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E’ comprensibile che sulla base delle sue affinità culturali l’esponente dei 5 Stelle Di Battista si agiti contro il Quirinale proponendo una forma ammodernata di marcia su Roma attraverso la mobilitazione del web per intimorire la Presidenza della Repubblica in vista della formazione del Governo, ma sarebbe doveroso che gli altri esponenti della presunta maggioranza si dissociassero da questo approccio eversivo e intimidatorio.

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  • Michela Riviello
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    Ma fatela finita con queste infamità. Non serviranno a farvi ritornare al 40%. Fateve una ragione, siete spariti, altro che pensare a disunire le altre forze politiche. Vergognatevi.

  • Giuseppe
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    Io non capisco: sbandierano undici milioni di voti come se non fossero altro che solo un sesto degli italiani! Penso che, comunque, sia inutile ricordare che il “contratto”, o programma che sia, e il candidato e nominato Premier, dovranno poi avere la fiducia del Parlamento, organo supremo che rappresenti la sovranità dei cittadini. E, si spera, tali leggi in programma, non vengano poi presentate, come purtroppo ormai accade quasi esclusivamente, col ricorso al voto di fiducia che, se non dato, metterebbe a rischio le poltrone di coloro chiamati a darlo; per fortuna, per leggi probabilmente incostituzionali, anche se approvate dal Parlamento, c’è poi il Presidente della Repubblica che decide se firmarle e c’è anche la Corte Costituzionale: rammento questo a quanti confondono la volontà popolare di (soli) undici milioni di elettori con la dubbia conoscenza del tema del “diritto quesito” (al riguardo del tema del taglio delle pensioni sopra i 5000 euro), del diritto e dello Stato di Diritto.

  • Giuseppe
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    Rammento all’Onorevole Di Battista che, se vero quello che leggo, intervistato da Radio Capital, disse che “La fiducia è un atto eversivo”.
    Spero se ne rammenti se, e quando, il M5s chiederà il voto di fiducia per far passare la legge per tagliare le pensioni in essere superiori a 5000 euro! Cosa probabilmente incostituzionale in uno Stato di diritto, per il diritto, e per il “diritto quesito”.
    Lo dico tanto tanto per riaffermare la mia visione di come, secondo me, mi sembra dovrebbe essere la Democrazia; la mia pensione è di 1.300 euro ma, probabilmente, si potrebbe creare un precedente per tagliarle tutte, il 70%, quelle a retributivo, come se uno, dopo aver “prestato” soldi, sotto forma di contributi previdenziali, allo Stato per quaranta anni, avesse diritto solo a riprendere quanto versato; allora facciamo così anche quando si chiede un prestito quarantennale a banche o finanziarie; si ridà solo il capitale versato! Ma per favore!
    Inoltre, usando la logica, si comprende che, comunque, oltre a quanto esposto, il retributivo era la legge vigente all’epoca e, quindi, nessuno ha regalato niente: il contratto era quello, tra Stato e lavoratore. Nuove leggi, penalizzanti e, a mio parere inique, come il contributivo che ridà solo quanto versato riparametrato all’epoca del pensionamento, come se lo Stato non avesse avuto per quaranta anni in uso i tuoi soldi, dovrebbero valere solo per coloro che iniziano a lavorare dalla nuova legge in poi. E mi sembra comunque una sperequazione. Io ripristinerei il retributivo per tutti: ecco come si aiutano le nuove generazioni; oltre che, naturalmente, dando loro lavoro…; altrimenti come si fa a parlare di pensioni se non si versano i contributi? Ah, già, col reddito di cittadinanza! Però trovo incoerente affermare che col retributivo si prende più di quanto versato (secondo me non è vero) e allora tagliamo le pensioni a retributivo sopra i 5000 euro (e perché non tutte?) e, poi, diamo 780 euro al mese a chi non ha mai versato un centesimo! Bella coerenza!, bella logica.
    E, per la lotta alla povertà, rammento che le pensioni altrui non sono la Caritas!
    Altrimenti sarebbe come se un Direttore di Banca chiedesse una legge che permettesse di girare soldi dai conti correnti più sostanziosi a quelli in rosso! Ma per favoreee!

  • Giuseppe
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    Parafraso Woody Allen e mi chiedo perché mai dovrei fare sacrifici per le “generazioni future”, come chiedono eminenti personaggi politico economici, quando queste generazioni future non hanno fatto niente per me!
    Casomai, i sacrifici, li farei per le generazioni passate che, con le loro lotte sociali, mi avevano costruito e lasciato un ottimo stato sociale e pensionistico, ormai, dalla classe dirigente, quasi distrutto del tutto, anche per le generazioni (presenti e) future.

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