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STEFANO CECCANTI (PD). Grazie Presidente, tre brevi questioni: oggi mi tocca cambiare mestiere rispetto al solito, perché in genere io dovevo spiegare le ragioni delle pregiudiziali di costituzionalità e spesso il collega Iezzi doveva cercare di difendere le ragioni opposte.

Mi dispiace di non vederlo, perché sarebbe stato interessante vedere anche lui nel cambio di ruolo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Ecco, vorrei anzitutto dire che, siccome nell’anno precedente normalmente noi non abbiamo avuto spesso risposte ai nostri argomenti o risposte burocratiche, noi non faremo agli altri quello che è stato fatto a noi, cioè quando avremo delle pregiudiziali noi risponderemo puntualmente nel merito, come è giusto fare.

Secondo punto: la mozione di Fratelli d’Italia è quella obiettivamente meglio argomentata, perché ci pone la questione dell’uso eccessivo della decretazione, che è un problema reale, il problema è reale e non può essere ignorato o liquidato semplicisticamente; però il nostro ruolo di uomini delle istituzioni non consiste nel prendersela con un capro espiatorio momentaneo, cioè il Governo che in quel momento mette la fiducia, ma sta nel rimuovere le cause che hanno portato all’uso eccessivo delle fiducie e dei decreti.

Oggi noi abbiamo chiesto in Commissione, in connessione con la riduzione dei parlamentari, di avviare un progetto di riforma del Regolamento che consenta di garantire tempi certi alle iniziative del Governo, senza dover ricorrere ai decreti.

Allora, se vogliamo lavorare su questo ed evitare ogni volta di confrontarci su decreti e pregiudiziali su questi argomenti, andiamo a risolvere le cause, invece che curare gli effetti, che in genere poi non funziona mai.

Terzo punto: l’argomento di fondo di merito su questo decreto, che sostengono tutte e due le pregiudiziali, riguarda il fatto che il decreto si dice necessario e urgente, ma poi comprende tutta una serie di adempimenti che si spalmano su vari mesi e quindi, siccome si spalmano su vari mesi, ciò negherebbe la necessità e l’urgenza.

A questo argomento hanno già risposto i due precedenti oratori di maggioranza, io mi limito a presentare due ulteriori argomenti, uno quantitativo e l’altro qualitativo.

Questo provvedimento è fatto di 33 commi; 26 su 33 non hanno adempimenti successivi; 26 su 33: questo vuol dire che, in larga prevalenza, nessuno può contestare che questo provvedimento sia necessario e urgente. A questi adempimenti successivi si ricorre solo in 7 casi su 33.

Ma perché vi si ricorre? Perché questa materia, quella dell’innovazione tecnologica, non ha bisogno solo di norme immediate, ma essendo una materia dove rapidamente le tecnologie diventano vecchie, c’è bisogno di procedure veloci che consentano anche nei mesi successivi di adeguarsi al ritmo dell’innovazione tecnologica. Quindi, per queste due argomentazioni – quantitativa e qualitativa -, riteniamo che si debbano bocciare entrambe le pregiudiziali di costituzionalità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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