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(Esame degli ordini del giorno – A.C. 2835-A)

PRESIDENTE. Passiamo all’esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l’allegato A). Avverto che l’ordine del giorno n. 9/2835-A/11 Baratto è stato ritirato dal presentatore. Il deputato Ceccanti ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2835-A/10.

STEFANO CECCANTI (PD). Grazie. Si tratta di un ordine del giorno che deriva da un parere del Comitato per la legislazione e che invita a ritornare ad una prassi più normale in materia dei cosiddetti decreti Minotauro, ovverosia di tornare al fatto che siano eccezioni e non una regola come sta accadendo in questo periodo.

PRESIDENTE. Il deputato Dori ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2835-A/9.

DEVIS DORI (M5S). Grazie, Presidente. Anche l’ordine del giorno n. 9/2835-A/9 è il frutto del lavoro svolto dal Comitato per la legislazione, in particolare della raccomandazione già contenuta nel parere espresso dal Comitato il 9 dicembre scorso relativamente al decreto-legge n. 158 del 2 dicembre, poi confluito nel decreto-legge n. 172, all’esame nella seduta odierna, con riferimento agli equilibri del sistema delle fonti normative. L’attività del Comitato per la legislazione in questa legislatura si è già contraddistinta per alcuni significativi interventi di indirizzo, che si sono concretizzati in forma emendativa o come ordini del giorno. Ricordo, ad esempio, l’ordine del giorno del 9 luglio del 2020 con il quale il Comitato ha impegnato il Governo a rendere una preventiva comunicazione alle Camere nel caso in cui si intenda procedere ad una nuova dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale, al fine di ricevere gli opportuni indirizzi del Parlamento anche con riferimento alla durata temporale.

Il tema di questo ordine del giorno è altrettanto rilevante: quale deve essere il termine massimo di durata dei DPCM di contrasto dell’epidemia da COVID-19. In origine, l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 25 marzo 2020 aveva definito un periodo di durata non superiore a 30 giorni. Successivamente, il decreto-legge n. 158 del 2 dicembre 2020 ha elevato il termine massimo di durata a 50 giorni. Tale disposizione è poi confluita nel provvedimento oggi in esame, nello specifico nell’articolo 1, comma 3-bis, confermando quindi l’innalzamento da 30 a 50 giorni del termine massimo di durata dei DPCM, che possono essere adottati per introdurre misure limitative delle libertà personali nell’ambito del contrasto dell’epidemia da COVID-19.

Qualche mese fa, l’ex Presidente della Consulta, Marta Cartabia, nella relazione sull’attività della Corte costituzionale, ha ricordato che, nel nostro ordinamento costituzionale, le misure volte ad affrontare situazioni di emergenza devono rispettare i principi di necessità, proporzionalità, bilanciamento, giustiziabilità e temporaneità. In particolare, ha affermato: “La Costituzione non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali, e ciò per una scelta consapevole, ma offre la bussola anche per navigare per l’alto mare aperto nei tempi di crisi”.

È comprensibile la ragione che ha indotto il Governo a prevedere una disciplina che coprisse tutto il periodo delle festività natalizie e andando quindi necessariamente oltre il termine originario di 30 giorni. Allo stesso tempo, il termine di 30 giorni risulta maggiormente aderente ai principi di proporzionalità e temporaneità.

Per questo motivo si ritiene opportuno, con questo ordine del giorno, impegnare il Governo a ricondurre, con successive iniziative legislative, a 30 giorni il termine di durata massima dei DPCM di contrasto dell’epidemia da COVID-19. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la deputata Elisa Tripodi, per illustrare l’ordine del giorno n. 9/2835-A/22. Ne ha facoltà.

ELISA TRIPODI (M5S). Grazie, Presidente. Tra poco approveremo lo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro e questa è una risposta che va necessariamente data a tutti gli operatori della montagna.

Questa emergenza sanitaria ha completamente distrutto queste economie. Le continue restrizioni per prevenire i contagi hanno impedito a tutti gli operatori della montagna di svolgere le loro attività e migliaia di famiglie sono letteralmente allo stremo, e questa non è un’esagerazione. Non è la prima volta che intervengo a sostegno di tutte queste categorie: avevo già avvertito anche il Governo con atti e richieste di aiuto per queste zone, che più di altre stanno soffrendo. La situazione è drammatica, a dir poco. Il Governo deve assolutamente prendere atto adesso, subito, della necessità di intervenire con misure mirate per queste categorie, per tutte le categorie che vivono di montagna. E non si parla solo ed esclusivamente di impianti di risalita, ma anche di tutte le attività che si sviluppano intorno alle attività sportive, e non solo, della montagna.

