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CHI ha proposto il testo sul referendum propositivo?
La maggioranza di governo su pressione del Movimento 5 Stelle che lo aveva fatto inserire nel contratto di Governo.

COME lo ha concepito?
Come uno strumento sostanzialmente alternativo al Parlamento. Infatti, una volta presentato con 500 mila firme, qualsiasi cosa faccia il Parlamento quel testo arriva comunque al voto ed è praticamente senza seri limiti di materia.
In sé, invece, se correttamente inteso, anche quello strumento come il referendum abrogativo può servire come dialogo col Parlamento e in questa chiave storicamente era proposto dal centrosinistra.

DOVE stanno quindi le differenze sostanziali anche se il nome può essere lo stesso?
In due caratteristiche chiave.
Prima: l’automatismo che va dalla presentazione al voto popolare anche in alternativa al testo parlamentare (solo il comitato promotore può rinunciare) mentre nell’abrogativo è un giudice terzo, la Cassazione, che decide se il testo del Parlamento supera o no il referendum.
Seconda: uno strumento così potente, a forti rischi populisti e demagogici, deve essere impossibile per leggi di spesa, per riscrivere surrettiziamente il Bilancio dello Stato, e per leggi penali e di procedura penale.

QUANDO bisognerebbe verificare i limiti?
In più la Corte deve avere prima del voto un controllo pieno non solo dell’ammissibilità secondo le materie ma anche della costituzionalità della legge; altrimenti, se intervenisse dopo, la si accuserebbe di contrapporsi al popolo. Il problema di decidere prima sulla costituzionalità non c’è nell’abrogativo perché esso si limita a togliere norme, ragionevolmente già controllate dalla Corte, qui invece lo strumento è più potente.

PERCHE’ per ogni tema richiamo di trovarci una scheda con più quesiti e chi vota No è svantaggiato?

Perché quando il Parlamento fa una legge in risposta vogliono farci a votare a tutti i costi tra tre opzioni (status quo, proposta popolare e controproposta parlamentare) proprio nell’ottica della contrapposizione.
Così facendo complicano la vita all’elettore che potrebbe trovarsi tante schede (non c’è al momento un limite) fatte così, con ovvie difficoltà a formarsi una sua opinione di merito:
1-sei favorevole alla proposta popolare rispetto allo status quo? SI’ NO
2-sei favorevole alla controproposta parlamentare rispetto allo status quo? SI’ NO
3-SOLO PER CHI HA VOTATO Sì ALLE DUE DOMANDE PRECEDENTI: PREFERISCI LA PROPOSTA POPOLARE O QUELLA PARLAMENTARE?
Se vedete bene il terzo quesito estromette chi ha votato No ai primi due: così il voto non è per tutti né libero, né uguale.

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