30.4.2025
Maria Frisina PhD Sapienza Università di Roma
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CANADA AL VOTO. Sistema costituzionale e legge elettorale
Prima di addentrarci nel dibattito relativo al sistema elettorale canadese, è bene chiarire alcuni punti fondamentali ai fini della nostra indagine.
PRIME DEFINIZIONI. Il Canada è una monarchia parlamentare a ordinamento federale, asimmetrico-atipico. È composto da 10 province, 3 territori e riporta una struttura multilivello che ricorda quella di Regno Unito e Stati Uniti. Sono presenti 3 livelli: federale, provinciale, municipale. La struttura così complessa e articolata è chiaramente frutto di un altrettanto complesso procedimento, che non verrà esposto in questa sede nella sua interezza per ragioni di tempo ma si ricordi l’espressione “Odissea canadese” (M.Simpson, Peter Russell. Constitutional Odyssey: Can Canadians Become a Sovereign People? Third Edition. Toronto: University of Toronto Press, 2004. Review).
ODISSEA CANADESE. A partire dal XVII secolo il territorio del Canada è oggetto di colonizzazioni sia inglesi che francesi: il lungo conflitto per il dominio delle terre del nord delle Americhe si chiude con il Trattato di Parigi del 1763 che segna il passaggio dell’interno territorio alla corona britannica. Nel 1791 il territorio è diviso tra Upper e Lower Canada. Dal 1848 fu consentito alle province di formare veri e propri governi purchè sostenuti, con un esplicito voto di fiducia, dalle rispettive assemblee. Nel 1841 con l’Act of Union, ci fu tentativo di riunificazione delle province divise. 1867 il Canada si definisce Confederazione, anche se con quel processo finisce per rientrare nella nostra categoria di Federazione (British North-America Act (BNA)). 1931 fu ottenuto il riconoscimento della parità giuridica tra Regno Unito e Dominions. 1982, con il “rimpatrio” della Costituzione conseguente all’approvazione da parte del Parlamento inglese del Canada Act. Con tale atto fu riconosciuto al British North America Act del 1867, ai suoi emendamenti e al Constitution Act 1982 (parte integrante del Canada Act) il valore di legge suprema del Paese. Il Canada continua ad essere un Dominion britannico, seppur a statuto speciale, nonostante il passaggio dalla sovranità parlamentare alla sovranità costituzionale.
FORMA DI GOVERNO. La forma di governo parlamentare ricalca il modello inglese: capo dello Stato è il Sovrano britannico che esercita i suoi poteri attraverso un Governatore Generale, ma in realtà, in forza di una consuetudine costituzionale, il Governo è guidato dal leader del partito che ottiene la maggioranza dei seggi alla House of Commons. Il Governo è responsabile nei confronti del Parlamento, composto da Senato e Camera dei Comuni. Ottiene la fiducia dalla sola Camera dei Comuni. La divisione amministrativa prevede un’autosufficienza legislativa ed esecutiva di province e territori, dotati di organi propri con competenze esclusive e concorrenti, volti a garantire l’autonomia dal governo federale. Formalmente la Costituzione canadese (1867) non prevede né il Cabinet, né la figura del Primo Ministro, che si sono imposti per via consuetudinaria. L’art. 11 istituisce il Consiglio Privato del Re (King’s Privy Council) quale organo atto a “coadiuvare e svolgere funzioni consultive nell’amministrazione”. Il Cabinet costituisce formalmente solo un comitato di tale Consiglio, di cui il Primo ministro ed i ministri divengono membri, nominati in tale carica dal Governatore generale.
RIPARTO DELLE COMPETENZE TRA LIVELLI TERRITORIALI DI GOVERNO. Per quanto attiene all’ordinamento federale, il riparto delle competenze tra lo Stato centrale e le Province risulta dalla distribuzione delle competenze legislative tra Parlamento nazionale e organi legislativi provinciali prevista dalla Costituzione. Le Province e Stato federale hanno competenze legislative esclusive in alcuni settori. Esistono poi delle materie in cui la legislazione è concorrente tra lo Stato centrale e le Province. I poteri residui spettano comunque allo Stato centrale.
