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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’onorevole Ceccanti. Ne ha facoltà.

STEFANO CECCANTI (PD). Vorrei anzitutto ricordare al collega mi ha preceduto che la legislatura comunque scade nel 2023, e non nel 2022, quindi…Giusto per ricordare le scadenze costituzionali (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d’Italia).

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Dal 22 settembre…!

STEFANO CECCANTI (PD). Sì, va bene. Onorevole colleghi!

PRESIDENTE. Colleghi, collega Mollicone, collega Ceccanti, andiamo avanti… (Commenti dei deputati Ceccanti e Mollicone) Collega Mollicone e collega Ceccanti, questa conversazione la concludete dopo... Onorevole Mollicone… Onorevole Mollicone…

STEFANO CECCANTI (PD). Non ci andrà né il 22 settembre, né nel 2022.

PRESIDENTE. Onorevole Ceccanti, faccia il suo intervento!

STEFANO CECCANTI (PD). Va bene, Presidente.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Fa lo splendido, ma non ha capito! A casa!

SALVATORE DEIDDA (FDI). Fate i pensionati, andate in pensione!

STEFANO CECCANTI (PD). Onorevoli colleghi…

PRESIDENTE. Onorevole Deidda, la richiamo! Onorevole Deidda, la richiamo!

STEFANO CECCANTI (PD). Onorevoli colleghi, questo provvedimento presenta notevoli miglioramenti per il Paese e, al tempo stesso, rivela alcune criticità delle nostre istituzioni, alcune più facilmente superabile e altre meno. I tre miglioramenti più importanti hanno una comune ispirazione, ossia la volontà di conciliare velocità e legalità, come hanno già chiarito ieri i colleghi Braga e Raciti, oltre ai relatori Baldino e Buratti. Il primo miglioramento è la modifica sperimentale di alcune norme del codice dei contratti pubblici, che dovrebbe consentire di accelerare i cantieri; al termine della sperimentazione se ne potranno valutare puntualmente gli effetti. Il secondo miglioramento è la riforma dell’abuso di ufficio per limitare la discrezionalità nell’applicazione del reato, restituendo agli amministratori la giusta tranquillità necessaria nel poter innovare. Il terzo è il potenziamento dello strumento del domicilio digitale e dell’identità digitale insieme alle modifiche del codice dell’amministrazione digitale, che spingono all’ulteriore digitalizzazione della pubblica amministrazione anche con una nuova disciplina del lavoro agile.

Restano, però, delle obiettive criticità. Quelle relativamente più agevoli da superare sono quelle legate alla fase acuta dell’emergenza, che ha portato, obiettivamente, ad espandere la categoria dei provvedimenti multisettoriali con finalità unitaria, categoria così costruita dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 244 del 2016, oltre limiti difficilmente immaginabili di elasticità della nozione. Il rimedio oltre la fase dell’emergenza, come è stato rilevato da vari studiosi tra cui Di Porto e Pammolli, dovrà consistere nell’adozione di puntuali leggi delega di riforma settoriale più rispettose del lavoro del Parlamento. Le criticità più difficili da rimuovere sono le trasformazioni che l’emergenza ha radicalizzato ma che preesistevano, e che, in sostanza, riducono il lavoro legislativo a quello redigente della sola Commissione o, se assegnato a più di una Commissione, a più Commissioni della sola prima Camera a cui il provvedimento è assegnato. È il monocameralismo casuale redigente, che effettivamente si è imposto di fatto e che risulta pressoché impossibile da superare a Costituzione invariata e a Regolamenti invariati, ed è la parte di verità delle cose che hanno detto gli oratori dell’opposizione. È possibile nella seconda parte della legislatura ragionare su innovazioni regolamentari e anche costituzionali, oltre a quelle già avviate, capaci di farci fare un salto di qualità? Ne dovremo parlare tutti insieme dopo il 20 e il 21 settembre. Credo che sarà più facile farlo se dovesse prevalere chiaramente il “sì”, come anche il Partito Democratico chiede di fare, ma in ogni caso questa è la nostra responsabilità. Il sociologo Otto Neurath diceva: “Noi siamo come marinai che in mare aperto devono ricostruire la loro nave durante la navigazione, che deve comunque proseguire. È per questo che non possiamo partire da zero”. Siamo chiamati, nella seconda fase della legislatura, a un’opera seria e incisiva di ammodernamento istituzionale, di manutenzione costituzionale forte; dobbiamo esserne all’altezza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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