In Diario

SENATO DELLA REPUBBLICA
Gruppo Partito Democratico
Ufficio Legislativo
_____________________________

MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA
PER IL TRIENNIO 2015-2017

Nota n. 3
LEGGE DI STABILITA’ 2015

SINTESI DEGLI EMENDAMENTI APPROVATI IL 21 NOVEMBRE
DALLA COMMISSIONE BILANCIO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

21 novembre 2014

A cura di Maurizio Coresi

INDICE

1. Fondo emergenze nazionali pag. 3

2. Stanziamento di risorse per la riforma degli ammortizzatori sociali pag. 3

3. Misure di sostegno al lavoro portuale pag. 3

4. Le modifiche alle misure per la famiglia relative al bonus bebè pag. 3

5. Misure per la promozione del Made in Italy pag. 4

6. Corpo nazionale dei vigili del fuoco pag. 4
7. Rinnovo dei Comites pag. 5
8. Afam pag. 5
9. Modifiche in materia di concorso degli enti locali alla finanza pubblica pag. 5
10. Pareggio di bilancio delle Regioni pag. 6
11. Riduzione degli obiettivi del Patto di stabilità interno pag. 6
12. Disposizioni varie in tema di enti territoriali pag. 7
13. Clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale e le province
Autonome di Trento e di Bolzano pag. 10


1. Fondo emergenze nazionali
Con l’emendamento 8.046 (Governo) viene stabilito che una quota pari a 60 milioni di euro delle risorse disponibili destinate al pagamento di mutui e prestiti obbligazionari a seguito di calamità naturali, è destinata alle finalità del Fondo emergenze nazionali e rimane acquisita al bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri nell’anno 2015

2. Stanziamento di risorse per la riforma degli ammortizzatori sociali

Con l’emendamento 11.59 (Governo) si stabilisce che per fare fronte agli oneri derivanti dall’attuazione dei provvedimenti normativi di riforma degli ammortizzatori sociali, ivi inclusi gli ammortizzatori sociali in deroga, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, di quelli in materia di riordino dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, nonché per fare fronte agli oneri derivanti dall’attuazione dei provvedimenti normativi volti a favorire la stipula di contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti, al fine di consentire la relativa riduzione di oneri diretti ed indiretti, è istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro un apposito fondo, con una dotazione di 2.200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, ovvero con una dotazione di 400 milioni in più nel biennio rispetto allo stanziamento iniziale, e di 2.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017.

3. Misure di sostegno al lavoro portuale

Con l’emendamento 11.53 (Tullo – PD) viene precisato che la quota delle entrate proprie dell’ente gestore del porto derivanti da tasse a carico delle merci imbarcate e sbarcate da destinare a iniziative a sostegno dell’occupazione dei lavoratori portuali, nonché al finanziamento delle esigenze di formazione dei prestatori di lavoro temporaneo e per misure di incentivazione al pensionamento di dipendenti o soci dell’impresa o agenzia, ricomprendono anche quelle derivanti dalle sovrattasse a carico delle merci imbarcate e sbarcate.

4. Le modifiche alle misure per la famiglia relative al “Bonus bebè”

Con l’emendamento 13.72 (Relatore) vengono apportate sostanziali modifiche all’intervento relativo al “Bonus bebè”. L’assegno di 960 euro previsto per incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, è corrisposto fino al terzo anno di età o di ingresso nel nucleo familiare in caso di adozione, a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente sia in una condizione economica corrispondente ad un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 25.000 euro annui (in precedenza il beneficio era riconosciuto per redditi fino a 90.000 euro). L’assegno è, altresì, raddoppiato qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 7.000 euro annui.

