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Interviste a Radio Radicale di Ceccanti, Morando e Quagliariello

 

https://www.radioradicale.it/scheda/721267/premierato-non-facciamolo-strano-intervista-a-stefano-ceccanti

 

https://www.radioradicale.it/scheda/721279/premierato-non-facciamolo-strano-intervista-ad-enrico-morando

 

https://www.radioradicale.it/scheda/721276/premierato-non-facciamolo-strano-intervista-al-prof-gaetano-quagliariello

 

Dopo gli interventi di saluto da parte di Gaetano Quagliariello, Enrico Morando, Nicola Drago a nome delle associazioni promotrici (Magna Carta, Libertà Eguale, Io Cambio, è intervenuto Stefano Ceccanti che ha precisato i termini della maratona oratoria del 27 febbraio (dettagli in locandina), richiamando alcuni dei nomi più significativi tra i primi sottoscrittori che nel depliant vengono indicati in ordine alfabetico:

Costituzionalisti de Vergottini, Cassese, Fusaro, Bonfiglio, Caruso, Catelani, Clementi, Curreri, Esposito, Giupponi, Mannino, Miccù, Morrone, P. Pasquino, Sileoni, Sterpa, Tega, Vigevani

Scienziati della politica, economisti altri giuristi e storici Panebianco, Parisi, Salvati, Marchi, Orsina, Ichino, Mancina, Mingardi, Posteraro, Rebuffa, Spangher, Spiri, Vassallo

Altre personalità del dibattito politico e culturale Franco Debenedetti, Segni, Mario Mauro, Giuseppe          De Mita; Pia Luisa Bianco, Bentivogli, Chiussi Curzi, Cicchitto, Cominelli, Diotallevi, Fedeli, Griffo, Negri, Parente, Petruccioli, Pizzolante, Polito, Ranieri, Tonini

Ha poi indicato i nomi dei parlamentari che verranno il 27 per interloquire con noi ed anche con Alessandro Barbano: Balboni, Lisei e Pera (Fdi), Parrini e Alfieri (Pd), Gelmini e Carfagna (Azione) Boschi e Scalfarotto (Italia Viva), Della Vedova e Magi (Più Europa), oltre a Letizia Moratti per Forza Italia.

Ceccanti ha quindi riassunto l’appello, in particolare sottolineando che:

una riforma a due terzi è auspicabile sempre in generale e stavolta nello specifico;

è anche tecnicamente possibile: le ipotesi di Libertà Eguale e di Magna Carta di mesi fa prevedono uno schema capovolto con dettagli tecnici simili, analogamente a quanto proposto dalla Tesi 1 Ulivo e dal testo Salvi alla Bicamerale D’Alema, ossia legittimazione diretta e poteri europei, invece di parlare di elezione diretta e poi negare i poteri (tutti e 4 i testi citati sono nella cartellina di documentazione insieme ad altre proposte simili di Cheli e Barbera alla Bicamerale D’Alema);

Peppino Calderisi ha quindi parlato dei limiti di maggioranza e opposizioni sottolineando che il velo d’ignoranza sull’esito dell’eventuale referendum che dovrebbe indurre entrambi i fronti almeno ad un serio tentativo in questa direzione. 

 

Ha così identificato i limiti del testo del governo:

               – mancanza della maggioranza assoluta e dell’eventuale ballottaggio, cosa         gravissima per un testo che prevede l’elezione diretta che pertanto potrebbe           essere un premier di minoranza;

                -costituzionalizzazione del sistema elettorale con premio (con           conseguente necessità di modificare prima la Costituzione se fosse necessario     cambiare la legge elettorale perché, ad esempio, il sistema politico si è           frammentato in tre e più poli); per giunta senza prevedere una soglia minima e senza dire cosa accade se nessuno la raggiunge;

                -fiducia iniziale (addirittura con eventuale “esame di riparazione” dopo        prima eventuale bocciatura) anziché fiducia presunta, al fine di sottomettere il premier eletto ai “diktat” dei partiti sulla scelta di ministri e sottosegretari;

                -“diritto di imboscata”  per far cadere il premier eletto su una questione di          fiducia, senza che questi possa chiedere e ottenere lo scioglimento perché in tal           caso le dimissioni sono obbligatorie e non volontarie, con secondo premier       inamovibile e quindi più forte di quello eletto; il tutto privando il premier eletto       del potere di deterrenza, perché il potere di scioglimento serve innanzitutto “a       non sciogliere”, cioè a prevenire le crisi, governando le tensioni, inevitabili con         maggioranze pluripartitiche. 

Calderisi ha quindi evidenziato i limiti degli emendamenti delle opposizioni che superano lo status quo ma non chiariscono un progetto alternativo compiuto:

-Azione mette tutti e 4 i punti del sistema tedesco (fiducia al solo Premier, revoca, sfiducia costruttiva, proposta di scioglimento in caso di sconfitta sulla fiducia) ed anche il Premier sulla scheda, però poi la sua pronuncia a favore di un sistema proporzionale contraddice fortemente l’emendamento presentato che vincola la legge elettorale a “favorire la formazione di una maggioranza collegata a un candidato alla carica di Primo Ministro”.

