In Senza categoria
STEFANO CECCANTI(PD). Presidente, tre rapidi punti. Il primo: per spiegare perché questo provvedimento confligga con l’articolo 77 si possono usare due quaterne e un ambo. La prima quaterna è: 22-2012-32-2014. Sono le due sentenze della Corte costituzionale che pongono requisiti molto stringenti per omogeneità dei decreti. Certo, qualcuno potrebbe dire che, visto che non siamo interessati ad andare a Lione, non siamo neanche interessati a farci dire qualcosa dalla Corte costituzionale però, come può essere utile andare a Lione, forse è ancora più utile andare alla Corte Costituzionale. Seconda quaterna: 12-28-39-152. Dodici sono gli articoli originari e 28 sono quelli definitivi; 39 sono i commi originari e 152 sono quelli definitivi: una legge di conversione che si gonfia come un soufflé, e perlomeno la Presidenza del Senato ci ha risparmiato 62 degli 85 (questo è l’ambo) emendamenti che erano stati approvati in Commissione. Questo era il primo punto. Con questa doppia quaterna e con quest’ambo è evidente che c’è una violazione dell’articolo 77 della Costituzione. Però, oltre ad esserci questi problemi che i numeri ci spiegano bene, il secondo punto è rappresentato dai riflessi ordinamentali di un modo di fare le leggi in questo modo, e anche qui i numeri sono due: 94 e 74. L’articolo 94 ci dice che il bicameralismo è fin qui paritario, e molti di voi hanno voluto confermare il bicameralismo paritario. Se il bicameralismo è paritario non si può concentrare l’esame in una Camera e trasformare la seconda Camera, dove il testo arriva semplicemente, in una Camera di ratifica. Questo si chiama non bicameralismo paritario, ma monocameralismo casuale.

Il secondo punto è il 74, perché è del tutto evidente che, se si rigonfia la legge di conversione, anche il potere di rinvio presidenziale, che fin qui è stato sempre interpretato come potere di rinvio di un’intera legge, è menomato, perché il Capo dello Stato si trova di fronte al dilemma se accettare l’intera legge di conversione, compresi gli emendamenti inseriti in maniera inaccettabile, o se pure cassare, espungere anche il testo originario del decreto, che pure era stato promulgato. Quindi, c’è anche questo tipo di violazione. Terzo e ultimo punto: c’è un tema importante, sia pur puntuale, che ritorna nei pareri del Comitato per la legislazione e della Commissione affari costituzionali. Il comma 3- dell’articolo 6, sulle sanzioni per la tracciabilità dei rifiuti viola gravemente uno dei principi chiave del nostro ordinamento, quello della riserva di legge per le sanzioni amministrative. È pertanto importantissimo che in uno dei prossimi provvedimenti sia corretto.

Per finire, un ultimo numero, che rende l’idea di un paradosso che stiamo vivendo. L’ultimo numero è 245: sono i decreti attuativi che mancano per riuscire a mettere in pratica buona parte delle norme che voi avete creato, soprattutto nella legge di bilancio.

Mentre, quindi, moltiplicate in maniera impropria le norme, gonfiando come un le leggi di conversione, non fate le norme dei decreti attuativi che voi dovreste fare. È un paradosso grave di cui soffre il Paese .

Recent Posts

Leave a Comment

Contatti

Scrivi una mail a stefano

Not readable? Change text. captcha txt