In Diario

REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. 1 DEL 09/01/2014
GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 21163 DEL 13/12/2013
STRUTTURA
PROPONENTE
ASSESSORATO
PROPONENTE
DI CONCERTO
Direzione Regionale: RISORSE UMANE E SISTEMI INFORMATIVI
Area: ATTIVITA’ ISTITUZIONALI
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
____(_S_I_M_O_N_C_E_L_L_I_ _P_A_T_R_I_Z_I_A_)___ ____(_P_A_T_R_I_Z_I_A_ _S_I_M_O_N_C_E_L_L_I_)___ ________(_G_._M_._ _D_O_N_A_T_O_)_______ _________(_A_._ _B_A_C_C_I_)_________ ___________________________
L’ ESTENSORE IL RESP. PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE RESPONSABILE IL DIRETTORE REGIONALE
PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE
_____(_Z_i_n_g_a_r_e_t_t_i_ _N_i_c_o_l_a_)____
IL PRESIDENTE
___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________
IL DIRETTORE L’ ASSESSORE IL DIRETTORE L’ ASSESSORE
ALL’ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE: VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
Data dell’ esame:
con osservazioni senza osservazioni
SEGRETERIA DELLA GIUNTA Data di ricezione: 08/01/2014 prot. 4
ISTRUTTORIA:
____________________________________ ____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________ ____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA IL PRESIDENTE
Proposta di legge regionale concernente “Norme per favorire la conciliazione nelle controversie sanitarie e in materia di servizi
pubblici.”
___________________________
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Pagina 1 / 3 Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
OGGETTO: Proposta di legge regionale concernente “.Norme per favorire la conciliazione nelle
controversie sanitarie e in materia di servizi pubblici”

LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA del Presidente della Regione Lazio;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, recante “Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” e
successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta regionale 6
settembre 2002, n.1 e successive modifiche;
CONSIDERATO che nel rispetto dell’art. 117 della Costituzione, la Regione Lazio detta le norme
finalizzate a tutelare le esigenze dei cittadini che fruiscono dei servizi pubblici regionali e a
garantire il rispetto degli standard di efficienza e qualità cui l’erogazione deve uniformarsi;
RAVVISTA l’esigenza di prevenire situazioni di contenzioso che possano coinvolgere i soggetti
erogatori di servizi pubblici e gli utenti, con lo scopo di consentire al cittadino un più rapido
soddisfacimento delle proprie richieste e all’amministrazione regionale una riduzione dei pesi
finanziari e amministrativi delle liti;
ATTESO che con l’introduzione della legge si realizza un ampliamento della tutela in materia di
servizi pubblici regionali poiché si concede ai cittadini della Regione Lazio uno strumento
aggiuntivo individuato nella “Camera Regionale di Conciliazione”, istituita presso l’Istituto
Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”, per risolvere le controversie nascenti
in seguito a disservizi o irregolarità riscontrati nello svolgimento del servizio o nell’erogazione
delle prestazioni;
VISTO il testo della proposta di legge regionale, formulato in raccordo con l’Ufficio legislativo del
Segretariato Generale recante “Norme per favorire la conciliazione nelle controversie sanitarie e
in materia di servizi pubblici”, che viene allegato e forma parte integrante della presente
deliberazione;
VISTA la relazione del Presidente della Regione, che viene allegata e forma parte integrante della
presente deliberazione;
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D E L I B E R A
di adottare e sottoporre all’esame del Consiglio Regionale l’allegata proposta di legge regionale
concernente: “Norme per favorire la conciliazione nelle controversie sanitarie e in materia di
servizi pubblici”, che consta di n. 6(sei) articoli e di una relazione che formano parte integrante e
sostanziale della presente deliberazione.
il Presidente pone ai voti, a norma di legge, la suestesa proposta di deliberazione che risulta
approvata all’unanimità.
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Proposta di legge recante:
“NORME PER LA RIDUZIONE DEL CONTENZIOSO SANITARIO E IN MATERIA DI SERVIZI PUBBLICI”.
