In Diario

ASSOCIAZIONE LA ROSA BIANCA

Incontro pubblico elettorale

 

18 febbraio 2018 a La Leopolda, Pisa

 

Le domande e la traccia delle mie risposte

 

 

 

Domande per i rappresentanti dei partiti politici

 

TEMA: BENI COMUNI

 

  • Beni pubblici abbandonati e rioccupati da gruppi di cittadini che ne permettono nuovamente un uso. Oggi tutto ciò veine fatto in modo illegale cioè non rispettoso della legge anche se a livello locale alcuni Comuni stanno provando a legittimare questi tipi di utilizzo. Si può ipotizzare che a breve il Parlamento si occupi di legiferare in modo da regolamentare questo fenomeno sempre più I comuni che stanno provando a legittimare questi tipi di situazione lo fanno in attuazione della c.d. sussidiarietà orizzontale, principio introdotto con la riforma del 2001 all’art.118 ultimo comma.

Risposta

Si stanno diffondendo regolamenti comunali direttamente attuativi (quindi senza legge) di questo articolo, basandosi sul regolamento approvato a Bologna nel 2014. Il 118 ci dice che gli enti locali favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini a fini di interesse generale.
Questi regolamenti dicono che l’interesse generale potrebbe essere la “cura e rigenerazione” di beni pubblici abbandonati (parchi, scuole).
Il regolamento prevede che su iniziativa dei cittadini si possano stringere dei patti tra amministrazione e gruppi di cittadini che regolano queste situazioni.
Le caratteristiche devono però essere di apertura del progetto anche ad eventuali altri cittadini interessati, in modo che non ci sia una gestione “escludente”, ma includente. Deve poi essere prevista la assoluta non economicità della gestione.
Con il codice degli appalti del 2016 si è data anche copertura legislativa, artt.189 e 190; copertura molto vaga, perché gli stessi promotori della sussidiarietà orizzontale, questo è il punto, preferiscono una regolamentazione duttile e personalizzata a livello comunale, piuttosto che una nazionale con pretese di uniformità.
Con la riforma del terzo settore si è prevista anche l’assicurabilità da parte del comune di questi gruppi di cittadini. La Corte dei Conti nel novembre 2017 dice addirittura anche singoli, quindi non associati.
Quindi eventuali occupazioni extra-legem possono essere sanate con questi Patti di collaborazione (che in alcune fattispecie coincidono con delle concessioni non onerose), a patto però che sia garantita l’apertura e la partecipazione anche degli altri cittadini, e con una cornice di doveri e impegni reciprochi tra amministrazione e cittadini.

 

2) Sono presenti nei vostri programmi e se sì con quali risorse politiche per: miglioramento gestione dei beni comuni come acqua e territorio; difesa dell’ambiente da inquinamento acque, distruzione del territorio derivante da discariche selvagge e insicurezza derivante da urbanizzazione selvaggia e senza regole (criteri antisismici e rispetto delle zone a rischio idrogeologico)

Risposta

E’ previsto un piano straordinario per abbattere del 50% le perdite idriche. Una legge contro la cementificazione e fine dei pesticidi entro il 2025. E’ previsto il dimezzamento del conferimento dei rifiuti in discarica e di giungere al 65% del riciclo, anche attraverso la generalizzazione delle tariffe a punti e sulla quantità dei rifiuti conferiti.

I soli finanziamenti nazionali però non bastano. Si risale già da questa domanda al vero punto decisivo di queste elezioni, la collocazione dell’Italia nella nuova Europa federale. Il bilancio europeo deve salire al 5% e si devono usare project bond, titoli europei di debito per grandi progetti infrastrutturali. Solo un Governo a guida di centrosinistra può assicurare questa evoluzione che comporta un Ministro delle finanze europeo, un controllo parlamentare adeguato e sul medio termine l’elezione diretta della Presidenza della Commissione.

 

TEMA: LAVORO

3) Il Italia non esistono forme di assistenza automatiche a chi perde il lavoro in quanto queste sono state da sempre appannaggio di formazioni sociali quali Sindacati e associazioni legate al mondo cattolico. Avvertite la necessita’ di un cambio di tendenza? Ed eventualmente in che direzione?