5. Misure per la promozione del Made in Italy

Con l’emendamento 17.05 (Governo) viene stabilito che agli interventi di promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia sono destinati 220 milioni di euro nel triennio 2015-2017. Inoltre, per la realizzazione delle azioni di valorizzazione e promozione delle produzioni agricole e agroalimentari italiane è istituito, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Fondo per le politiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela, in Italia e all’estero, delle imprese e dei prodotti agricoli e agroalimentari, con una dotazione iniziale di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016.
Sono stai, altresì, approvati due subemendamenti con i quali si prevedono:
– 7,5 milioni, nel triennio 2015-2017, destinati alle Camere di commercio italiane all’estero per incrementare la presenza e la conoscenza delle autentiche produzioni italiane presso i mercati e presso i consumatori internazionali, al fine di contrastare il fenomeno dell’italian sounding e della contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani (0.17.05.2 Mongiello -PD);
– 3 milioni di euro, nel triennio 2015-2017, destinati al MISE per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e la promozione del made in Italy (0.17.05.1 Garavini – PD).

6. Corpo nazionale dei Vigili del fuoco
Con l’emendamento 17.08 (Relatore) si prevede che, ai fini del contenimento delle spese di ricerca, potenziamento, ammodernamento, manutenzione e supporto relative a mezzi, sistemi, materiali e strutture in dotazione al Corpo Nazionale dei vigili del fuoco, il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell’interno è autorizzato a stipulare convenzioni e contratti per la permuta di materiali o prestazioni con soggetti pubblici e privati. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono disciplinate le condizioni e le modalità per la stipula degli atti e l’esecuzione delle prestazioni di cui al presente articolo, nel rispetto della vigente disciplina in materia negoziale e del principio di economicità.

7. Rinnovo dei Comites
Con l’emendamento 27.03 (Governo) si recepisce nella legge di stabilità l’articolo 1 del decreto legge 18 novembre 2014, n. 168, contenente misure per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero. In particolare, si prevede che le votazioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero, previste a dicembre del corrente anno, sono rinviate al 17 aprile 2015. Il termine per la presentazione della domanda di iscrizione all’elenco elettorale da parte degli aventi diritto è, quindi, prorogato al 18 marzo 2015. Le somme necessarie allo svolgimento delle elezioni per il rinnovo dei Comites, non impegnate entro il 31 dicembre 2014, possono essere pertanto impegnate nell’esercizio finanziario 2015. Il decreto legge n. 168/2014 è quindi destinato a non essere convertito in legge.

8. Afam
Con l’emendamento 28.38 (Ghizzoni – PD) si precisa che a decorrere dal 1 gennaio 2015 e anche per gli incarichi già conferiti, l’incarico di presidente delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, è svolto a titolo gratuito, fermo restando il rimborso delle spese sostenute.

9. Modifiche in materia di concorso degli enti locali alla finanza pubblica
In tema di enti locali sono state approvate due significative proposte modificative:
– con gli emendamenti 35.1 (Marchi – PD), 35.241 (Fautilli) e 35.177 (Palese) si dispone che il concorso dei Comuni agli obiettivi di finanza pubblica, pari a 1,2 miliardi di euro, avviene a decorrere dall’anno 2015 mediante la riduzione del Fondo di solidarietà comunale di cui al comma 380-ter dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e non più attraverso la riduzione della spesa corrente come previsto nel testo originario;
– con l’emendamento 35.258 (Governo) si prevede che il Ministero dell’economia e delle finanze, laddove necessario, comunica alla regione Siciliana entro il 30 giugno di ciascun anno l’obiettivo rideterminato del Patto di stabilità interno della Regione;

10. Pareggio di bilancio delle Regioni
Con l’emendamento 36.27 (Governo) vengono soppresse le disposizioni in materia di verifica degli equilibri strutturali delle regioni introdotte con l’articolo 4 del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35. La norma prevedeva che al fine di garantire effettività al raggiungimento degli obiettivi programmati di finanza pubblica, per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la possibilità di sottoscrivere nuovi prestiti o mutui a qualunque titolo e per qualsiasi finalità e di prestare garanzie per la sottoscrizione di nuovi prestiti o mutui da parte di enti e società controllati o partecipati resta subordinata all’attestazione regionale da cui risulti, oltre al conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l’anno precedente, la condizione che il bilancio regionale presenti una situazione di equilibrio strutturale.