Relazione
Con la legge “Norme per la riduzione del contenzioso sanitario e in materia di servizi pubblici” la
Regione Lazio mira a tutelare le esigenze dei cittadini che fruiscono dei servizi pubblici regionali
garantendo il rispetto degli standard di efficienza e qualità cui l’erogazione deve uniformarsi.
La ratio della legge è quella di assicurare al cittadino un più rapido soddisfacimento delle proprie
richieste e alle amministrazioni una riduzione dei pesi finanziari e amministrativi delle liti,
valorizzando, al contempo, lo strumento delle Carte dei Servizi e promuovendo l’istituto della
conciliazione come buona pratica per favorire il miglioramento della qualità della vita della
comunità civile.
Si introduce, per la prima volta in Italia, l’obbligo, per i soggetti che erogano servizi pubblici e per
le Aziende Sanitarie Locali, di inserire nelle proprie Carte dei Servizi una clausola conciliativa,
vincolante per il soggetto pubblico, grazie alla quale gli utenti del servizio avranno la possibilità di
tutelare i propri diritti lesi dal mancato rispetto degli standard di qualità ed efficienza garantiti per
legge.
Usufruire di servizi pubblici che siano resi secondo i modi e i tempi indicati nelle Carte dei Servizi è
un diritto che, spesso, i cittadini rinunciano a far valere a causa della sproporzione tra l’entità del
pregiudizio subito ed i tempi ed i costi dell’eventuale giudizio.
Nella maggior parte dei casi, poi, l’unico rimedio previsto dalle Carte dei Servizi per il mancato
rispetto degli standard di qualità ed efficienza da parte degli operatori è l’avvio di una procedura di
reclamo.
Con l’introduzione della legge si realizza un ampliamento della tutela in materia di servizi pubblici
regionali poiché si concede ai cittadini della Regione Lazio uno strumento aggiuntivo per risolvere
le controversie nascenti in seguito a disservizi o irregolarità riscontrati nello svolgimento del
servizio o nell’erogazione delle prestazioni.
In un’ottica di qualità e di miglioramento continuo del servizio sanitario regionale viene, altresì,
riconosciuta la facoltà di attivare il procedimento conciliativo anche per la composizione delle
controversie insorte in occasione dell’erogazione di prestazioni sanitarie, così da ridurre
l’ammontare dei risarcimenti che gravano sui bilanci delle aziende sanitarie locali.
Rivolgendosi alla “Camera Regionale di Conciliazione”, istituita presso l’Istituto Regionale di Studi
Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo, gli utenti potranno comporre la controversia
confrontandosi direttamente con l’ente che eroga il servizio, senza dover necessariamente
ricorrere alle più lunghe e costose vie giudiziarie.
L’obbligo d’inserimento della clausola conciliativa grava sugli enti pubblici regionali, le società
regionali, le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende ospedaliere della Regione e i soggetti che erogano
servizi pubblici, anche in regime di concessione o mediante convenzione.
Anche le Amministrazioni Comunali, previo accordo con la Regione, possono estendere gli obblighi
ai propri enti, società e concessionari che eroghino servizi pubblici locali.
L’attivazione del procedimento davanti alla Camera Regionale di Conciliazione è volontario ed è
definito con un atto negoziale di diritto privato ai sensi dell’articolo 1965 del codice civile.
Pertanto, la decisione della Camera non è vincolante e non impedisce la successiva audizione
dell’autorità giudiziaria. Nondimeno, in caso di accordo tra le parti, le amministrazioni coinvolte
s’impegnano a dare esecuzione a quanto deciso nel verbale entro 30 giorni.
La composizione della Camera e il procedimento davanti alla stessa sono individuati dalla Giunta
regionale con proprio regolamento, adottato sentita la commissione consiliare competente, in
modo che sia siano garantite la terzietà, l’indipendenza e la competenza dei membri della Camera
nonché una rapida definizione della controversia.
La proposta normativa si compone di sei articoli.
