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XIII LEZIONE 25.03.2024

Forme di Stato in prospettiva sincronica o Tipi di Stato

 

Il tema odierno è sviluppato dal Manuale Frosini nei paragrafi 9/11 del capitolo IV

Oggi ci aiuterà la dottoressa Rosa Iannaccone che ci ha inviato il seguente schema:

 

Tra le diverse classificazioni di forma di Stato c’è quella diacronica e quella sincronica.

Quest’ultima coincide con quella dei “tipi di Stato” e non basa sullo studio dell’evoluzione che i diversi ordinamenti hanno conosciuto nel corso della storia, ma indagare il grado di allocazione del potere sul territorio in un identico momento storico. Si studiano, quindi, i rapporti che intercorrono tra lo Stato centrale e le entità territoriali (tra centro e periferie), vale a dire come il potere è diviso verticalmente.

 

La prima suddivisione che viene in evidenza è quella tra Stato accentrato e Stato composto.

–           Stato accentrato: il potere viene attribuito solo allo Stato centrale o anche a soggetti da esso dipendenti e che fanno parte dell’organizzazione dello Stato (decentramento burocratico o funzionale) o ad istituzioni territoriali dotate di condizioni di autonomia assai ridotte e non rappresentative delle popolazioni locali.

–           Stato composto o decentrato: il potere viene distribuito tra lo Stato centrale ed enti territoriali con poteri propri (anche legislativi e di indirizzo politico), dotati di organi rappresentativi delle popolazioni locali e distinti e autonomi da quelli statali (decentramento politico o istituzionale). Si tratta degli Stati federali e di quelli regionali.

 

Non rientrano nella classificazione dei tipi di Stato le Confederazioni: due o più Stati sovrani e indipendenti stipulano un trattato al fine di mettere in comune alcune competenze, prevalentemente in materia di politica estera e di difesa. Si tratta di organizzazioni che riguardano il diritto internazionale.

Non è semplice distinguere tra i diversi modelli poiché le esperienze concrete vantano elementi propri di un tipo e dell’altro. La classificazione è però utile a indagare le differenze tra i distinti modelli.

 

Caratteristiche dello Stato federale (Stato di Stati): 1. Ordinamento costituzionale unitario. 2. Riconoscimento costituzionale degli Stati. 3. Equiordinazione degli Stati membri. 4. Subordinazione degli Stati membri alla Costituzione federale (Sorge, quindi, un interrogativo: chi è il titolare della sovranità? La dottrina non è concorde e le varie tesi sono le seguenti: solo lo Stato federale, lo Stato federale ha la competenza sulle competenze, la sovranità rimane in capo agli Stati membri; la sovranità è ripartita; lo Stato federale detiene la sovranità in senso proprio e gli Stati membri hanno un’ampia autonomia politica). 5. Gli Stati membri partecipano a organi e funzioni dello Stato federale, in particolare alla procedura di revisione costituzionale. 6. Presenza di un Parlamento bicamerale: camera alta rappresentativa degli Stati (modelli: Senato e Consiglio). 7. Organo dello Stato deputato a risolvere i conflitti tra i diversi livelli di governo (organo di vertice della magistratura o istituito appositamente).

2 modelli di federalismo: 1. Modello anglosassone o statunitense o duale (si distingue in modo formalmente rigido le attribuzioni esclusive del governo centrale e di quelli periferici; le competenze amministrative seguono quelle legislative); 2. Modello europeo o tedesco o cooperativo (competenze legislative concorrenti; le competenze amministrative sono attribuite prevalentemente agli Stati membri – > federalismo di esecuzione)

 

Tanto gli ordinamenti federali quanto quelli regionali sono caratterizzati dall’affermarsi di due principi: principio di sussidiarietà (orizzontale e verticale) e principio di leale collaborazione.

 

Caratteristiche Stati regionali (si ricavano per differenziazione con gli Stati federali): 1. Procedimento storico di formazione. 2. Clausola enumerativa delle competenze (negli Stati federali sono individuate nel testo costituzionale le materia della Federazione, in quelli regionali sono espressamente previste quelle di competenza delle regioni). 3. Tutti i giudici sono nazionali. 4. Statuti o atti organizzativi diversamente nominati (disciplinano solo l’organizzazione istituzionale e non anche i diritti fondamentali). 5. Non è previsto un coinvolgimento diretto delle regioni nel processo di revisione costituzionale. 6. La seconda camera (se esistente) ha di norma la stessa base rappresentativa della prima. 7. È possibile disporre una regionalizzazione totale o parziale e attribuire competenze diverse alle distinte aree.

 

 

 

 

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