  • Il M5s propone 3 elementi su quattro del sistema tedesco, evitando il più importante, la facoltà del premier di chiedere lo scioglimento in caso di reiezione della questione di fiducia;
  • il Pd, pur presentando varie interessanti proposte sulle garanzie per l’Opposizione, a cominciare dal controllo preventivo di costituzionalità, propone solo 2 elementi su 4 del sistema tedesco, revoca e sfiducia costruttiva, ma non la proposta di scioglimento e neanche il rapporto fiduciario con il solo premier;
  • Italia Viva intende correggere il testo puntando sul modello del simul simul che è troppo rigido per una forma di governo nazionale.
  • Calderisi ha infine richiamato due emendamenti del senatore Pera (Fdi): uno per prevedere le modalità di elezione e i poteri del Capo dell’opposizione, ruolo fondamentale di bilanciamento dei poteri nel premierato; il secondo per precisare che gli atti che sono oggi ritenuti prerogativa presidenziale solo per prassi (ad esempio nomina 5 giudici costituzionali, messaggi e rinvio leggi alle Camere) non siano più soggetti a controfirma governativa (ed evitare così che un premier eletto possa rivendicare di esserne co-decisore).
  • Premierato: appello Fondazioni, sia condiviso, no referendum

    Premierato: appello Fondazioni, sia condiviso, no referendum Il 27 febbraio Maratona oratoria a sostegno dell’Appello (ANSA) – ROMA, 19 FEB – Approvare la riforma del premierato con una condivisione parlamentare superiore ai due terzi, così da evitare il referendum: l’appello è stato presentato in una conferenza stampa al Senato dalla Fondazione Magna Carta, dalle associazioni Libertà Eguale e Io Cambio, nonché dall’Istituto Bruno Leoni, che hanno organizzato a sostegno dell’iniziativa una maratona oratoria martedì 27 febbraio dalle 10 alle 13 a Roma, alla Sala Umberto.. Alla conferenza stampa hanno preso parte Gaetano Quagliariello (Magna Carta), Nicola Drago (Io Cambio), Enrico Morando e Stefano Ceccanti(Libertà Eguale) Serena Sileoni (Istituto Bruno Leoni) e Peppino Calderisi, ex parlamentare ed esperto di questioni istituzionali. (ANSA)

 

Premierato: appello Fondazioni, sia condiviso, no referendum (2)

Premierato: appello Fondazioni, sia condiviso, no referendum (2) (ANSA) – ROMA, 19 FEB – I promotori dell’appello hanno sottolineato il fatto che condividono la necessità di una riforma costituzionale che dia stabilità al governo, ma l’attuale iniziativa del governo con il ddl Casellati è destinata a non avere successo, sia per ragioni di merito che di metodo. Per quanto riguarda il secondo aspetto Ceccanti ha osservato che benché l’articolo 138 della Costituzione preveda l’approvazione delle modifiche a maggioranza di due terzi o con la sola maggioranza assoluta e conseguente referendum, “i due percorsi non si equivalgono”, essendo preferibile il primo. Puntare ad una approvazione da parte della sola maggioranza di governo condurrebbe la riforma, ha detto Morando “nel gorgo della polarizzazione, con un rischio mortale” per le nostre istituzioni, quella cioè di polarizzare ulteriormente anche il corpo sociale. A livello di Contenuti, Calderisi ha illustrato i limiti del ddl Casellati, già sottolineati nelle audizioni da costituzionalisti e giuristi: “non raggiunge l’obiettivo dichiarato” ha affermato Sileoni. D’altra parte, ha rilevato ancora Calderisi, “anche le diverse proposte delle opposizioni sono contraddittorie”. Alla Conferenza stampa è stato quindi chiesto a maggioranza e opposizioni di rinunciare a qualcuna delle proprie istanze, per giungere a una soluzione condivisa in Parlamento, che consenta l’approvazione con una maggioranza superiore ai due terzi, evitando così il pronunciamento popolare. Al centrodestra viene chiesto di rinunciare all’elezione formale diretta, in favore dell’indicazione formale sulla scheda del candidato premier, mentre alle opposizioni si chiede di accettare un rafforzamento dei poteri del premier, come la possibilità di chiedere al Capo dello Stato lo scioglimento del Parlamento. In questo momento di campagna elettorale, hanno ammesso i presentatori dell’appello, è difficile che il centrodestra accetti l’invito. Tuttavia, ha detto Quagliariello, “è importante mettere un piede in mezzo alla porta per impedire che si chiuda definitivamente”. Infatti, hanno detto Morando e Calderisi, “potrebbe aprirsi uno spiraglio” per il dialogo. A spingere in questa direzione, come hanno detto Sileoni e Calderisi, è “il velo di ignoranza da parte di tutti” sull’esito del referendum: “un banale calcolo delle possibilità tra due anni, dovrebbe indurre a non rischiare, perché chi lo perderà subirà un colpo durissimo”. Alla maratona oratoria del 27 febbraio hanno aderito Costituzionalisti (de Vergottini, Cassese, Curreri, ecc), docenti universitari (Angelo Panebianco, Luca DIotallevi, Pietro Ichino, Arturo Parisi, ecc), giornalisti e intellettuali (Antonio Polito), ex parlamentari e parlamentari, tra cui per la maggioranza ALberto Balboni, Marco Lisei e Marcello Pera di Fdi. (ANSA). 2024-02-19T13:51:00+01:00 IA ANSA per CAMERA01

 

 

 
 

 

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