In Diario

Ceccanti: governo di medio-lungo periodo per riformismo coerente

Unione leadership partito-premiership primo reale cambiamento Roma, 15 nov. (askanews) – “Se si vuole un riformismo organico e coerente, che modula le tutele in modo ragionevole, si deve volere un Governo di medio-lungo termine e coeso. A regime lo daranno le nuove regole, nell’oggi deve darle l’esecutivo attuale come se esse fossero già attuali”. E’ quanto ha sostenuto il costituzionalista ed ex senatore del Pd, Stefano Ceccanti, intervenendo a Orvieto all’assemblea dell’associazione “Libertà eguale”. Parlando delle riforme costituzionali e dei precedenti passi di ridisegnare coerentemente gli assetti istituzionali, Ceccanti ha affermato: “La nascita del Governo Renzi, sull’onda della vittoria nelle primarie di quasi un anno fa, ha costituito la base materiale su cui innestare la possibile chiusura della transizione, a partire dalla prima riforma di fatto che ci ha portati in un colpo nel primo decisivo allineamento alla fisiologia delle democrazie parlamentari, l’unione personale della leadership di partito con la premiership”. (Segue)(Segue) Sgr 151810 NOV 14

Roma, 15 nov. (askanews) – “Se siamo in grado di diminuire gli elenchi delle leggi rimaste bicamerali paritarie – ha proseguito Stefano Ceccanti in merito al ddl riforme – e di quelle in cui il veto del Senato è superabile a maggioranza assoluta tanto meglio. Fuori da queste innovazioni si rischia quasi solo di peggiorare. Ma in ogni caso su questo piano vale forse già la pena di impegnarsi per una campagna referendaria dove i residuati bellici antistorici derivanti dai timori per il complesso del tiranno potrebbero però sommarsi pericolosamente con campagne populiste anti-governative”. Sul fronte della legge elettorale, della quale promuove numerosi capitoli, Ceccanti ha sottolineato che “appare del tutto stupefacente che parte della minoranza Pd, orgogliosa della derivazione storica dalla tradizione del comunismo italiano, ne smentisca l’eredità, in questo caso positiva, della battaglia storica per un monocameralismo politico e contro i rischi degenerativi delle preferenze, rispetto ai quali la prima battaglia politica del nuovo Pds fu l’impegno nel referendum del 1991 per ridurre le preferenze in attesa della loro definitiva soppressione”. “Ovviamente – conclude – questo combinato tra riforma costituzionale riforma elettorale in itinere non scioglie tutti i nodi di una forma di governo rinnovata, non inserisce quei deterrenti che rendano più difficile la dislocazione successiva della maggioranza parlamentare e che richiedono sul nodo del rapporto tra sfiducia e scioglimento soluzioni analoghe alle grandi democrazie europee”. Sgr 151810 NOV 14

Recent Posts

Leave a Comment

Contatti

Scrivi una mail a stefano

Not readable? Change text. captcha txt