In Senza categoria

XI LEZIONE 19.03.2024

Relazione del prof. Michele Marchi, Universita’ di Bologna “Jacques Delors tra Francia e Europa”

Ecco la traccia inviataci dal professore

 

Cosa significa riflettere attorno alla figura di Jacques Delors oggi? Significa prima di tutto ricostruire almeno un cinquantennio di storia politica, economica, sociale e culturale francese e almeno un ventennio decisivo del processo di integrazione europea (tra anni Ottanta ed avvio del XXI secolo). Inoltre, studiare la figura di Delors implica fare un lavoro sul metodo applicato all’azione politica e sociale. Chiedersi dunque se Delors sia un tecnocrate prestato alla politica o un politico tout court non ha molto senso dal momento che tutta la sua vita è stata spesa nel tentativo di sottrarre il “politico” alla triplice minaccia dell’incertezza, dell’ansia per il breve termine (così dominante nell’attuale vita politica) e della deriva utopistica. Questo spiega, tra le altre cose, la sua difficoltà nello svolgere un ruolo di primo piano nell’evoluzione del socialismo francese e nell’incapacità di quest’ultimo di trasformarsi in una moderna socialdemocrazia.

Fatte queste premesse la lezione si snoderà prima di tutto attorno alla descrizione degli anni fondamentali della formazione di Delors, quelli del cattolicesimo sociale e sindacale, quelli della Banca di Francia e poi del Commissariato generale alla pianificazione. L’ingresso nelle stanze del potere arriva per via gollista, nel 1969, nella convinzione che a contare sia il progetto più che la forza politica che lo presenta. E il progetto consiste nel trovare gli strumenti per adattare la Francia all’evoluzione in atto nelle società post-industriali.

Un passaggio fondamentale è poi quello degli anni del PS, a partire dal 1974, sostenendo Mitterrand sino all’arrivo alla presidenza del 1981 e per Delors all’incarico di Ministro dell’Economia e delle Finanze. Dall’osservatorio privilegiato di rue de Rivoli, Delors matura sin da subito una convinzione. La Francia e con essa l’Europa devono fare un salto di qualità nel tentativo di adattarsi e svolgere un ruolo di primo piano nell’oramai imminente evoluzione verso la globalizzazione economica. Il cosiddetto “tornante del rigore” da ministro dell’Economia e poi i primi fondamentali passaggi da presidente della Commissione europea, il Libro bianco e il “primo pacchetto Delors”, mostrano tutta la visione di un Delors impegnato ad armonizzare il processo di integrazione con il neo-liberal turn, allo stesso tempo cercando di fornire gli strumenti economici e sociali affinché l’Europa possa svolgere un ruolo di primo piano tra i giganti economici dell’epoca.

Il crollo del mondo bipolare non coglie di sorpresa Delors, che anzi mostra una capacità di reazione e di leadership non scontate. Il completamento del mercato unico e il lancio della moneta comune riescono ad essere implementati in condizioni geopolitiche di certo non favorevoli, sfruttando tutte le potenzialità dell’asse franco-tedesco.

L’ultima parte della lezione sarà poi dedicata a ciò che sarebbe potuto essere e non è stato, cioè la clamorosa mancata candidatura di Jacques Delors alle elezioni presidenziali del 1994, ma anche il non ancora completato disegno europeo di Delors, per ciò che riguarda soprattutto l’ancora assente armonizzazione delle politiche economiche (dei Paesi dell’area euro) e la scarsa attenzione per le questioni sociali (legate alla disoccupazione ma non solo), due delle importanti lacune che ad oggi dominano il quadro del processo di integrazione.

 

Recent Posts

Leave a Comment

Contatti

Scrivi una mail a stefano

Not readable? Change text. captcha txt