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Tre clausole per la legge elettorale, ma quella buona è solo l’ultima

La questione delle clausole finali sull’Italicum è tutta politica, non tecnica: le clausole ipotizzate hanno effetti e finalità del tutto opposte.
Quindi diffidate di chi ve le spiega in modo tecnico, asettico o di presunte esigenze costituzionali.
Anzitutto mettere un vincolo senza data certa all’ entrata in vigore dell’Italicum dopo la riforma costituzionale serve a bloccare in un limbo il primo e a non fare la seconda (per inciso: sarebbe anche inammissibile).

Il perfezionamento provvisorio del Consultellum in attesa dell’Italicum (che il Governo può sempre fare in caso di bisogno, quindi non c’è bisogno del Parlamento) favorirebbe chi vuole votare col primo (il partito proporzionalista trasversale) che, a quel punto, saboterebbe l’entrata in vigore del secondo.
Invece un limite temporale preciso a entrata in vigore Italicum sincronizzato su riforma costituzionale (che vedrà come ultimo passaggio il referendum a inizio 2016) serve a approvarle entrambe perché a quel punto, con la sicurezza che l’Italicum entra in vigore, chi blocca la riforma costituzionale si espone ad accusa di volere assetto incoerente.

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