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Il Presidente avvisa i naviganti: il no al sovranismo è scritto nella Costituzione e ha conseguenze precise

Il discorso di stamani del Presidente Mattarella non è né un discorso retorico, né politico di parte, ma strettamente legato al suo ruolo costituzionale.
Con l’articolo 11 l’Italia ha accettato forme di limitazioni di sovranità, poi in parte precisate con l’articolo 117 comma 1 come modificato nel 2001 che parla di vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Questo coinvolge il nostro rapporto decisivo soprattutto con l’Unione europea e on la Nato.
In ultimo l’articolo 81 come novellato nel 2012 vincola alla stabilità del bilancio, sia pure non in termini nominali, ma strutturali, ossia al netto del ciclo economico.
Qualsiasi Governo della Repubblica, comunque costituito, non ha quindi solo il vincolo numerico di dimostrare di avere una maggioranza in entrambe le Camere, ma anche quello del rispetto di questi precisi vincoli che discendono dalle nostre libere scelte scolpite nella Costituzione. E’ lì che sta il ripudio del sovranismo, cosa che comporta precisi limiti alle maggioranze pro tempore, ai loro programmi e alla composizione dei Governi.
I naviganti sono avvisati, onde prevenire possibili conflitti politici che diventino costituzionali.

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