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(DIRE) Roma, 19 feb. – Anche se dovuta ad una forte mossa politica di Renzi “paragonabile a uno scacco al re”, l’elezione di Mattarella a presidente della Repubblica e’ vista dai gesuiti de La Civilta’ Cattolica come un fattore di equilibrio politico e istituzionale ma anche di “speranza” per la democrazia del nostro Paese. “Ma c’e’ di piu'” sottolinea l’autore dell’articolo, il gesuita padre Francesco Occhetta: “Con il presidente Mattarella riprende ad ardere la cultura del cattolicesimo democratico, che sembrava essersi spenta”. Cultura che Occhetta definisce una “tradizione vivente” che “puo’ essere compresa con tre parole chiave -garanzie, mediazione, laicita’- e con una esperienza originante, quella della prima sottocommissione alla Costituente, formata da politici come Dossetti, La Pira e Moro”. E “per il cattolicesimo democratico di cui Mattarella e’ testimone ed erede- sottolinea ancora Occhetta- la Costituzione e’ un progetto da realizzare”. Viene quindi ricordato che i cattolici democratici (“definiti i figli maturi del Concilio Vaticano II”) hanno dato vita ad una visione costituzionale e a un filone politico da cui “nasce la struttura dei diritti civili, politici e sociali, il pluralismo dei poteri e l’organizzazione dei poteri fondata su un’idea di democrazia partecipativa intesa come strumento di una societa’ autonoma e attiva”. “Non e’ un caso- afferma la rivista dei gesuiti- che Mattarella (con Moro suo maestro) abbia sempre avuto a cuore che l’articolazione dei poteri legislativo ed esecutivo fosse controbilanciata dagli organi di garanzia, come la Corte Costituzionale e i poteri affidati al Presidente della Repubblica in modo che fossero finalizzati alla ‘crescita umana integrale’ della societa’”. In proposito p. Occhetta cita un fatto rimasto sconosciuto ai piu’. “Nella Commissione bicamerale per le riforme presieduta da D’Alema (1997-98), Mattarella propose un emendamento approvato all’unanimita’ per riordinare e semplificare il corpo delle leggi che Leopoldo Elia ha definito ‘un nuovo digesto’ dopo quello di Giustiniano”.(SEGUE) (Rai/Dire). 11:06 19-02-15 NNNN
(DIRE) Roma, 19 feb. – Per La Civilta’ Cattolica Mattarella rappresenta dunque un fattore di equilibrio e di razionalita’ politica e istituzionale piu’ che necessario in una fase politica di forti tensioni. “E’ la dimensione spirituale della politica che ha portato Mattarella -scrive p.Occhetta- a vivere importanti cambiamenti attraverso un cattolicesimo adulto, tormentato, inquieto, vicino alla sensibilita’ del cardinale Carlo Maria Martini, che egli incontra piu’ volte”. In politica, sostiene La Civilta’ Cattolica, “e’ l’arte della mediazione che caratterizza l’appartenenza al cattolicesimo democratico. Non deve stupire quindi se in politica Mattarella ha svolto piu’ una funzione di lievito che di massa”. In questo quadro p.Occhetta indica come “simbolica” la “coerenza di una scelta”, quella di dimettersi il 26 luglio 1990 da ministro (insieme a Martinazzoli, Fracanzani, Misasi e Mannino) dopo che il premier Andreotti aveva posto la fiducia per l’approvazione della legge Mammi’ che “sanava” le tre televisioni di Berlusconi. “Con tono pacato” ricorda Occhetta, “sara’ lui a spiegare al Paese quel gesto di rottura: ‘Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile'”. Alla luce di queste considerazioni p. Occhetta afferma: “Nel tempo politico del leaderismo e della debolezza del diritto crediamo che la garanzia per la democrazia italiana sia quella a cui appartiene la tradizione del presidente Mattarella, che gli antichi sintetizzavano nel motto: sub lege libertas (siamo liberi sotto la legge)”. Stante la garanzia di Mattarella, sicuro ed esperto timoniere in tema istituzionale, per quanto riguarda le “urgenti riforme costituzionali” Occhetta osserva infine che oggi “queste dipendono molto dalla volonta’ dei giocatori e dalla tenuta di un centro-destra che non riesce ad offrire al Paese un’alternativa politica”. (Rai/Dire). 11:06 19-02-15 NNNN

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