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Le analisi del voto vanno fatte anzitutto sui voti validi, prima che sui seggi.

 

E’ evidente che si è trattato soprattutto di un voto sanzione contro il partito di governo in carica.

La frammentazione ha aiutato il partito più grande, il Labour di Starmer, a ottenere una fortissima disrappresentatività in seggi. Importante che l’alternanza si produca a favore dell’altro partito consolidato del sistema, però è ancora più importante vedere i numeri assoluti.

 

Nel 2019 era andata così:

 

i Conservatori avevano preso circa 14 milioni di voti e il 43,6%;

 

i Laburisti circa 10 milioni e 300 mila voti, ossia il 32,1%.;

 

i Liberali 3 milioni e 700 mila voti, l’11,6%;

 

il Partito Nazionalista Scozzese 1 milione e 200 mila voti, il 2,9%;

 

i Verdi avevano 800 mila voti e il Brexit Party di Farage 650 mila.

 

 

https://en.wikipedia.org/wiki/2019_United_Kingdom_general_election

 

I risultati quasi definitivi di stavolta, con un astensionismo che è salito del 7,4% (come accade quando l’esito è sostanzialmente scontato) li troviamo qui

https://en.wikipedia.org/wiki/2024_United_Kingdom_general_election

e l’aggiornamento qui

https://www.theguardian.com/politics/ng-interactive/2024/jul/04/uk-general-election-results-2024-live-in-full

 

 

Il Labour sale di poco in percentuale al 33,9% ma scende in voti assoluti a meno di 10 milioni.

 

I Conservatori hanno un tracollo a meno di 7 milioni di voti, ossia la metà di quanti avuti nel 2019.

 

I Liberali scendono di poco in voti assoluti ma salgono di poco in percentuale a causa appunto dle maggiore astensionismo.

 

I nazionalisti scozzesi perdono mezzo milioni di voti.

 

Il partito di Farage, col nuovo nome di Reform Uk, prende improvvisamente quattro milioni di voti.

 

Expoit anche dei Verdi che prendono 2 milioni.

 

 

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