11. Riduzione degli obiettivi del Patto di stabilità interno
In tema di Patto di stabilità interno sono stati approvati diversi emendamenti. In particolare:
a) con l’emendamento 37.87 (Governo) e il subemendamento 0.37.87.1 (Relatore) viene fissato l’obiettivo di saldo finanziario dei comuni e delle province soggetti al patto di stabilità interno. L’integrazione stabilisce che con decreto del Ministero dell’economia possano essere ridefiniti, entro la data del 31 gennaio 2015 e fermo restando l’obiettivo complessivo del comparto, gli obiettivi di ciascun ente anche tenendo conto delle maggiori funzioni assegnate alle città metropolitane e dei maggiori oneri connessi agli eventi calamitosi, agli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici e del territorio, all’esercizio della funzione di ente capofila, nonché degli oneri per sentenze passate in giudicato a seguito di procedure di esproprio o di contenziosi connessi a cedimenti strutturali;
b) con l’emendamento 37.88 (Governo) si integra l’articolo 31, comma 23, della legge n. 183 del 2011. Tale disposizione attualmente stabilisce che gli enti locali istituiti a decorrere dall’anno 2011 sono soggetti alle regole del patto di stabilità interno dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione, assumendo quale base di calcolo, su cui applicare le regole, le risultanze dell’anno successivo all’istituzione medesima. Le integrazioni in esame prevedono che i comuni istituiti a seguito di fusione a decorrere dall’anno 2015 siano soggetti alle regole del patto di stabilità interno dal quinto anno successivo a quello della loro istituzione, assumendo quale base di calcolo le risultanze dell’ultimo triennio disponibile. Inoltre, con il subemendamento 0.37.88.1 (Marchetti) si prevede che le province istituite a decorrere dall’anno 2011 sono soggette alle regole del patto di stabilità interno dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dell’anno successivo all’istituzione medesima.;
c) con l’emendamento 37.89 (Governo) riformulano l’articolo 1, comma 122, della legge n. 220/2010. Il testo vigente prevede che, in caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno, a fronte della sanzione irrogata al comune, sia concesso un allentamento dell’obiettivo del patto di pari importo. L’emendamento in esame conferma nella sostanza le norme modificate, semplificando alcuni passaggi procedurali previsti dal comma 122 nel testo vigente.

