno tra gli altri i parlamentari Marco Di Maio, Andrea Ferrazzi, Tommaso Nannicini, Raffaella Paita, Dario Parrini, Lia Quartapelle, Bruno Tabacci, Massimo Ungaro, nonché Luigi Covatta, Sandro Gozi, Pietro Ichino, Marco Leonardi, Claudia Mancina, Claudio Petruccioli, Michele Salvati e Giorgio Tonini

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