In Diario

Sulle unioni civili rinvio a questo mio pezzo di qualche tempo fa:
http://www.huffingtonpost.it/stefano-ceccanti/unioni-civili-pregiudizi-legge_b_6013022.html
Rispetto ad esso mi sembra che i contrari al testo attuale continuino a proporre una cosa che non esiste:
dire che i diritti vanno assegnati solo al singolo e non anche alla coppia ignora il fatto elementare che il singolo avrebbe quei diritti proprio perché fa parte di quella coppia. Bisogna prima identificare la coppia per dare i diritti al singolo che ne fa parte. Il diritto va a singolo in quanto parte di quella formazione sociale: dire questo non significa entrare nell’art. 29, si resta sempre nell’art. 2 Cost.
Dal canto loro i favorevoli dovrebbero evitare di infilare nei testi costanti rinvii generici o specifici agli articoli del codice civile relativi al matrimonio. Altrimenti l’equiparazione negata in teoria è affermata nella pratica.
Se si eviteranno queste scorciatoie si farà presto e bene, come si deve.

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