In Diario

La leggenda metropolitana dei seggi in Trentino Alto Adige e Val d’Aosta, rilanciata solennemente in prima pagina dal Fatto Quotidiano e poi dal Movimento 5 Stelle, è piuttosto surreale.
Vale infatti pienamente in questo caso (ed è un caso non tanto frequente nella legislazione di oggi) il noto motto “in claris non fit interpretatio”, ossia, con una traduzione libera, “lasciate perdere interpretazioni strampalate. Qui è tutto chiaro.”
Per ragioni di equilibrio etnico-linguistico si è ritenuto opportuno, pur nella cornice complessiva dell’Italicum, di utilizzare la legge Mattarella del 1993 nella sola regione Trentino Alto-Adige. Per una parte dei seggi ci sono i collegi uninominali maggioritari e per un’altra parte il recuperp proporzionale. La norma qui sotto ci dice in sostanza tre cose:
1) i voti dati in Trentino servono per capire quale liste abbia vinto sul piano nazionale e quali liste superano lo sbarramento sempre sul piano nazionale;
2) fatto questo, però, i seggi in quella Regione si determinano solo in quel bacino: infatti la frase chiave è: L’Ufficio centrale nazionale non tiene conto della quota parte dei voti espressi nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol nelle operazioni di calcolo effettuate per l’attribuzione dei seggi nelle altre circoscrizioni;
3) la lista che ha vinto e che ha preso il premio si vede detratti dalla quota nazionale di 340 seggi quelli vinti in quella Regione.
«Art. 93-bis. – 1. L’elezione nei collegi uninominali e nelle liste proporzionali della circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol è disciplinata dalle disposizioni dei precedenti articoli, in quanto applicabili, con le modificazioni e integrazioni di cui al presente titolo. I candidati concorrenti nei collegi uninominali sono eletti con metodo maggioritario; i seggi da assegnare con metodo proporzionale sono attribuiti con le modalità di cui all’articolo 93-quater, commi 4, 5, 6 e 7. I voti espressi nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol sono computati dall’Ufficio centrale nazionale nella determinazione della cifra elettorale nazionale di ciascuna lista quando questa concorre alla determinazione del numero di voti considerato come soglia di accesso alla ripartizione dei seggi e alla determinazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale. L’Ufficio centrale nazionale non tiene conto della quota parte dei voti espressi nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol nelle operazioni di calcolo effettuate per l’attribuzione dei seggi nelle altre circoscrizioni. I seggi attribuiti nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol sono computati nel numero dei seggi ottenuti dalla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, quando il candidato nel collegio uninominale è contraddistinto dal medesimo contrassegno di quella lista ovvero quando tale lista è collegata in un collegio uninominale ad un candidato proclamato eletto.
La stessa cosa si ripete in Val D’Aosta (sta all’articolo 92, poco prima) dove c’è un unico seggio in un collegio uninominale maggioritario.
«1-bis) i voti espressi nel collegio della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste sono computati dall’Ufficio centrale nazionale nella determinazione della cifra elettorale nazionale di ciascuna lista quando questa concorre alla determinazione del numero di voti considerato come soglia di accesso alla ripartizione dei seggi e alla determinazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale. Dei voti espressi nel collegio della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste non si tiene conto ai fini dell’attribuzione dei seggi nelle altre circoscrizioni. Il seggio attribuito nel collegio della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste è computato nel numero dei seggi ottenuti dalla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale quando il candidato nel collegio uninominale è contraddistinto dal medesimo contrassegno di quella lista o quando tale lista è collegata al candidato proclamato eletto».

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