Risposta

 

Innanzitutto va ricordato che con il Jobs Act è stata resa universale la “Naspi”, che consiste in una misura di sostegno al reddito che copre il lavoratore che perde il posto di lavoro per una durata massima di 24 mesi, in relazione alla anzianità contributiva maturata. Ma il Jobs Act ha anche costruito la rete dei servizi per l’impiego a sostegno della ricerca attiva di una nuova occupazione. In particolare, il lavoratore disoccupato ha diritto di rivolgersi immediatamente ai centri per l’impiego per essere preso in carico e avviato ad attività di inserimento/reinserimento lavorativo nonché di formazione e riqualificazione professionale. Passati tre mesi dalla disoccupazione, il disoccupato avrà diritto al nuovo strumento dell’assegno di ricollocazione, che consiste in una misura personalizzata di assistenza intensiva, erogata – a scelta del disoccupato – da un servizio pubblico o da un operatore privato accreditato.

Questo è il vero cambio di direzione rispetto al passato, dove l’ammortizzatore sociale non era accompagnato da servizi di reinserimento lavorativo.

Occorre tuttavia rafforzare il sistema delle politiche attive, assegnando un ruolo più incisivo alla Agenzia nazionale per le politiche attive (ANPAL) nel coordinamento dei livelli regionali e dotandola di maggiori finanziamenti. Più servizi per la ricollocazione significa più partecipazione al lavoro, maggiore inclusione sociale, più ricchezza prodotta e minori spese in sussidi passivi.

 

 

TEMA: IMMIGRAZIONE

4) Da dove intendete prendere le risorse per gestire i flussi migratori che aumenteranno sempre più per le guerre e i cambiamenti climatici?

 

Risposta

Anzitutto bisogna non rassegnarsi alle situazioni di instabilità e di degrado climatico: impegnarsi in interventi di stabilizzazione ove richiesti dai Paesi in raccordo con la Ue e nell’applicazione della nuova legge sulla cooperazione, arrivando allo 0,3% sul Pil entro il 2020 e allo 0,7% nel 2025.

Europeizzare sia il diritto di asilo (superando Dublino) sia la politica delle migrazioni economiche con un sistema di quote. La logica intergovernativa fin qui dominante è fallimentare perché tende a scaricare i problemi sui soli Paesi di arrivo immediato; anche da questa domanda come dalla 2 si risale all’aspetto decisivo delle attuali elezioni, il posto dell’Italia nella nuova Unione federale che solo il centrosinistra può assicurare come già spiegato in quella sede.

 

TEMA. QUESTIONE MERIDIONALE E MEDITERRANEO

 

5) Come risolvere la questione annosa delle carenze infrastrutturali nel mezzogiorno, indispensabile volano di sviluppo economico? Vorremmo capire, se possibile, cosa sta succedendo e come pensate che potrebbero essere risolti i problemi legati al mancato avvio dell’aeroporto di Crotone e alla mancata partenza della stagione estiva 2018 in quello di Trapani.

Risposta

 

Il problema delle infrastrutture nel Mezzogiorno è oggi il maggior problema con cui quelle regioni devono oggi misurarsi. Abbiamo una dorsale tirrenica che è abbastanza adeguata in fatto di autostrade, collegamenti ferroviari e aeroporti (naturalmente bisogna allungare l’alta velocità che oggi si ferma a Salerno anche fino a Reggio Calabria e poi a Palermo). Abbiamo, invece, una dorsale jonica dove le infrastrutture sono a un livello inaccettabile, anche se alcuni miglioramenti ci sono stati. In particolare, sono strategici i collegamenti aerei, per il turismo e anche per lo sviluppo delle imprese. E’ difficile pensare di attrarre turisti da paesi lontani che debbano fare due o tre scali prima di arrivare a destinazione. Su questo il sud paga un prezzo, perché solo l’11 del turismo internazionale, ad esempio, arriva nelle regioni meridionali, e se calcolassimo la quota parte extra-continentale, saremmo davvero a livelli di irrilevanza.

Il PD crede molto nelle infrastrutturazioni e il governo Renzi ha portato a compimento l’opera di rinviata della storia d’Italia che è la Salerno-Reggio Calabria. E’ stato un risultato storico per il Mezzogiorno. Anche qui riemerge il tema dei project bond e della connessa riforma della governance Ue già trattato nelle domande 2 e 4 come il tema decisivo di queste elezioni

 

 

 

 

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