L’articolo 1 (Finalità e Oggetto) stabilisce che la Regione, nel rispetto dell’art. 117 della
Costituzione, al fine di prevenire situazioni di contenzioso che possano coinvolgere i soggetti
erogatori di servizi pubblici e gli utenti, con lo scopo di consentire al cittadino un più rapido
soddisfacimento delle proprie richieste e alle amministrazioni una riduzione dei pesi finanziari e
amministrativi delle liti, istituisce la Camera Regionale di Conciliazione, con il compito di comporre
in via stragiudiziale le controversie insorte tra i soggetti erogatori di servizi pubblici e i cittadini
utenti, relativamente al mancato rispetto degli standard di qualità previsti nelle Carte dei Servizi,
nonché le controversie tra i cittadini e gli enti del servizio sanitario regionale relative
all’erogazione di prestazioni sanitarie. A tale scopo gli enti pubblici regionali, le società regionali, le
Aziende Sanitarie Locali, le Aziende ospedaliere della Regione e i soggetti che erogano servizi
pubblici, anche in regime di concessione o mediante convenzione, hanno l’obbligo di inserire nelle
Carte dei Servizi una clausola conciliativa, vincolante per il soggetto pubblico, indicando in modo
chiaro e puntuale le modalità, i tempi e le condizioni di accesso al procedimento conciliativo. In
caso di servizi pubblici svolti in regime di concessione o mediante convenzione, tali obblighi
devono essere indicati nel bando o nell’avviso d’indizione della gara o nel capitolato d’oneri
ovvero, nelle procedure senza bando, nell’invito. Anche le Amministrazioni Comunali, previo
accordo con la Regione, possono estendere gli obblighi ai propri enti, società e concessionari che
eroghino servizi pubblici locali.
L’articolo 2 (Clausola conciliativa) indica il contenuto della clausola conciliativa da inserire
obbligatoriamente nelle Carte dei Servizi, in virtù della quale gli utenti del servizio pubblico hanno
facoltà di rivolgersi alla Camera Regionale di Conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle
controversie nascenti in seguito a disservizi o irregolarità riscontrati nello svolgimento del servizio
o nell’erogazione delle prestazioni e in ogni caso di violazione degli standard di qualità previsti
dalla Carta. L’attivazione del procedimento davanti alla Camera Regionale di Conciliazione è
volontario ed è definito con un atto negoziale di diritto privato ai sensi dell’articolo 1965 del
codice civile, cui deve essere data esecuzione entro 30 giorni. La decisione della Camera non è
vincolante e non impedisce la successiva audizione dell’autorità giudiziaria.
L’articolo 3 (Camera Regionale di Conciliazione) è dedicato alla composizione e funzionamento
della Camera Regionale di Conciliazione, istituita presso l’Istituto Regionale di Studi Giuridici del
Lazio “Arturo Carlo Jemolo”. La Camera è composta da un Consiglio direttivo di tre membri
nominati dalla Giunta regionale, sentito l’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione di Roma
Capitale, per la durata di tre anni e rinnovabili una sola volta, scelti tra magistrati a riposo, avvocati
con almeno dieci anni di esercizio, professori e ricercatori universitari o enti di ricerca in materie
giuridiche, notai. I membri del Consiglio direttivo svolgono le loro funzioni a titolo gratuito. È il
Consiglio direttivo che, su designazione dell’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione di Roma
Capitale, d’intesa con l’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”, redige
la lista dei conciliatori, scelti tra professionisti esperti. Il Consiglio direttivo adotta un regolamento
che disciplina l’organizzazione dei lavori della Camera e le modalità di gestione della lista dei
conciliatori.
