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(Public Policy) – Roma, 13 mag – “Essendo inevitabile” la presenza sia dei sindaci sia dei rappresentanti delle Regioni nel Senato come previsto dalla riforma costituzionale del Governo, “appare poco praticabile l’ipotesi di elezione diretta anche contestuale (altrimenti anch’essa ragionevole) giacché essa finirebbe con l’essere limitata ad un numero molto ridotto di persone in collegi molto ampi, analogamente alle elezioni europee, con le criticità che ciò comporta, cioè la necessità di ampie risorse mediatiche o economiche”. È quanto si legge in un documento depositato in commissione Affari costituzionali al Senato da StefanoCeccanti, professore di Diritto pubblico comparato all’Università La Sapienza di Roma ed ex senatore Pd, al termine di un’audizione. Per il professore occorre anche modificare l’art. 83 per “evitare che il sistema elettorale selettivo che si adotterà per la Camera, con caratteri necessariamente selettivi ai fini della governabilità, comporti anche l’effetto non voluto di una facile elezione del presidente della Repubblica da parte della maggioranza pro tempore. L’innalzamento del quorum per l’elezione presidenziale rischierebbe di creare una grave impasse. Meglio allargare la base, come in Germania, in modo che nel collegio elettorale i deputati pesino solo per metà; l’altra metà sarebbe costituita dalla somma tra senatori e delegati dei Consigli regionali”. Appare, inoltre, “maturo l’inserimento del potere di rinvio parziale del presidente della Repubblica” e la possibilità di “aggiungere il ricorso preventivo da parte di minoranze parlamentari sia alla Camera sia al Senato, ormai ampiamente riconosciuto nella gran parte delle democrazie europee”. (Public Policy) @PPolicy_News FRA 131725 Mag 2014

 

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