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Qualunque sia il voto di ieri (13 gennaio) del Senato americano, oltre all’assenza di coraggio e giudizi critici di 43 membri di questa illustre assemblea, mostra quanto sia problematico attribuire la decisione sulla colpevolezza penale di massimi funzionari ad un’assemblea politica, votando secondo l’affiliazione partigiana, anche nei casi in cui sia urgente una valutazione oggettiva deilmerito.
Mostra quanto profondamente il sistema americano sia radicato in una concezione medioevale del ′′ Parlamento “, dove tale assemblea è allo stesso tempo giudice, legislatore e organo consultivo dell sovrano. Tracce di questa impostaizone restano in Francia (art. 68 della Costituzione), ma la maggior parte delle democrazie costituzionali europee ha spostato questa competenza su una corte costituzionale e ha lasciato solo il potere di incriminazione del capo dello stato all’organo politicamente eletto (ad esempio Austria, Germania, Italia) ….
La concezione americana confonde quindi la responsabilità politica e penale del presidente – e il Senato ha preso, come previsto, una decisione politica secondo una giustificazione meramente politica (pseudo-) e una polemica costituzionale (il fatto che l’incriminato sia già decaduto dall’incarico) ….
Le democrazie sono strutturalmente fragili. Le domande di responsabilità penale dei massimi funzionari nonché di certificazione elettorale dovrebbero quindi essere trasferite ad organi più imparziali (giudiziari). Naturalmente, un cambiamento così ragionevole non avverrà mai negli Stati, troppo divisi politicamente per adottare qualsiasi modifica della loro Costituzione. E mentre le fratture politiche si approfondiscono ulteriormente, questo indebolirà sempre più una struttura costituzionale fatta nel XIX secolo per una società di tredici stati. Una grave crisi è superata, altre, temo, inevitabilmente seguiranno.

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Comments
  • pasquale pasquino
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    D’accordo con Pfersmann, aggiungerei che l’impeachment oltre a confondere responsabilità politica e responsabilità penale è diventata una strana e per lo più vana modalità per cercare di creare un controllo del Congresso sul Presidente. Infatti mentre un primo ministro di un sistema parlamentare è responsabile dinanzi alla sua maggioranza, il presidente eletto nei regimi presidenziali è indipendente dal Parlamento. Se una maggioranza qualificata del Senato, cioè un accordo bipartisan, dovesse realizzarsi, il Presidente è obbligato ad abbandonare il suo mandato. In assenza di tale (rara o rarissima) evenienza, l’intera procedura è destinata a non produrre alcun risultato anche nel caso di un Presidente che ha fatto di tutto per squalificare le elezioni, cioè le fondamenta della democrazia rappresentativa.

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