La Giunta regionale, con proprio regolamento, adottato sentita la commissione consiliare
competente, disciplina l’organizzazione della Camera, individuando anche le risorse e il personale
da assegnare alla Camera per l’espletamento delle sue funzioni tra quelle assegnate dalla Regione
all’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”. Con il medesimo atto sono
determinati, il valore delle controversie poste all’esame della Camera, il procedimento davanti alla
Camera, i criteri e le modalità di presentazione delle domande, prevedendo anche la possibilità di
presentare la richiesta attraverso l’accesso al portale web della Camera, le spese del
procedimento, i casi in cui sussiste l’obbligo di astensione dalla controversia dei conciliatori,
nonché l’indennità loro spettante.
Allo scopo di monitorare l’andamento dell’uso dello strumento conciliativo, si prevede che il
Consiglio direttivo, entro il 30 giugno di ogni anno, rediga, in collaborazione con l’Osservatorio sui
conflitti e sulla conciliazione di Roma Capitale, che ne cura la predisposizione, un rapporto
sull’attività svolta indicando, in particolare, il numero e l’esito dei procedimenti conciliativi
conclusi, il numero dei procedimenti conciliativi ancora in corso e di quelli archiviati e i soggetti
coinvolti nei procedimenti conciliativi. Il rapporto annuale è inviato alla Giunta regionale, che,
entro sessanta giorni dalla sua ricezione, lo trasmette alla competente commissione consiliare,
corredato da una relazione che evidenzi le eventuali azioni intraprese o da intraprendersi, anche
nei confronti dei soggetti erogatori di servizi pubblici regionali, al fine della riduzione del
contenzioso. Il rapporto e la relazione della Giunta regionale sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale
della Regione Lazio.
L’articolo 4 (Procedimento di conciliazione) individua le caratteristiche essenziali del
procedimento davanti alla Camera di Conciliazione Regionale stabilendo l’obbligo, per i soggetti
individuati dall’art. 1, di intervenire nel procedimento di conciliazione attivato dal cittadino
davanti alla Camera.
Il procedimento davanti alla Camera non è obbligatorio per l’utente, è avviato su iniziativa delle
parti e la decisione della Camera non è vincolante, potendo, le parti, decidere di adire
successivamente l’autorità giudiziaria.
Il procedimento davanti alla Camera di Conciliazione deve dare garanzie d’imparzialità e celerità
dello svolgimento dovendosi concludere, compatibilmente con la complessità della controversia,
entro novanta giorni dall’avvio.
La conciliazione, in caso di accordo fra le parti, è definita con un atto negoziale di diritto privato ai
sensi dell’articolo 1965 del codice civile, che costituisce titolo esecutivo.
Le parti possono farsi rappresentare o assistere nel procedimento da una persona di fiducia,
munita di apposita procura, sopportando le spese della propria difesa, salvi i casi di esenzione
dalle spese del procedimento per i cittadini che versino in condizioni di disagio economico.
L’articolo 5 (Norma finanziaria.) Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione della legge si fa
fronte, a decorrere dall’esercizio finanziario 2014, nell’ambito delle risorse correnti per il
funzionamento del Consiglio regionale di cui al programma 01 “Organi istituzionali” della missione
01 “Servizi istituzionali, generali e di gestione.
L’articolo 6 (Entrata in vigore), infine, è la norma di chiusura che dispone in ordine all’entrata in
vigore della legge.
Proposta di legge regionale recante “Norme per favorire la conciliazione nelle
controversie sanitarie e in materia di servizi pubblici”

Art. 1 – Finalità e Oggetto.
1. La Regione Lazio, nel rispetto dell’art. 117 della Costituzione, detta le norme finalizzate a
tutelare le esigenze dei cittadini che fruiscono dei servizi pubblici regionali e a garantire il
rispetto degli standard di efficienza e qualità cui l’erogazione deve uniformarsi.