12. Disposizioni varie in tema di enti territoriali
In tema di enti territoriali sono stati approvate significative proposte emendative. In particolare:
a) con l’emendamento 38.166 (Governo) si apportano modifiche all’allegato 4.2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118. Il decreto disciplina l’armonizzazione dei sistemi contabili e l’allegato tratta del “principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria”. Le modifiche sono apportate al paragrafo 3.3, che regola gli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità. La disciplina vigente prevede che nel primo anno di applicazione del principio si debba stanziare in bilancio una quota almeno pari al 50 per cento dell’importo dell’accantonamento quantificato nel prospetto riguardante il fondo crediti di dubbia esigibilità allegato al bilancio di previsione. Tale quota è elevata al 75 per cento nel secondo esercizio mentre dal terzo esercizio l’accantonamento al fondo è effettuato per l’intero importo. Le modifiche introdotte con l’emendamento prevedono, con riferimento agli enti locali, che nel 2015 sia stanziata in bilancio una quota dell’importo dell’accantonamento quantificato nel prospetto riguardante il “Fondo crediti di dubbia esigibilità” allegato al bilancio di previsione pari almeno al 36 per cento, se l’ente non ha aderito alla sperimentazione di cui all’articolo 36 del D. Lgs. 118/2011, e al 55 per cento se l’ente ha aderito alla predetta sperimentazione. Nel 2016, per tutti gli enti locali, lo stanziamento di bilancio riguardante il Fondo crediti di dubbia esigibilità è pari almeno al 55 per cento, nel 2017 è pari almeno al 70 per cento, nel 2018 è pari almeno all’85 per cento e dal 2019 l’accantonamento al Fondo è effettuato per l’intero importo (articolo 38, comma 3-bis). L’emendamento in esame, inoltre, modifica l’articolo 37, comma 1, del disegno di legge di stabilità che, a sua volta, riformula l’articolo 31, comma 2, della legge 183/2011, individuando il contributo che gli enti locali devono fornire per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica. Il contributo è definito determinando numericamente l’obiettivo di saldo finanziario di ciascun comune corrispondente ad una determinata percentuale della spesa corrente media annua calcolata sulla base di un arco temporale triennale. Viene inoltre integrato l’articolo 37, comma 2, del disegno di legge di stabilità. Tale norma prevede che nel saldo rilevante ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi fissati dal patto di stabilità rilevano gli stanziamenti di competenza del Fondo crediti di dubbia esigibilità. L’integrazione stabilisce che sulla base delle informazioni relative al valore degli accantonamenti effettuati sul Fondo crediti di dubbia esigibilità per l’anno 2015 acquisite con specifico monitoraggio, le percentuali obiettivo riferite all’anno 2015 definite dall’articolo 31, comma 2, della legge n. 183/2011 possono essere modificate. A decorrere dal 2016, le percentuali obiettivo sono rideterminate tenendo conto del valore degli accantonamenti effettuati sul Fondo crediti di dubbia esigibilità nell’anno precedente;
b) con l’emendamento 38.2 (Marchi – PD) si proroga di un anno la possibilità per i Comuni di utilizzare una quota dei proventi delle concessioni e delle sanzioni in materia edilizia per il finanziamento delle spese correnti e di manutenzione ordinaria (oneri di urbanizzazione);
c) con l’emendamento 38.167 (Governo) si riformula l’articolo 38, commi da 6 a 10, del disegno di legge di stabilità. Tali disposizioni disciplinano il trasferimento, dai comuni al Ministero della giustizia, della gestione degli uffici giudiziari e delle spese di funzionamento dei medesimi (logistica e fornitura di beni e servizi strumentali). La proposta in esame sostanzialmente conferma quanto già previsto dalle norme oggetto di riformulazione, integrando il testo con alcune previsioni concernenti il subentro del Ministero nei rapporti contrattuali attivi e passivi attivati dai comuni;
d) con l’emendamento 38.168 (Governo) apportano modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, in materia di armonizzazione dei sistemi contabili. Le modifiche stabiliscono che con decreto del Ministero dell’economia sia individuata la disciplina definitiva concernente i tempi e le modalità di copertura del maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui previsto dall’articolo 3, comma 7, del citato D. Lgs. 118/2011. In particolare, i tempi di copertura sono definiti sulla base della dimensione effettiva del maggiore disavanzo risultante dai rendiconti delle regioni e dai conti consuntivi, secondo modalità differenziate in considerazione dell’entità del fenomeno e della dimensione demografica e di bilancio dei singoli enti. Le informazioni riguardanti il maggiore disavanzo sono acquisite secondo tempi e modalità definiti con il citato decreto. Ulteriori modifiche concernono le modalità transitorie di ripiano del maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui. In sostanza, vengono ampliati da 10 a 30 esercizi i tempi per la copertura di tale disavanzo;