Il regime parlamentare canadese è stato influenzato, da un lato, dal riconoscimento di un alto grado di interdipendenza tra stato federale e province, e, dall’altro, da un sistema partitico frammentato e con forti partiti a dimensione provinciale. Il federalismo è, infatti, uno dei pilastri su cui poggia il sistema costituzionale canadese, al pari della democrazia parlamentare e della garanzia formalizzata dei diritti individuali e collettivi (a partire dall’approvazione della Carta dei diritti fondamentali contenuta nel Constitution Act 1982).
Il disegno costituzionale (Costituzione formale) che privilegia un equilibrio dei poteri fortemente sbilanciato a favore dello Stato centrale. Tuttavia, alla rigidità dell’impianto formale, il sistema si è evoluto (Costituzione vivente) verso un graduale ampliamento dei poteri delle Province, dando vita ad una diversa dinamica dei rapporti centro-periferia. Essa è stata confermata dal consolidamento di prassi e convenzioni costituzionali che da un lato hanno affievolito una serie di poteri costituzionalmente affidati alla Federazione (tra cui, in particolare, quello di annullamento delle leggi provinciali sia per motivi di legittimità che per motivi di merito, e quello di nomina dei giudici provinciali), dall’altro hanno favorito l’affermazione di un federalismo di tipo cooperativo affidando ad agenzie intergovernative la disciplina di diversi settori di comune interesse e dotando l’assetto delle relazioni tra Federazione e Enti federati di notevole flessibilità (executive federalism; Consiglio della Federazione (2003)). Per le singole vicende del federalismo si v. slides.
Il Senato consta di 105 membri nominati (ma solo formalmente) dal Governatore generale su indicazione del Primo Ministro e nel rispetto di quanto disposto dagli artt. 21 e seguenti del Constitution Act. La stessa legge definisce il riparto tra le “divisioni” dei senatori: 24 senatori devono essere scelti tra cittadini (maggiori di 30 anni di età e con un reddito superiore ai 4000 dollari canadesi annui) delle province marittime (10 Nuova Scotia, 10 New Brunswick, 4 Prince Edward Island), 24 dal Quebec, 24 dall’Ontario, 24 dalle province dell’ovest (6 ciascuna), 6 dalle province del Newfoundland e Labrador, 1 dai territori dello Yukon e 1 dai Territori del nord ovest e del Nunavut. Il loro mandato cessa comunque al raggiungimento del 75 anno di età.
La Camera del Comuni. I 343 membri (eletti a suffragio universale e diretto) di cui oggi si compone, variano sulla base della popolazione registrata; l’assegnazione dei seggi nelle circoscrizioni territoriali è svolta in modo da garantire un’equa ripartizione tra le province e nel rispetto della Costituzione (art. 40), con la garanzia – per i tre territori e per la provincia di Prince Edward Island – di almeno, rispettivamente, 1 e 4 deputati.
Il bicameralismo canadese è non paritario per il rapporto fiduciario. Paritario per lo svolgimento della funzione legislativa.
Il Senato canadese è organo rappresentativo degli enti federati. L’art. 22 del Constitution Act definisce infatti esplicitamente i senatori come rappresentanti delle Province. Tuttavia è stato sottolineato in dottrina che tale organo non possa dirsi propriamente una Camera federale per diverse ragioni. In primo luogo si tratta di una Camera nominata secondo un procedimento che esclude completamente gli enti federati. In secondo luogo il criterio di riparto dei seggi tra le diverse Province genera una situazione di non corretta rappresentazione degli enti federati perché alcune Province si vedono assegnati più senatori di altre con popolazione maggiore. In terzo luogo il Senato non è mai riuscito a funzionare come vero luogo di rappresentanza degli interessi provinciali, che sono stati invece più tutelati in forme di relazioni intergovernative, secondo il modello dell’executive federalism, perfezionato con la creazione del Consiglio della Federazione (2003). Il Senato ha formalmente gli stessi poteri della Camera dei Comuni, con talune eccezioni. Sotto il profilo del rapporto fiduciario con il Governo, il Canada rientra nei Paesi a bicameralismo non paritario. Malgrado la Costituzione non formalizzi la questione, è infatti prassi costituzionale che la sola Camera che rientri nel circuito fiduciario sia quella elettiva.
