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Ceccanti (Pd) Inaccettabile la scelta di Italia Viva e delle opposizioni di tenere in ostaggio il voto a quattro milioni e mezzo di elettori
In una nota sul suo sito il capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali Stefano Ceccanti dichiara:
“Questa mattina era prevista la seconda lettura Camera per il voto dei diciotto-venticinquenni al Senato.
In prima lettura questo identico testo era stato votato da tutti i gruppi, nessuno escluso, con solo cinque voti individuali contrari, perché tutti avevano ritenuto sensato riconoscere il diritto di voto oggi negato a quattro milioni e mezzo di elettori. Si era ai tempi del Conte 1 e noi, dall’opposizione, abbiamo contribuito ad una riforma condivisa.
Tale riforma era stata prevista nell’ambito dell’accordo della nuova maggioranza come una delle tappe necessarie delle riforme di questa legislatura.
Al Senato varie resistenze impedirono di aggiungere anche l’equiparazione dell’elettorato passivo, ma saggiamente i senatori ritennero di confermare il testo Camera con l’apertura dell’elettorato attivo, di gran lunga più importante.
Oggi invece i gruppi di opposizione al Conte 2, per politica politicante, si sono sottratti al consenso dato allora.
Al consenso si è sottratto anche il Gruppo di Italia Viva che aveva sottoscritto l’accordo di maggioranza, teorizzando ora che le riforme debbano essere di sistema, per quanto dall’accordo di maggioranza un primo sistema fosse già chiaro.
La conseguenza immediata sicura è che il voto di quattro milioni e mezzo di elettori, tra 18 e 25 anni, è al momento congelato.
Per le altre vedremo, ma già solo quella, che era in dirittura d’arrivo alla Camera, appare del tutto ingiustificabile.”



QUESTO E’ IL POST INTEGRALE

Questa mattina era prevista la seconda lettura Camera per il voto dei diciotto-venticinquenni al Senato.
In prima lettura questo identico testo era stato votato da tutti i gruppi, nessuno escluso, con solo cinque voti individuali contrari, perché tutti avevano ritenuto sensato riconoscere il diritto di voto oggi negato a quattro milioni e mezzo di elettori. Si era ai tempi del Conte 1 e noi, dall’opposizione, abbiamo contribuito ad una riforma condivisa.
Tale riforma era stata prevista nell’ambito dell’accordo della nuova maggioranza come una delle tappe necessarie delle riforme di questa legislatura, il cui testo riporto qui:
https://stefanoceccanti.it/il-documento-di-maggioranza-sulle-riforme-costituzionali/
Al Senato varie resistenze impedirono di aggiungere anche l’equiparazione dell’elettorato passivo, ma saggiamente i senatori ritennero di confermare il testo Camera con l’apertura dell’elettorato attivo, di gran lunga più importante.
Oggi invece i gruppi di opposizione al Conte 2, per politica politicante, si sono sottratti al consenso dato allora. Seguono per memoria in Appendice, estratti dei loro interventi di allora.
Al consenso si è sottratto anche il Gruppo di Italia Viva che aveva sottoscritto l’accordo di maggioranza, teorizzando ora che le riforme debbano essere di sistema, per quanto dall’accordo di maggioranza un primo sistema fosse già chiaro. Non è possibile allegare interventi di allora perché IV faceva parte del Pd.
La conseguenza immediata sicura è che il voto di quattro milioni e mezzo di elettori, tra 18 e 25 anni, è al momento congelato.
Per le altre vedremo, ma già solo quella, che era in dirittura d’arrivo alla Camera, appare del tutto ingiustificabile.

Appendice
Estratti degli interventi in prima lettura
23 luglio 2019
https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0213&tipo=stenografico#sed0213.stenografico.tit00030

“Ancora oggi, dopo 70 anni di Repubblica, i pieni diritti elettorali sono negati in Italia a 4 milioni e mezzo di cittadini, quelli che hanno tra i 18 e i 24 anni di età e che non possono – non possono – eleggere i senatori. Lo sbarramento del venticinquesimo anno nega i pieni diritti civili proprio a quei milioni di giovani che più di tutti gli altri subiscono le conseguenze di un sistema politico ed economico – lasciatemelo dire – in un certo modo dominato dagli anziani, e al contempo diminuisce la fiducia nella partecipazione politica.”
Calabria (Fi)

31 luglio 2019
https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0219&tipo=stenografico#sed0219.stenografico.tit00030

“Rammenterò quanto è leggibile nella scheda che qualche volta bisognerebbe avere la pazienza di consultare, il dossier per l’Assemblea, in cui sono citati due interventi importanti sul punto, quello dell’onorevole Moro del 14 novembre del 1946 e quello dell’onorevole Gullo del 23 settembre 1947. Ebbene, in questi due interventi chiarissimamente si fa riferimento alla necessità che vi sia identità di elettorato attivo fra Camera e Senato. Vi fu un ampio dibattito nei lavori della Costituente, poi passò un’idea diversificata, ma il problema.. fu sollevato con grande veemenza, vi fu una grande discussione, diciamo che la Costituzione aveva già in sé il germe della necessità della parificazione dell’elettorato attivo. Mi sia consentito anche di rammentare che nella riforma Berlusconi del 2006 vi era lo stesso principio, cioè questa sensibilità è stata modernizzata e recepita, ed è stata fatta nostra. Poi quella riforma ebbe l’esito che tutti quanti conosciamo, ma mi preme ancora una volta, sul piano questa volta non anamnestico, ma diagnostico, rammentare quanto leggibile sempre nella stessa scheda, nello stesso dossier, sulla situazione in Europa. In Europa il voto è dei diciottenni, cioè non vi sono delle sensibilità diverse, per cui noi riteniamo, come partito, che questa scelta costituzionale, al di là di tutte le valutazioni sulla frantumazione e sul metodo, non solo abbia radici profonde nel passato, ma abbia radici profonde nel presente e ci auguriamo che possa avere radici profonde nel futuro. Ecco il motivo per cui il gruppo di Forza Italia vota a favore di questo provvedimento “
Sisto (Fi)
. L’Italia è l’unico Paese in Europa in cui una classe di adulti – quella dai 18 ai 25 anni – vale elettoralmente metà di un’altra classe di adulti. Stiamo parlando, quindi, di una riforma costituzionale che vuole costruire uguali diritti e doveri anche in capo a questi soggetti.
Stefani (Lega)
Grazie, Presidente. Come spesso capita in questa Aula e come spesso capita quando si interviene sulla Costituzione, questa è una riforma giusta ma a metà. Fratelli d’Italia parla di questi temi da sempre: la destra lo fa non da oggi ma da quando già Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù, fu per prima a portare all’attenzione dell’Aula la necessità di un coinvolgimento dei giovani nella vita politica, con l’abbassamento dell’età per l’elettorato.
Prisco (Fdi)




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