2. La Regione, al fine di prevenire situazioni di contenzioso che possano coinvolgere i soggetti
erogatori di servizi pubblici e gli utenti, con lo scopo di consentire al cittadino un più rapido
soddisfacimento delle proprie richieste e all’amministrazione regionale una riduzione dei
pesi finanziari e amministrativi delle liti, individua e disciplina le procedure funzionali alla
composizione stragiudiziale delle controversie di cui al comma 1, promuovendone l’utilizzo
da parte dei cittadini.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, è istituita la Camera Regionale di Conciliazione, con il
compito di comporre in via stragiudiziale le controversie insorte tra i soggetti erogatori di
servizi pubblici regionali e i cittadini utenti, relative al mancato rispetto degli standard di
qualità previsti nelle Carte dei Servizi, nonché le controversie tra i cittadini e gli enti del
servizio sanitario regionale relative all’erogazione di prestazioni sanitarie.
4. Gli enti pubblici regionali, le società regionali, le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende
ospedaliere della Regione e i soggetti che erogano servizi pubblici regionali, anche in
regime di concessione o mediante convenzione, hanno l’obbligo di inserire nelle Carte dei
Servizi la clausola conciliativa di cui all’articolo 2 nonché di partecipare al procedimento di
conciliazione attivato dal cittadino. Nella Carta devono essere indicati in modo chiaro e
puntuale le modalità, i tempi e le condizioni di accesso al procedimento conciliativo davanti
alla Camera Regionale di Conciliazione, così come individuati dalla Giunta regionale ai
sensi degli articoli 3 e 4.
5. In caso di servizi pubblici svolti in regime di concessione o mediante convenzione, gli
obblighi di cui al comma 4 sono indicati nel bando o nell’avviso d’indizione della gara o nel
capitolato d’oneri ovvero, nelle procedure senza bando, nell’invito.
6. I Comuni e gli altri Enti locali, previo accordo con la Regione, al fine di perseguire una
politica di contenimento dei costi nonché di quanto previsto dal comma 2, possono
estendere gli obblighi di cui al comma 4 anche ai propri enti, società, e concessionari che
eroghino servizi pubblici locali.
Art. 2 – Clausola conciliativa.
1. I soggetti individuati dall’art. 1, comma 4 inseriscono nelle Carte dei Servizi la seguente
clausola conciliativa: “Gli utenti del servizio hanno facoltà di rivolgersi alla Camera
Regionale di Conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie nascenti in
seguito a disservizi o irregolarità riscontrati nello svolgimento del servizio o
nell’erogazione delle prestazioni e in ogni caso di violazione degli standard di qualità
previsti nella presente Carta. L’attivazione del procedimento davanti alla Camera
Regionale di Conciliazione è volontario ed è definito con un atto negoziale di diritto
privato ai sensi dell’articolo 1965 del codice civile. La proposta di accordo conciliativo
della Camera non è vincolante e non impedisce la successiva audizione dell’autorità
giudiziaria. L’attivazione del procedimento avanti la Camera determina l’obbligo, per le
Asl e i soggetti erogatori di servizi pubblici, di nominare un referente e di rimettere
documentato rapporto informativo sulla questione alla Camera, entro 10 giorni dalla
comunicazione di avvio del procedimento. In caso di accordo, le parti si obbligano ad
adempiere agli impegni assunti entro il termine di 30 giorni dalla data di sottoscrizione del
verbale di conciliazione.”
Art. 3 – Camera Regionale di Conciliazione.
1. La Camera Regionale di Conciliazione, di seguito denominata Camera, è istituita presso
l’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo” con il compito di
comporre in via stragiudiziale le controversie derivanti della violazione degli standard di
qualità previsti nelle Carte dei Servizi da parte dei soggetti individuati dall’art. 1, commi 4
e 6. Per le controversie in cui siano parte le Aziende sanitarie locali o le Aziende
ospedaliere, la Camera può essere adita anche nei casi in cui sia lamentato un danno
derivante dall’erogazione delle prestazioni sanitarie.
