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STEFANO CECCANTI (PD). Grazie, Presidente. La pregiudiziale non è convincente per due questioni di fondo.

La prima è che il recepimento delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea può pacificamente avvenire anche con decreto-legge, lo prevede esplicitamente anche l’articolo 37 della legge n. 234 del 2012, che regola i rapporti tra l’Italia e l’Unione europea. La pregiudiziale, poi, si ispira a una sorta di nazionalismo costituzionale, forse influenzato dallo spirito polacco del tempo, ma il primato del diritto fatto valere dalla Corte di giustizia, sia per noi sia per la Polonia, non può essere in discussione se non quando ricorrano princìpi supremi dell’ordinamento, e non è certo questo il caso, come non lo è, per inciso, in Polonia, sia quando si pretenderebbe di ricostruire dalla Costituzione italiana un potere assoluto dell’accusa nei processi, che non si dà nella Costituzione italiana, né come articolato, né come principio supremo, né, come vorrebbero i polacchi, dove ritengono che sia loro principio quello della subordinazione totale della magistratura al Governo pro tempore.

La seconda è per il testo del provvedimento. Non si può, poi, parlare di eterogeneità perché esso, ancorché multisettoriale, può essere ricondotto a quel genere di provvedimenti ab origine a contenuto multiplo, ma con un’omogeneità di scopo, come ha chiarito la sentenza n. 244 del 2016 della Corte. In questo caso l’omogeneità di scopo è data dalla regolazione dei profili ordinamentali, che si traduce sostanzialmente in una proroga termini, che pure per la Corte può essere multisettoriale (sentenza n. 22 del 2012). Si è stati costretti, in questo caso, ad aggiungere l’articolo 1 per non rinviare oltre il recepimento della sentenza ed evitare gli orientamenti giurisprudenziali difformi, come spiega bene la relazione illustrativa, di alcuni giudici che stavano ritenendo direttamente applicabile il principio della sentenza e altri no. Questa è anche la differenza rispetto ai casi che ha fatto l’onorevole Colletti con riferimento a sentenze della Corte. Non si sono fatti i decreti su sentenze della Corte perché in quel caso i singoli giudici non si sono messi a varare sentenze come orientamento difforme, come era, invece, in questo caso.

Per questo la pregiudiziale merita di essere respinta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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