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E’ nato un nuovo tipo di pregiudiziale, la pregiudiziale-fungo.
Credo sia la prima volta nella storia parlamentare che un gruppo parlamentare, in questo caso la Lega, sia silente in Commissione e in Aula, non presenti nessun emendamento nemmeno in contumacia e che presenti poi una pregiudiziale a sorpresa in Aula, come un fungo.
E’ anche la prima volta che una pregiudiziale accusa un testo di essere al tempo stesso troppo incisivo perché agisce d’imperio sulla doppia preferenza, ma anche poco incisivo perché non introduce l’inammissibilità delle liste che non rispecchino i tetti per i candidati dello stesso sesso.
Il principio di non contraddizione dovrebbe valere anche per le pregiudiziali e non è meno importante di quello di leale cooperazione.
Fino a ieri risultava anzi che anche la Lega avesse aderito, o comunque non avesse ostacolato, questa accordo “nemine contradicente”: un principio classico del diritto parlamentare che può legittimare iniziative su terreni molto delicati, come la decretazione d’urgenza in questo ambito e che ha fatto sì che anche i gruppi si siano astenuti dal presentare emendamenti, anche per perfezionare dal loro punto di vista i termini dell’accordo.
Sia come sia, entrando nella pregiudiziale, il punto chiave è una certa idea della leale cooperazione che viene proposta ben oltre il caso specifico di un principio sin qui aggirato. La leale cooperazione sarebbe una sorta di assemblea permanente in cui tutti avrebbero un potere di veto. Era la regola, chiamata liberum veto, vigente nella Camera polacca nel’600, una delle cause decisive della decadenza della Polonia.
Ora, l’ambito è certo delicatissimo, scelte legittime possono essere inopportune, i poteri sostitutivi dell’articolo 120 vanno gestiti con cautela, bisogna non creare precedenti rischiosi, il caso è del tutto particolare perché ha due fondamenti costituzionali immediati, l’articolo 51 e il 117.7, però è difficile negare che ci sia stata leale cooperazione.
Parlano gli atti e le date.
5 giugno: lettera del Ministro Boccia con invito ad adeguarsi
25 giugno: informativa del ministro Boccia in Consiglio dei Ministri che segnala l’inadempienza
3 luglio: nota ulteriore del Presidente Conte con invito a decidere con la massima urgenza
23 luglio: diffida formale con invito a provvedere entro il 28 luglio, prospettando l’ipotesi di un decreto.
Infine, 31 luglio, la partecipazione del Presidente della Regione al Consiglio dei Ministri, Presidente che ai sensi dell’art. 121 Cost rappresenta la Regione.
Non siamo né vogliamo essere né in questo caso né in altri, la Polonia del ‘600, la leale cooperazione della Costituzione non è il liberum veto polacco. Solo forze politiche che non ambiscono a Governare nel breve medio periodo possono abbracciare questa visione anarchica della leale cooperazione.
Questa è la questione su cui oggi, purtroppo, ci dividiamo.

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