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Ceccanti (Pd) Diciamo sì ad un’emergenza nuova, ben più precisa e delimitata per cinque ragioni accolte dal Governo
Nell’intervento in Aula sullo stato di emergenza il capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali ha dichiarato:
“Chiariamo bene l’oggetto politico di questa discussione. Apparentemente ci dividiamo tra favorevoli e contrari alla proroga di uno stato di emergenza, ma questa è solo apparenza.
In realtà noi ci stiamo impegnando su una terza opzione, il via libera a un’emergenza di tipo nuovo, come tale non comparabile alla precedente, come ben chiarito dalla risoluzione di maggioranza.
Nuova per almeno cinque motivi.
Perché con tempi brevi e certi.
Perché basata sull’assoluta preminenza di norme primarie e sul carattere recessivo dei Dpcm.
Perché basata su limitazioni territoriali e contenutistiche molto delimitate e non generalizzate, valorizzando le autonomie locali, regionali, funzionali, riespandendo pienamente tutte quelle libertà come quella religiosa, già valorizzata con i protocolli con tutte le principali confessioni religiose
Perché scuola, università, elezioni, saranno ricondotte rapidamente verso una sostanziale normalità.
Perché il Parlamento non potrà e non dovrà subire le forti limitazioni di questi mesi, quelle chiarite dal Rapporto sulla Legislazione presentato ieri che ha rafforzato aspetti patologici già presenti, come il monocameralismo casuale ed alternante.
Non ci aspettiamo quindi un decreto fotocopia dei decreti 19 e del 33, fatto inerzialmente di proroghe, ma un salto di qualità, che intendiamo poi verificare nella conversione in Parlamento.
Siamo così convinti che recupereremo nel processo anche le ragioni di chi crede di dover dire No perché ritiene di trovarsi solo di fronte a una mera proroga, ad un cammino già conosciuto.
Questa è la nuova emergenza, non una mera conferma della precedente, a cui diamo il nostro sì.”

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