In Diario

Dino Cofrancesco contesta oggi sul Secolo XIX la tesi di Cassese esposta sul Corsera di ieri sull’intervento in Siria rispetto alla legittimità dell’intervento (altro discorso è quello sull’opportunità politica su cui non entro).
Ora il punto mi sembra questo: se assumiamo che solo gli interventi decisi legalmente e puntualmente dal Consiglio di sicurezza siano legittimi, è sufficiente avere un alleato dotato del potere di veto (ad esempio Putin) per legittimare qualsiasi comportamento.
Se vi sono dei comportamenti inaccettabili che violano precedenti deliberazioni dell’Assemblea dell’Onu, è legittimo da parte di alcuni Stati intervenire fuori da una ulteriore e puntuale deliberazione legale del Consiglio? Ai tempi del Kossovo e del bombardamento della Serbia la Nato ripose di sì e credo che fece bene.
So bene che la distinzione tra legittimità e legalità è scivolosa e che ovviamente chi si fa carico della decisione ha anche suoi specifici interessi e motivazioni, però la questione va posta laicamente sul terreno costi-benefici e non su quello di una pregiudiziale di legittimità.
Qui ‘intervento è (parzialmente) extra-legale, ma non certo illegittimo.
Invece il dibattito sull’opportunità, su costi e benefici, è altra cosa e molto più opinabile ed è giusto che in una società aperta tutti gli argomenti siano esposti in contraddittorio, senza perdere mai di vista sullo sfondo la differenza tra Paesi alleati (tutte democrazie consolidate) e vicini di casa (alcuni semi-democrazie o ‘democrature’ come la Russia).

Recent Posts

Leave a Comment

Contatti

Scrivi una mail a stefano

Not readable? Change text. captcha txt