In Diario

Corte costituzionale: ritorno alla prudenza

di Stefano Ceccanti

La sentenza di ieri segna per la Corte costituzionale un ritorno alla prudenza. E’ evidente che, differentemente dalla recente sentenza sulle pensioni, che a questo punto sembra essere stata forse una parentesi, si è tornati a considerare l’impatto sulle finanze pubbliche. Si è ripresa la giurisprudenza sulla cosiddetta Robin Tax che aveva cancellato la tassa per le società del settore energetico ma solo pro futuro, senza determinare i buchi che si hanno con decisioni retroattive. Anzi, in questo caso non sembra esserci nessun effetto diretto in termini di costi, neanche pro futuro: si rimuove un divieto a stipulare contratti pubblici, ma non ne nasce un obbligo per il Governo. E’ come se si fosse rimosso un impedimento a sposarsi, ma poi per giungere al matrimonio bisogna convincere il coniuge. Si apre una finestra, ma ora la parola spetta alla politica.

E’ un ritorno importante in termini di cultura della responsabilità perché, contrariamente a una semplicistica visione dei diritti figlia dell’idea che le risorse siano crescenti, l’impatto reale delle decisioni in termini di costi fa parte del diritto, se quest’ultimo è una tecnica per prendere decisioni ragionevoli. Dato che le Corti non sono in grado di moltiplicare le risorse, non hanno il potere di ripetere il miracolo dei pani e dei pesci, è evidente che una qualsiasi decisione a favore di qualcuno diventa anche una decisione a danno di altri, in un gioco fatalmente a somma zero. Non si tratta quindi di sacrificare dei diritti a dei numeri, a dei vincoli astratti, a dei Moloch incomprensibili e crudeli, come immaginano semplicisticamente i sostenitori della visione naif dei diritti, ma di valutare come una scelta impatta sui diritti di altri. La decisione sulle pensioni ha infatti stornato dei fondi che sarebbero altrimenti andati ad altre finalità, tra cui il piano contro le povertà.  Si può certo tentare di replicare a queste osservazioni difendendo la ragionevolezza di quell’eccezione sulle pensioni: un conto potrebbe essere il minimo vitale di pensionati che riscuotono importi di poco superiori al minimo e un altro, invece, la forza delle società del settore energetico o dei dipendenti pubblici in servizio. Ragionamenti plausibili, ma sempre a patto di riflettere in termini responsabili dei pro e dei contro delle varie opzioni, senza rifiutarsi pregiudizialmente di ragionare sull’impatto reale.

Questo ritorno alla prudenza sembra confermato anche da due sentenze in materia elettorale, passate ingiustamente sotto silenzio nei mesi scorsi e che hanno segnato un parziale ritorno indietro dopo la sentenza sulla legge Calderoli: quella sul premio di maggioranza dei Comuni che lo ha legittimato non solo per la diversità dei livelli di governo ma anche per l’esistenza del secondo turno e quella sullo sbarramento nella legge elettorale europea, in cui si è tornati a una visione più rigorosa dell’ammissibilità. La prudenza è, nell’ordinario, una grande dote, soprattutto per gli organi di garanzia.

Recent Posts

Leave a Comment

Contatti

Scrivi una mail a stefano

Not readable? Change text. captcha txt