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Da martedì si discutono in commissione affari costituzionali le proposte sui referendum propositivi:
a questo link trovate la mia
http://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.726.18PDL0025860.pdf
e qui quella di maggioranza
http://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.1173.18PDL0028960.pdf

Le differenze principali sono due: loro eliminano del tutto il quorum, mentre io, conformemente alle proposte tradizionali del centrosinistra, lo pongo alla metà più uno dei votanti alle precedenti politiche; loro lo consentono poi su tutte le leggi di spesa purché gli emendamenti siano compensativi (sulle coperture dovrebbe valutare la Corte in sede di ammissibilità), io lo escludo dove vi siano significativi oneri finanziari.
A me sembrano due differenze molto importanti, che comportano un capovolgimento del rapporto tra democrazia rappresentativa e diretta.
Questo capovolgimento si avrebbe in combinato disposto con un’altra novità, stavolta sul piano della legislazione ordinaria: a la pratica eliminazione che si avrebbe per il tetto delle firme dovuta ai due emendamento approvati alla leggina elettorale Nesci, soprattutto il secondo, approvata dalla Camera il giorno 11, il cui testo è il seguente (se vi annoiano i testi giuridici andate direttamente alle ultime due righe):

2.100 Vinci
approvato
  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. All’articolo 14, comma 1, secondo periodo, della legge 21 marzo 1990, n. 53, le parole «i consiglieri provinciali, i consiglieri metropolitani e i consiglieri comunali che comunichino la propria disponibilità, rispettivamente, al presidente della provincia e al sindaco», sono sostituite dalle seguenti: «gli avvocati che comunichino la propria disponibilità all’ordine professionale, i consiglieri regionali, i consiglieri provinciali, i consiglieri metropolitani e i consiglieri comunali che comunichino la propria disponibilità, rispettivamente, al presidente della regione, al presidente della provincia e al sindaco».

  Conseguentemente, alla rubrica, sostituire la parola: Modifica con la seguente: Modifiche.

2.101.
approvato
(parte non assorbita)
  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. All’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53, dopo il comma 1, è inserito il seguente:
  «1-bis. Per eseguire le autenticazioni di cui alla legge 25 maggio 1970, n. 352, sono competenti altresì i cittadini designati dai promotori del referendum tra coloro che sono in possesso dei requisiti previsti per lo svolgimento delle funzioni di Presidente di seggio elettorale di cui all’articolo 35, ottavo comma, e che non incorrano nei casi di esclusione di cui all’articolo 38, lettera f-bis), del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. A tal fine almeno tre promotori comunicano alla Corte di appello competente per territorio, con le modalità di cui all’articolo 65 del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, l’elenco dei soggetti designati, corredato dalle dichiarazioni sostitutive sul possesso dei requisiti di cui al primo periodo del presente comma, ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445».
Macina Anna, Magi Riccardo

Praticamente, fuori dal giuridichese, qualsiasi cittadino con un diploma potrebbe diventare certificatore. Speriamo che il Senato blocchi questa grave forzatura.

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