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Alcuni numeri
1. Il secondo governo Conte (M5S-PD-Leu-IV), formato il 5 settembre 2019 e dimissionario da questa mattina, è durato sinora 505 giorni (1 anno, 4 mesi e 21 giorni). Premesso che si tratta di un dato provvisorio, dato che la durata complessiva del governo potrà essere calcolata solo il giorno del passaggio delle consegne al governo successivo, il Conte II è ad oggi il ventesimo per durata dei 72 governi che si sono succeduti dalla caduta del fascismo (25 luglio 1943) ad oggi. Si colloca quindi subito sotto il governo Scelba (511 giorni), che dovrebbe tuttavia superare dato che verosimilmente la crisi durerà più di sei giorni, e subito sopra il governo Dini (496 giorni); fra l’altro esso è durato sinora 44 giorni di più del governo Conte I (2018-19: 461 giorni). Il governo più lungo del dopoguerra è stato il II governo Berlusconi (2001-2005: 1409 giorni) e il più breve il I governo Fanfani (1954: 21 giorni).
2. Quanto al Presidente del Consiglio, egli è attualmente a Palazzo Chigi da 970 giorni, una durata non elevata rispetto ad altri Paesi, ma che in Italia ne fa l’11° presidente del Consiglio sui 32 succedutisi dal 1943 (lo precedono, nell’ordine, Berlusconi, De Gasperi, Andreotti, Moro, Fanfani, Prodi, Craxi, Rumor, Segni e Renzi). Limitando il calcolo alla permanenza alla guida del governo senza interruzioni, Conte diventa l’8° in questa graduatoria, dato che Prodi, Rumor e Segni sono stati alla Presidenza del Consiglio per periodi complessivamente più lunghi di Conte, ma suddivisi in periodi diversi (Prodi 1996-98 e 2006-08; Rumor 1968-70 e 1973-74; Segni 1955-57 e 1959-60), ciascuno di durata inferiore ai 970 giorni di Conte. Ovviamente anche questo dato dovrà essere aggiornato alla conclusione della crisi di governo ed eventualmente alla formazione di un governo Conte-ter.
3. I Presidenti del Consiglio del secondo dopoguerra (dal 25 luglio 1943) sono stati sinora – come detto – 32 e hanno presieduto 72 governi. Di essi 15 (Renzi, Colombo, Gentiloni, Monti, Scelba, Dini, De Mita, Zoli, Ciampi, Letta, Goria, Forlani, Parri, Pella e Tambroni) hanno presieduto un solo governo; 11 hanno guidato due governi (Prodi, Craxi, Segni, Conte, Amato, D’Alema, Spadolini, Cossiga, Bonomi, Leone, Badoglio); Berlusconi quattro; Moro e Rumor cinque; Fanfani sei; Andreotti sette; De Gasperi otto. Va però precisato che i governi presieduti da Bonomi salgono a 3 se si considera anche quello da lui guidato prima dell’avvento del fascismo, dal 1921 al 1922.
4. Quanto alla crisi di governo che si apre oggi, essa è la 80ª dalla caduta del fascismo (la 71ª dall’entrata in vigore della Costituzione e la 75ª dalla proclamazione della Repubblica), calcolando anche le c.d. crisi rientrate (in totale 8). Anche la durata delle crisi è stata molto varia.
Le crisi più brevi sono quelle fra i governi Bonomi II e Bonomi III (1944: 2 giorni), fra il Berlusconi II e il Berlusconi III (2005: 3 giorni) e fra il Berlusconi IV e il governo Monti (2011: 4 giorni) e fra il D’Alema I e il D’Alema II (1999: 4 giorni).
Le più lunghe sono quelle che hanno incluso uno scioglimento anticipato preceduto da dimissioni del governo, rimasto però in carica per il disbrigo degli affari correnti: 128 giorni nel 2013 fra Monti e Letta, 126 nel 1979 fra Andreotti V e Cossiga I, 126 giorni nel 1996 fra Dini e Prodi I, 121 giorni nel 1972 fra Andreotti I e Andreotti II.
Fra le crisi di governo durante le quali non si sono svolte elezioni anticipate, la più lunga è quella che seguì nel 1989 alle dimissioni del governo De Mita e che sfociò nella formazione del VI governo Andreotti (64 giorni), seguita da quella che nell’autunno del 1974 seguì alle dimissioni del V governo Rumor e portò alla formazione del IV governo Moro (51 giorni).
Le crisi di governo si chiudono ovviamente con la formazione di un nuovo governo, ma in otto casi la crisi si è risolta con la reiezione delle dimissioni del governo (crisi rientrata): Zoli, giugno 1957; Tambroni, aprile 1960; Rumor V, maggio 1974; Craxi I, ottobre 1985; Goria, novembre 1987 e febbraio 1988; Prodi I, ottobre 1997; Prodi II, febbraio 2007.
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