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Al di là del merito, già piuttosto inquietante, dallo scippo dei bandi per le periferie alle varie docce fredde sui vaccini, il decretomilleproroghe dovrebbe preoccupare anche per la sua obesità crescente.
Il milleproroghe di quest’anno è partito con 28 commi e nel corso dell’esame al Senato è addirittura triplicato, salendo a 75.
E’ una crescita in linea con la legislatura precedente?
Decisamente no.
I milleproroghe della scorsa legislatura hanno avuto questa crescita:
nel 2013 da 70 a 98 commi;
nel 2014 da 64 a 141;
nel 2015 da 54 a 131;
nel 2016 da 95 a 216.
Per di più nella precedente legislatura, a differenza di quanto sta accadendo in queste ore, i commi non sono mai cresciuti nella seconda Camera d’esame: nel 2013 scesero di uno e negli altri casi venne confermato il testo proveniente dalla prima Camera.
Due record, quindi, niente male, di crescita quantitativa complessiva e di aumento anche nella seconda Camera.

E meno male che si volevano rendere del tutto eccezionali i decreti e leggi di conversione per affermare una mitica centralità del Parlamento.

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