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VII LEZIONE 11.03.2024

Introduzione al Manuale Frosini

 

 

Oggi avremo a lezione il prof. Tommaso Frosini, curatore del Manuale, che mi ha gentilmente mandato questa traccia essenziale. 

L’importanza del metodo nel diritto pubblico comparato deriva dal corretto uso che si deve fare delle esperienze istituzionali straniere per, eventualmente, trapiantarle nell’ordinamento di appartenenza. Non basta copiare quanto fatto altrove, bisogna piuttosto saper adattare diritto e diritti stranieri tenendo conto dei requisiti di sostenibilità nel proprio sistema giuridico.

Quindi, la cultura derivante dalla comparazione ha (anche) un effetto concreto: perché consente di legiferare meglio, andando cioè a cogliere di fiore in fiore la migliore normativa in giro per il mondo per riadattarla, con metodo, al proprio ordinamento giuridico di appartenenza. E lo stesso vale per le sentenze della giurisprudenza, specialmente costituzionale. Certo, bisogna conoscere la dimensione storica, linguistica e culturale dei paesi oggetto di comparazione. Bisogna, cioè, sapere entrare metodologicamente nelle realtà giuridiche degli altri per sapere cosa e come comparare.

Occorre svelare le analogie e le differenze fra due o più ordinamenti, ovvero fra istituti, normative e sentenze. Un’operazione intellettuale di raffronto, dove sono però le dissonanze che esaltano maggiormente la comparazione, producendo davvero un valore aggiunto.

Il diritto comparato serve a contribuire all’evoluzione e al progresso di un ordinamento giuridico, attraverso le esperienze giuridiche che si sono prodotte in terre straniere. Laddove, cioè, si è saputo ben regolare una materia, e quindi ha avuto successo applicativo, allora la si studia, la si contestualizza tenendo conto delle sue specificità, e poi la si propone ai fini regolativi e decisori in un altro ordinamento.

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