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Perché questa pregiudiziale non tiene?
In primo luogo perché anche quando parte da premesse giuste giunge poi a conclusioni sbagliate.
Gli esempi sono tre.
E’ infatti vero che un’interpretazione del codice della protezione civile, utilizzato come fondamento degli interventi soprattutto nella prima fase, porta a concludere che dopo il 31 luglio 2021 non si potesse più prorogare con delibera del Cdm lo stato d’emergenza. Ma è proprio per questo che il provvedimento interviene con norma legislativa; una scelta che tra l’altro dà maggiori poteri al parlamento che potrà emendare il testo e, se crede, fissare un termine dello stato d’emergenza più ristretto. La legge di conversione è infatti una norma primaria esattamente come il codice della protezione civile.
La stessa obiezione vale per il richiamo alla sentenza della Corte 5 del 2018 che ha fissato paletti precisi per l’obbligo vaccinale, ma proprio quella sentenza ha salvato un decreto legge che reintroduceva obblighi vaccinali. Non si possono separare le motivazioni dal dispositivo. A maggior ragione quei paletti devono ritenersi rispettati per un provvedimento che, è bene ricordarlo, non introduce un obbligo vaccinale nemmeno in forma surrettizia. Dove sta il più sta anche il meno. Per inciso va segnalato che il green pass può essere ottenuto anche da chi non vuole fare il vaccino, a condizione che faccia il tampone e con la differenziazione, pienamente ragionevole, della minore durata.
Idem per il richiamo ai paletti del regolamento Ue citato nel testo, ma anche in questo caso i criteri di ragionevolezza e proporzionalità sono soddisfatti: l’onere di disporre del green pass è previsto per quelle situazioni in cui maggiore è il rischio di contagio (ristoranti al chiuso, spettacoli ecc).
In secondo luogo, però, c’è anche il caso più grave di argomenti del tutto infondati. Il maggiore dei quali è l’invocazione della libertà personale garantita dell’articolo 13 che può essere limitata solo per legge (con riserva assoluta) e per decisione del giudice. Qui invece è in questione la libertà di circolazione (art 16) che è invece oggetto di sola riserva relativa, come ci siamo detti anche in altri dibattiti su pregiudiziali.
Libertà, amata libertà, combatti coi tuoi difensori, recita la Marsigliese.
Liberté, Liberté chérie, Combats avec tes défenseurs
Ecco, tra i difensori, nonostante le loro intenzioni soggettive, non ci sono gli estensori di questa pregiudiziale che può pertanto essere bocciata.
E tanto meno lo sono i manifestanti che veicolano un’idea sbagliata di libertà.
“La libertà non è un semplice sgorgare senza direzione”, diceva Emmanuel Mounier, uno dei principali ispiratori dell’articolo 2 della nostra Costituzione, che non a caso tiene insieme riconoscimento dei diritti e consapevolezza dei doveri. Due elementi indissociabili.


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