e) con l’emendamento 38.169 (Governo) si introducono disposizioni in materia di rinegoziazione di mutui già rinegoziati dagli enti locali. In particolare, l’emendamento consente, limitatamente agli enti locali di cui all’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 267 del 2000 (comuni, province, città metropolitane, comunità montane ed isolane ed unioni di comuni), la possibilità di rinegoziare mutui già rinegoziati per una durata massima di 30 anni dalla data di perfezionamento della nuova rinegoziazione. A copertura dell’onere recato dalla disposizione si provvede con una riduzione di 4 milioni di euro per il 2015 e di 4,8 milioni di euro a decorrere dal 2016 dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente (Tab. A) – accantonamento Ministero dell’Economia e delle finanze;
f) con l’emendamento 38.170 (Governo) prevede disposizioni in tema di operazioni di indebitamento con oneri per interessi a carico dello Stato. In particolare, l’emendamento modifica l’articolo 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il quale, nella attuale formulazione, prevede che l’ente locale possa assumere nuovi mutui o finanziamenti solo se l’importo annuale degli interessi passivi che paga annualmente, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non superi l’8 per cento delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l’assunzione dei mutui. Le modifiche prevedono che tale percentuale sia elevata al 10 per cento a decorrere dal 2015;
g) con l’emendamento 38.171 (Governo), sempre in tema di operazioni di indebitamento con oneri per interessi a carico dello Stato, si istituisce nello stato di previsione del Ministero dell’interno un fondo con una dotazione di 125 milioni di euro per l’anno 2016 e di 100 milioni di euro annui per gli anni dal 2017 al 2020. Il Fondo è finalizzato alla concessione di un contributo in conto interessi ai comuni, alle province e alle città metropolitane su operazioni di indebitamento attivate nell’anno 2015, il cui ammortamento decorrerà dal 1° gennaio 2016;
h) con l’emendamento 38.108 (Marchi -PD) al fine di agevolare il pagamento dei debiti pregressi, si proroga al 31 dicembre 2015 la possibilità per gli enti locali di ricorrere, nel limite di cinque dodicesimi, ad anticipazioni di tesoreria.
i) con l’emendamento 38.110 (Marchi – PD) si prevede che gli enti locali che sperimentano l’applicazione della nuova contabilità di cui al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, possono sottoporre al rispettivo organo deliberante le proposte concernenti il bilancio di previsione 2015 e i connessi documenti di programmazione, anche pluriennali, entro i termini di cui alla normativa ordinaria sull’ordinamento finanziario degli enti locali;
j) con l’emendamento 38.043 (Governo) reca disposizioni in materia di acquisizione di lavori, beni e servizi da parte di enti pubblici. La proposta in esame riproduce sostanzialmente l’articolo 3 del DL 165/2014 (Bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati), attualmente all’esame della Camera (C. 2715). In particolare, l’articolo 33, comma 3-bis, del D. Lgs. n. 163 del 2006 (Codice degli appalti pubblici) ha disposto che i comuni non capoluogo di provincia procedano all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito delle unioni dei comuni, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore. In alternativa, gli stessi comuni possono acquisire beni e servizi attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip SpA o da altro soggetto aggregatore di riferimento. Ai sensi dell’articolo 23-ter, commi 1 e 2, del decreto legge n. 90 del 2014 le suddette disposizioni non si applicano prima del 1° gennaio 2015 e non riguardano le acquisizioni di lavori, servizi e forniture da parte degli enti pubblici impegnati nella ricostruzione delle località dell’Abruzzo, indicate nel decreto legge n. 39 del 2009, e di quelle dell’Emilia-Romagna indicate nel DL 74/2012. L’articolo aggiuntivo modifica l’articolo 23-ter, comma 2, del DL 90/2014, sopprimendo le parole “dell’Abruzzo” e “dell’Emilia-Romagna”;
k) con l’emendamento 38.044 (Governo) si riproducono gli articoli 1 e 2 del decreto legge n. 165 del 2014 (Bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati) che reca modifiche al decreto legge n. 133 del 2014. In particolare, si corregge una copertura finanziaria erroneamente formulata e si sostituisce interamente l’articolo 34, comma 7, del DL 133/2014, ripristinando il testo contenuto nel decreto legge originario, che non prevedeva l’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese relative a interventi su siti inquinati di proprietà degli enti territoriali.

13. Clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale e le province di Trento e di Bolzano

Con gli emendamenti 46.01 (Fauttilli), 46.03 (Pili) e 46.04 (Alfreider) si prevede che le disposizioni della legge di stabilità sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione (c.d. clausola di salvaguardia).

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