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Grazie a riforma Senato e Titolo V Corte sgravata da contenziosi Roma, 24 giu. (TMNews) – Affidare alla Corte Costituzionale la decisione sulle vicende giudiziarie dei parlamentari. E’ la proposta di Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex senatore Pd. “Il tema delle immunità – scrive sull’Unità – va affrontato in modo equilibrato perché sono in gioco non privilegi di una casta ma l`equilibrio e la separazione dei poteri. Vogliamo giustamente avere una magistratura autonoma e indipendente, ma quando le sue decisioni vanno a impattare sul potere legislativo, sulla composizione delle assemblee parlamentari, i meccanismi non possono essere automatici, così come non lo sono verso il potere esecutivo con la tipologia dei cosiddetti «reati ministeriali”. “L`autonomia e l`indipendenza – sottolinea Ceccanti – valgono infatti in entrambe le direzioni. Se siamo perplessi per come queste garanzie sono regolate oggi con decisioni delle Camere e vogliamo quindi cambiare, una soluzione ragionevole può certo essere lo spostamento della competenza su organi terzi alla cui composizione contribuisca lo stesso Parlamento, come la Corte costituzionale. Non sarebbe comunque una decisione meno garantista. In fondo per la insindacabilità le cause in vari casi già arrivano alla Corte per conflitto di attribuzione e per l`arresto le variabili politiche sono spesso oggi decisive. Basti pensare che nella scorsa legislatura Milanese si salvò dall`arresto e Papa invece no solo per due decisioni politiche opposte della Lega Nord, prese per motivi politici”. (segue) Luc 241341 GIU 14
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Stesse regole per Camera e Senato Roma, 24 giu. (TMNews) – “Non si tratta neppure di un aggravio di lavoro insostenibile – spiega Ceccanti – giacché grazie alla riforma del Senato e del Titolo Quinto la Corte sarebbe contestualmente sgravata della gran parte del contenzioso Stato-Regioni che oggi la occupa per circa metà del tempo. Insomma, se si vuol prendere l`occasione della riforma per affrontare anche questo problema, in modo non strumentale per bloccarla, questo si può fare e le soluzioni possono essere diverse. Nessuna però può eludere le esigenze di equilibrio tra i poteri, nessuno dei quali è di per sé buono o cattivo o infallibile. Cattivo sarebbe solo lo squilibrio”. “So che ci possono essere argomenti fondati anche in senso contrario – sottolinea – ma se il criterio primo deve essere quello degli equilibri nel sistema preferisco allora che le regole siano le stesse per la Camera e per il nuovo Senato. Anche quest`ultimo infatti, pur differenziato per elezioni e funzioni, si trova a prendere decisioni come quelle di poter bocciare alcune leggi a maggioranza assoluta superabili solo con analoga maggioranza della Camera, in cui una minima variazione del plenum potrebbe essere decisiva. Per questo gli automatismi non credo vadano bene neanche lì”. Luc 241341 GIU 14
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