FUNZIONE LEGISLATIVA. Il Senato gode di poteri assolutamente paritari rispetto a quelli dell’altro ramo per quanto concerne lo svolgimento della funzione legislativa ordinaria. Il consenso della Camera alta è infatti altrettanto necessario, per l’approvazione dei disegni di legge, di quello della House of Commons. Il dissenso del Senato può invece essere superato da una seconda approvazione della Camera bassa nel procedimento generale di revisione costituzionale. Peraltro, ben difficilmente il Senato, di fatto, esercita i suoi poteri legislativi in contrasto con la volontà della House of Commons, la quale gode di un’investitura popolare di cui il Senato è privo.
PROCEDIMENTO LEGISLATIVO IN PILLOLE. L’iniziativa legislativa spetta al Governo e ai membri del Parlamento. Tuttavia, la maggior parte dei progetti di legge esaminati ed approvati è di iniziativa governativa (Government Bills), esercitata generalmente presso la Camera dei Comuni. Come nella tradizione britannica, il Senato si occupa in genere dei progetti di interesse locale o privato (private bills). Ogni progetto di legge deve essere approvato nel medesimo testo da entrambi i rami del Parlamento. Il procedimento legislativo comprende diverse fasi: presentazione del progetto di legge; “prima lettura” e “messa in stampa e distribuzione”; “seconda lettura” con eventuale rinvio ad una Committee; esame in Commissione e report; esame in aula e report stage; “terza lettura”; il messaggio all’altra Camera; la sanzione regia (Royal Assent).
Divisione dei deputati in due grandi blocchi: “i membri del governo” (deputati che appartengono al partito che ha formato il Cabinet) e “i membri dell’opposizione”, tra i quali figura il cosiddetto “Shadow Government”. Il Governo gode di un ampio potere all’interno della Camera (indica le priorità legislative nel discorso della Corona; dispone dell’ordine dei lavori parlamentari) e lo stesso per l’opposizione (stabilisce la durata delle sessioni; ha sostanzialmente il monopolio dell’iniziativa legislativa; può stabilire la chiusura di una discussione sui provvedimenti all’esame dell’assemblea).
Il rapporto fiduciario intercorre tra il Governo e la sola Camera dei Comuni, che può esprimersi su una mozione di fiducia o di sfiducia. In caso di sfiducia, per prassi il Primo ministro è costretto alle dimissioni oppure può chiedere al Governatore Generale lo scioglimento della Camera dei Comuni. Si deve segnalare peraltro un istituto peculiare ossia la facoltà del Governo di chiedere la “proroga” del Parlamento, la quale determina l’interruzione della sessione parlamentare e di tutte le attività in corso, sia alla Camera dei Comuni che al Senato.
45° GENERAL ELECTION.LE REGOLE DEL GIOCO. La maggior parte della legislazione elettorale federale canadese è inclusa nella Canada Election Act (LEC), ma molti altri testi di legge – tra cui la legge costituzionale del 1867, la legge costituzionale del 1982, la legge sulla revisione dei limiti delle circoscrizioni elettorali, la legge sulla radiodiffusione, la legge sul Parlamento del Canada, la legge sull’imposta sul reddito e il Codice penale (il Codice) – contengono disposizioni riguardanti o che riguardano il processo elettorale canadese.
