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All’on. Presidente
della II Commissione
S E D E



OGGETTO: Parere sul testo unificato della proposta di legge C. 107 e abb.


“Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere”

Le comunico che il Comitato permanente per i pareri della I Commissione, da me presieduto, ha
adottato, in data odierna, la seguente decisione:

esaminato il testo unificato delle proposte di legge C. 107 ed abbinate, recante misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, adottato come testo base dalla II Commissione, come risultante dagli emendamenti approvati nel corso dell’esame in sede referente;

rilevato, per quanto concerne il rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, come il provvedimento appaia prevalentemente riconducibile alla materia, di esclusiva competenza legislativa statale “ordinamento penale” di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione (in particolare gli articoli 1, 2, 3, 4 e 5);

evidenziato altresì come, per specifiche disposizioni, assumano rilievo anche la materia “ordinamento civile”, di competenza esclusiva statale ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione (in particolare l’articolo 6), le materie, di competenza legislativa concorrente tra Stato e regioni, “tutela della salute” e “istruzione”, di cui all’articolo 117 terzo comma, della Costituzione (in particolare gli articoli 6, 7 e 8) e la materia, di competenza legislativa residuale regionale, “politiche sociali” (in particolare l’articolo 8);

segnalato come la giurisprudenza della Corte costituzionale richieda, in casi analoghi di concorso di competenze, il coinvolgimento del sistema delle autonomie territoriali; la giurisprudenza della Corte appare anche orientata ad indicare l’adozione di un’intesa nell’ambito del sistema delle Conferenze in caso di prevalenza di materie di competenza concorrente (si veda la sentenza n. 7 del 2016) ovvero in caso di intreccio inestricabile di competenze (si veda la sentenza n. 72 del 2019), laddove il semplice parere può essere adottato in presenza di prevalenza di una competenza esclusiva statale;

rilevato, quanto al rispetto delle altre norme costituzionali, come i principali rilievi di costituzionalità nel dibattito pubblico sul tema del contrasto ai fenomeni di discriminazione oggetto del provvedimento attengano allo scrupoloso rispetto dell’articolo 21 della Costituzione;

evidenziato, peraltro, come il provvedimento debba essere interpretato in modo conforme alla Costituzione e atteso che la costante giurisprudenza della Corte costituzionale, a partire da quella relativa alla cosiddetta “legge Scelba” (legge 20 giugno 1952, n. 645), afferma che non si ha incitazione alla discriminazione in presenza di mere opinioni o giudizi, salvo che questi siano “idonei a creare un effettivo pericolo” (sentenza n. 74 del 1958), ovvero “solo se si realizza in concreto l’evento pericoloso richiesto dalla norma” (sentenza n. 15 del 1973);

rilevato altresì come l’articolo 3, introdotto nel corso dell’esame in sede referente, persegua l’obiettivo, condivisibile, di richiamare in modo più esplicito la tutela garantita dall’articolo 21 della Costituzione alla manifestazione del pensiero;

segnalata, peraltro, l’esigenza di precisare più puntualmente la portata del predetto articolo 3,

esprime


PARERE FAVOREVOLE


con le seguenti condizioni:

1) con riferimento all’articolo 3, valuti la Commissione di merito l’opportunità di rivedere la formulazione della disposizione, nel senso di chiarire più puntualmente che non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e la manifestazione di convincimenti o di opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, nonché le condotte legittime riconducibili alla libertà delle scelte, purché non istighino all’odio o alla violenza, ossia non presentino un nesso con atti gravi, concreti e attuali;

2) valuti la Commissione di merito l’opportunità di chiarire maggiormente i confini tra le condotte discriminatorie fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, al fine di evitare incertezze in sede applicativa;

e con le seguenti osservazioni:

a) con riferimento all’articolo 2, che integra l’articolo 604-ter del codice penale, relativo all’aggravante per i reati commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, valuti la Commissione di merito l’opportunità di chiarire che l’inciso «oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere» è riferito alle finalità di discriminazione o di odio e non ai reati, considerando che l’inserimento di tale inciso rende incongrua la parte seguente del comma «ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti ….», la quale non sarebbe più riferita alle finalità di discriminazione o di odio, bensì ai reati;

b) con riferimento all’articolo 4, comma 1, lettera a), numero 6), valuti la Commissione di merito l’opportunità di rendere omogenea l’integrazione alla rubrica dell’articolo 1 del decreto-legge n. 122 del 1993, con l’integrazione al titolo del medesimo decreto – legge, prevista dalla lettera b) del comma 1 del medesimo articolo 4, indicando i quattro motivi di discriminazione come alternativi e non come complementari;

c) con riferimento all’articolo 8, comma 1, il quale incrementa di 4 milioni di euro, a decorrere dal 2020, il Fondo pari opportunità della Presidenza del Consiglio, per finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno delle vittime, valuti la Commissione di merito l’opportunità di un coordinamento con l’articolo 105-quater del decreto-legge n. 34 del 2020, in quanto, mentre il comma 1 dell’articolo 7 rende stabile il finanziamento di 4 milioni (a decorrere dal 2020), la disposizione introdotta nel citato decreto – legge n. 34 finanzia il programma per soli due anni (2020 e 2021);

d) con riferimento all’articolo 8, comma 4, il quale prevede l’emanazione di un regolamento governativo contenente un programma per la realizzazione in tutto il territorio nazionale di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere, valuti la Commissione di merito l’opportunità, a fronte dell’intreccio di materie, prevalentemente di competenza legislativa concorrente (quali la tutela della salute e l’assistenza sociale), sul quale il regolamento andrà ad incidere, di prevedere il coinvolgimento del sistema delle autonomie territoriali ai fini della sua adozione;

e) in relazione alle discriminazioni nell’ambito del rapporto di lavoro o dell’esercizio dell’attività di impresa, valuti la Commissione l’opportunità di richiamare esplicitamente la tutela dello spazio di legittima differenziazione, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000, e quindi dall’articolo 3, commi 3, 5 e 6, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216.





IL PRESIDENTE
DEL COMITATO PERMANENTE PARERI
DELLA I COMMISSIONE

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