2. La Camera è composta da un Consiglio direttivo di tre membri nominati dalla Giunta
regionale, sentito l’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione a Roma e nel Lazio, per la
durata di tre anni e rinnovabili una sola volta, scelti tra magistrati a riposo, avvocati con
almeno dieci anni di esercizio, professori e ricercatori universitari o enti di ricerca in
materie giuridiche, notai. Il Consiglio direttivo, su designazione dell’Osservatorio sui
conflitti e sulla conciliazione a Roma e nel Lazio, d’intesa con l’Istituto Regionale di Studi
Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”, redige la lista dei conciliatori, scelti tra esperti
secondo le modalità previste dal regolamento di cui al comma 3. Il Consiglio direttivo
adotta un regolamento che disciplina l’organizzazione dei lavori della Camera e le modalità
di gestione della lista dei conciliatori.
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sentita
la commissione consiliare competente, disciplina con regolamento l’organizzazione della
Camera, individuando anche le risorse e il personale da assegnare alla Camera per
l’espletamento delle sue funzioni tra quelle assegnate dalla Regione all’Istituto Regionale di
Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”. Con il medesimo atto sono determinati,
nel rispetto di quanto previsto dall’art. 4, il valore delle controversie poste all’esame della
Camera, il procedimento davanti alla Camera, i criteri e le modalità di presentazione delle
domande, prevedendo anche la possibilità di presentare la richiesta attraverso l’accesso al
portale web della Camera, le spese del procedimento, l’eventuale retribuzione dei membri
del Consiglio direttivo, l’indennità spettante ai conciliatori nonché i casi in cui sussiste
l’obbligo di astensione dalla controversia per i medesimi.
4. Il Consiglio direttivo, entro il 30 giugno di ogni anno, redige, in collaborazione con
l’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione a Roma e nel Lazio, un rapporto
sull’attività svolta indicando in particolare:
a) il numero e l’esito dei procedimenti conciliativi conclusi;
b) il numero dei procedimenti conciliativi ancora in corso e di quelli archiviati;
c) i soggetti, tra quelli di cui all’art. 1, commi 4 e 6 coinvolti nei procedimenti conciliativi.
Il rapporto annuale è inviato alla Giunta regionale, che, entro sessanta giorni dalla sua
ricezione, lo trasmette alla competente commissione consiliare corredato di una relazione
che evidenzi le eventuali azioni intraprese o da intraprendersi, anche nei confronti dei
soggetti di cui all’art. 1, comma 4, al fine della riduzione del contenzioso. Il rapporto e la
relazione della Giunta regionale sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio.
Art. 4 – Procedimento di conciliazione.
1. I soggetti individuati dall’art. 1, commi 4 e 6 hanno l’obbligo di intervenire nel
procedimento di conciliazione attivato dal cittadino davanti alla Camera.
2. Il procedimento davanti alla Camera, disciplinato ai sensi dell’art. 3, è svolto nel rispetto dei
seguenti criteri direttivi:
a) non obbligatorietà del procedimento conciliativo;
b) volontarietà delle parti di adesione del procedimento davanti alla Camera, ad
eccezione di quanto disposto dal comma 1;
c) non vincolatività della proposta di accordo conciliativo della Camera, potendo, le
parti, decidere di adire successivamente l’autorità giudiziaria;
d) garanzia dell’imparzialità nel procedimento;
e) celerità del procedimento, compatibilmente alla complessità della controversia, che
deve comunque concludersi entro novanta giorni dall’avvio;
f) definizione della conciliazione, in caso di accordo fra le parti, con un atto negoziale
di diritto privato ai sensi dell’articolo 1965 del codice civile.
3. Le parti possono farsi rappresentare o assistere nel procedimento da una persona di fiducia,
munita di apposita procura.
4. Ogni parte sopporta le eventuali spese sostenute per la propria difesa e consulenza tecnica,
salvi i casi di esenzione dalle spese del procedimento per i cittadini che versino in condizioni
di disagio economico.
Art. 5 – Norma finanziaria.
1. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione della presente legge si fa fronte, a decorrere
dall’esercizio finanziario 2014, nell’ambito delle risorse correnti per il funzionamento del Consiglio
regionale di cui al programma 01 “Organi istituzionali” della missione 01 “Servizi istituzionali,
generali e di gestione.
Art. 6 – Entrata in vigore.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino
ufficiale della Regione.

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