SISTEMA ELETTORALE CANADESE. Il sistema elettorale canadese è un “sistema maggioritario uninominale a turno unico”, o “all’inglese”. Gli elettori e le elettrici possono votare solo per un candidato o una candidata, e chi raccoglie il maggior numero di voti in una circoscrizione vince, senza dover ottenere la maggioranza assoluta dei voti espressi o dei voti che avrebbero potuto essere espressi. Detto anche sistema single-member plurality, ovvero con un maggioritario uninominale a un turno (c.d. FPTP, “first -past-the post”), etc etc. Attualmente la LEC prevede 345 circoscrizioni suddivise su base geografica, ciascuna delle quali elegge un deputato. I seggi sono ripartiti in base alla consistenza demografica degli Enti territoriali. Il numero dei componenti della Camera può essere modificato ogni dieci anni, sulla base di un nuovo censimento della popolazione. Ultimo effettuato nel 2021.
EVOLUZIONE DELLE FORMULE ELETTORALI. Come accennato il numero dei seggi varia al variare della popolazione, sancito nel Constitutional Act 1867 con la regola «representation by popolation» e stabilito dal Parlamento federale a condizione di non alterare il principio della rappresentanza proporzionale. Con l’adesione di nuove province e lo sviluppo eterogeneo della popolazione è diventato sempre più problematica la piena applicazione del principio del “rep by pop” in un Paese segnato da marcate diversità geografiche, culturali e politiche e nel quale è risultata costante l’esigenza di proteggere, in particolare, la rappresentanza delle piccole Province rispetto a quelle grandi, di bilanciare la parte occidentale con quella orientale e di scongiurare il rischio di una underrepresentation del Québec. Così, al riguardo, il numero iniziale dei seggi distribuiti tra le varie Province fu determinato dividendo la loro popolazione con un numero fisso (electoral quota o quotient) ottenuto dal rapporto tra la cifra della popolazione del Québec e 65, ovvero il numero dei seggi che erano costituzionalmente garantiti a tale Provincia alla Camera dei Comuni. A questa representation formula era prevista solo un’eccezione a partire dalla definizione della c.d. «regola del ventesimo» («the one- twentieth rule») in base alla quale nessuna Provincia poteva perdere dei seggi nel corso di una loro nuova ridistribuzione a meno che la sua popolazione non fosse diminuita di almeno un cinque per cento (un ventesimo) in rapporto a quella nazionale nel periodo intercorso gli ultimi due censimenti. Modificata 1952 e stabilita regola «15 per cento», nessuna Provincia avrebbe perso più del 15 per cento del numero dei seggi a essa spettanti. Amalgam formula del 1974 per la «realistica ed adeguata» rappresentanza basata su un’accordo, il Québec aveva n. fisso di seggi (75) e la popolazione media delle sue circoscrizioni fu utilizzata come standard per il calcolo dei seggi attribuiti alle altre Province. La base per calcolare l’assegnazione generale dei seggi si incentrava poi sull’automatico incremento di quattro seggi allo stesso Québec finalizzato a controbilanciare la crescita demografica e a diminuire la popolazione media delle sue circoscrizioni. Oltre a ciò, una volta suddivise le altre Province in tre distinte categorie (grandi se uguali o superiori a 2,5 milioni di abitanti, medie se comprese tra 2,5 milioni e 1,5 milioni di abitanti e piccole se inferiori a 1,5 milioni di abitanti), fu stabilito che l’attribuzione dei seggi in relazione al Québec operasse solo per la prima di esse, prevedendo per le altre due regole invece più complesse. senatorial clause/senate floor rule. 1985 La riforma manteneva inalterato il numero dei seggi fissato nel 1974 applicato 1976 , prevedendo per l’assegnazione di questi ultimi l’adozione di una formula basata sul calcolo del quoziente elettorale (“279 formula”) e su un doppio aggiustamento connesso all’applicazione non soltanto della senatorial clause, ma anche della c.d. grandfather clause (indicata dalla dottrina anche quale «clausola dei diritti acquisiti o clausola di anteriorità) volta a garantire alle Province segnate da una popolazione in diminuzione un numero di deputati non inferiore a quello presente al momento dell’entrata in vigore del Representation Act, 1985. Tuttavia, l’applicazione della formula del 1985, segnata da un aumento del numero dei deputati (passati a 295 nelle elezioni del 1988, a 301 in quelle del 1997 e a 308 in quelle del 2004), non operò una redistribuzione dei seggi a favore di quelle province caratterizzate da un incremento demografico superiore alla media nazionale (Ontario, Alberta e Columbia Britannica) e quindi finì per creare le condizioni per una nuova riforma destinata a garantire il rispetto del principio della rappresentanza di ciascuna provincia in modo proporzionale alla propria popolazione.
2011 fair representation act che introduce una nuova formula, la quinta della storia costituzionale canadese che viene applicata alle consultazioni elettorali del 2015. l sistema previsto dalla riforma (e ancora vigente), in parte similare a precedenti proposte di revisione costituzionale20, individua il numero dei seggi spettanti a ogni Provincia attraverso una serie di passaggi: la divisione della popolazione provinciale per un quoziente fissato a 111.166 (cifra corrispondente alla popolazione media dei collegi uninominali alla data del 1° luglio 2011 e destinata a essere ricalcolata, dopo il censimento del 2021, sulla base della crescita media della popolazione di ciascuna Provincia rispetto alla precedente distribuzione); la correzione, attraverso l’applicazione delle clausole speciali, del numero iniziale dei seggi assegnato a ogni Provincia; il riconoscimento di un numero aggiuntivo di deputati a una Provincia che risulti essere sottorappresentata nell’House rispetto alla propria popolazione e quindi necessiti di ulteriori seggi (c.d. «regola di rappresentazione»); l’attribuzione di un seggio a ciascuno dei tre Territori (come previsto dall’art. 51.2 della Constitutional Act, 1867).
Dopo il censimento del 2021: sono riaggiornati i numeri relativi all’assegnazione iniziale dei seggi così come ai sensi del Fair representation act del 2011: l quoziente elettorale si ottiene moltiplicando il quoziente dell’ultima ridistribuzione decennale (111.166) per la media dei tassi di crescita della popolazione delle 10 province (9,647%) negli ultimi 10 anni. Il nuovo quoziente elettorale così calcolato è 121.891. Il numero di seggi inizialmente assegnati a ciascuna provincia è calcolato dividendo il numero di abitanti di ciascuna provincia per il quoziente elettorale. Questa cifra viene poi arrotondata al numero intero successivo; clausole speciali; applicazione della regola di rappresentazione; calcolo numero totale seggi; Attualmente quindi i seggi sono 343 e la maggioranza per un governo è di 172 seggi.
PROCESSO ELETTORALE CANADESE. FASI. 1. Scioglimento del Parlamento: il capo dello stato, il sovrano, per mezzo del GG su indicazione del PM scioglie il parlamento e ordina al Chief Electoral Office (CEO) di emettere un writ ossia un ordine scritto per indire le elezioni nelle circoscrizioni elettorali attraverso i funzionari elettorali. 2. Nomina dei candidati: I partiti politici devono scegliere i candidati per candidarsi alle elezioni. Non appena vengono emessi i writs elettorali, ogni partito deve decidere chi sarà il suo candidato per ogni circoscrizione. Un candidato può anche candidarsi alle elezioni senza essere affiliato a un partito, come candidato “indipendente” o candidato con “nessuna affiliazione”. ELETTORATO PASSIVO: essere un cittadino canadese. avere almeno 18 anni il giorno delle elezioni. Non essere: una persona che non è qualificata come elettore; un membro dell’assemblea legislativa di una provincia o territorio; il direttore elettorale; un giudice nominato dal Governatore Generale; un funzionario elettorale, o una persona che è imprigionata in un istituto correzionale.; inviare un documento di candidatura o un modulo di candidatura online a Elections Canada. 3. Campagna elettorale. Da 37 a 51 giorni solitamente anche se possibile inizi anche prima. 4. Votazione: “ogni cittadino canadese ha diritto di voto ed è eleggibile alle elezioni legislative federali o provinciali”. Questo diritto è stato interpretato in senso molto ampio dalla Corte Suprema del Canada, poiché include il diritto alla rappresentanza effettiva e il diritto di partecipare utilmente al processo elettorale. ELETTORATO ATTIVO: specifica la qualità di elettore o elettrice di qualsiasi persona che abbia la cittadinanza canadese e che, il giorno delle elezioni, abbia raggiunto l’età di 18 anni. Tutti votano in segreto. Hanno il diritto di scegliere il loro candidato preferito senza l’influenza di chiunque altro. Per votare, le persone devono mostrare la prova della loro identità e del loro indirizzo. Ogni elettore riceve una scheda elettorale da un funzionario elettorale. 5. Conteggio e risultati: Al termine dei turni elettorali i seggi vengono chiusi fino alla conclusione delle procedure. Gli ufficiali elettorali aprono le urne e contano le schede elettorali. ufficiali elettorali registrano il numero di voti per ogni candidato unitamente al numero di schede respinte Le schede elettorali e altri documenti elettorali sono sigillati nelle urne e consegnati ai funzionari elettorali di ciascuna circoscrizione. Se c’è un pareggio o un voto ravvicinato (nel senso di uno scarto tra i risultati inferiore a un millesimo del numero totale di voti espressi), le schede devono essere conteggiate di nuovo in un riconteggio giudiziario. Es. in un distretto elettorale con 40.000 voti espressi, sarebbe richiesto un riconteggio giudiziario se un candidato avesse vinto con meno di 40 voti. Un giudice presiede a questi riconteggi.
SCACCHIERE CANADESE. Dopo ben tre mandati Trudeau alla fine del 2024.è chiamato a fronteggiare una situazione politico-istituzionale sfavorevole, come mai successo prima. Fattori condizionanti: economici flessione (aumento tassi e prezzi beni essenziali; tasso disoccupazione) e disaffezione degli elettori che hanno determinato un all time law dei consensi nei sondaggi (22﹪) per i liberali, sempre più distanti dai conservatori di Poilievre (44﹪); politici: a) conservatori: tre mozioni di sfiducia presentate (poi non andate a buon fine per l’indisponibilità degli altri partiti di opposizione); ostruzionismo che ha paralizzato le funzioni legislativa e di indirizzo e controllo. b) 16/12/2024 dimissioni del Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanza Freeland nel giorno dell’annuncio del deficit di oltre 20 miliardi rispetto a quello previsto Vs. policy del PM di utilizzare debito pubblico quale leva per il consenso; politica estera: minacce del POTUS di imporre tariffe del 25﹪ sull’import canadese.
L’escalation culmina il 6/1/2025 con l’annuncio delle dimissioni Trudeau, richiesta prorogation al GG del Parlamento per convention (9/3) per leadership LP (Carney con 85﹪) e PM (14/3). Richiesto scioglimento GG (23/3) elezioni (28/4) con una compagna durata 36 giorni (il minimo consentito)
Nel parlamento appena sciolto, I numeri allo scioglimento: LP 152 seggi e governo con accordo fiducia Nuovo Partito Democratico (NPD) 24 seggi. Conservatori 120 seggi; Bloc Quebecois, partito indipendentista presentatosi solo nel Quebec, i sondaggi lo vedono attorno al 25 nella Provincia, è la regione con più seggi a disposizione, dopo l’Ontario, per questo è strategico.
ELECTION RESULTS. v. slides.
Fonte consultabile: https://enr.elections.ca/National.aspx?lang=e
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