Vivere la montagna è complicato, non è un territorio semplice e lo dico con coscienza, lo dico perché provengo dalla montagna, lo dico perché la regione Valle d’Aosta è la regione, in questo momento, che più di tutte sta pagando le conseguenze di questa epidemia. Diversi ordini del giorno sono stati accolti da questo Governo, ordini del giorno presentati da tutti i gruppi parlamentari e, con lo scostamento di bilancio che dovremo poi approvare, il Governo deve dare un segnale concreto e immediato alla montagna, deve accogliere le proposte che provengono da tutti i gruppi, perché la lotta contro il COVID e la salvaguardia delle nostre imprese e delle nostre attività prescindono dal colore politico. Le famiglie di montagna hanno bisogno di sentire che Roma c’è, che è presente e che non si è dimenticata di loro perché lontani dalla conoscenza di quei territori (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire la deputata Bellucci, per illustrare l’ordine del giorno n. 9/2835-A/36.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario Zampa, sia nei lavori in Commissione che nei lavori d’Aula abbiamo visto come tutti i nostri emendamenti sono stati rigettati. Ci avevate detto che nel merito delle proposte eravate d’accordo, che avreste accolto i nostri ordini del giorno, perché vi sareste presi cura poi di attuare quelle idee e quelle proposte nei prossimi provvedimenti.

Ebbene, noi confidiamo nella parola che avete dato e nello specifico di questo ordine del giorno – il n. 9/2835-A/36 – vi chiediamo di dare attenzione all’assistenza domiciliare. L’Italia si trova in una situazione drammatica, è sotto la media europea delle ore offerte in assistenza domiciliare, il 2,9 per cento, a fronte del 6 per cento come media europea.

I nostri anziani, i più fragili, ricevono all’anno una media di circa 18 ore, a fronte invece di quello che viene richiesto a livello internazionale, come 240 ore l’anno. Siamo in una situazione veramente di drammatica assenza dell’assistenza domiciliare e quindi dell’attenzione ai più fragili: anziani, immunodepressi, pazienti oncologici. Allora, su questo noi vogliamo un impegno da parte vostra, almeno in un ordine del giorno, in cui voi possiate inserire risorse umane, economiche, anche attraverso degli operatori sociosanitari specializzati nell’assistenza, perché nessuno rimanga solo e possa essere curato e ricevere le giuste cure nella propria casa, perché questo combina l’interesse anche economico, cioè di una diminuzione della spesa, con l’interesse primario a dover tutelare la salute in particolare dei più fragili.

Contiamo nella promessa che ci avete fatto, contiamo che questo ordine del giorno venga accolto, insieme agli altri che Fratelli d’Italia ha proposto. E’ una questione di coerenza, è una questione di rispetto, è una questione di dignità. E, allora, non tradite la vostra parola e accogliete questo ordine del giorno, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d’Italia).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire per illustrare gli ordini del giorno, invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere.

SANDRA ZAMPA, Sottosegretaria di Stato per la Salute. Grazie, Presidente. Ordine del giorno n. 9/2835-A/1 Mollicone, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/2 Carnevali, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/3 Cenni, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/4 Rizzo Nervo, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/5 Lepri, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/6 Gavino Manca, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/7 Benamati, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/8 Angiola, parere favorevole. Sugli ordini del giorno n. 9/2835-A/9 Dori e 9/2835-A/10 Ceccanti, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2835-A/12 Cavandoli, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/13 Patassini, parere favorevole a condizione che venga premesso “a valutare la possibilità di”. Ordine del giorno n. 9/2835-A/14 Valente, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/15 D’Arrando, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/16 Menga, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/17 Alaimo, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/18 Ruggiero, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/19 Cancelleri, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/20 Papiro, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/21 Maraia, parere favorevole con la riformulazione “a valutare la possibilità di”. Ordine del giorno n. 9/2835-A/22 Elisa Tripodi, come il precedente, con la riformulazione “a valutare la possibilità di”, ordine del giorno n. 9/2835-A/23 Gribaudo, anche questo con la riformulazione “a valutare la possibilità di”, ordine del giorno n. 9/2835-A/24 Fiorini, anche questo con “a valutare la possibilità di”, ordine del giorno n. 9/2835-A/25 Gava, “a valutare la possibilità di”. Ordine del giorno n. 9/2835-A/26 Sasso, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/27 Caretta, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/28 Ciaburro, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/29 Mulè, parere favorevole con la riformulazione “a valutare la possibilità di”. Ordine del giorno n. 9/2835-A/30 Belotti, parere contrario, ordine del giorno n. 9/2835-A/31 Amitrano, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/32 Bergamini, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/33 Novelli, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/34 Spena, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/35 Montaruli, parere favorevole con la riformulazione “a valutare la possibilità di raccogliere, di concerto con le regioni, nel più breve tempo possibile”. Ordine del giorno n. 9/2835-A/36 Bellucci, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/37 Mantovani parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/38 Di Muro, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/39 Fregolent, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/40 Costa, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2835-A/41 Fogliani, parere favorevole con premessa riformulazione “a valutare l’opportunità di”; ordine del giorno n. 9/2835-A/42 Siracusano, parere favorevole.

PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2835-A/1 Mollicone, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/2 Carnevali, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/3 Cenni, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/4 Rizzo Nervo, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/5 Lepri, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/6 Gavino Manca, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/7 Benamati, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/8 Angiola, parere favorevole, ordine del giorno n. 9/2835-A/9 Dori, parere contrario. Sull’ordine del giorno n. 9/2835-A/9 Dori ha chiesto di parlare il deputato Borghi. Ne ha facoltà.

ENRICO BORGHI (PD). Presidente, intervengo con un intervento onnicomprensivo sugli ordini del giorno n. 9/2835-A/9 Dori e n. 9/2835-A/10 Ceccanti, chiedendo al Governo di considerare con grande attenzione la formulazione del parere che ha reso, perché, come ha ricordato il collega Ceccanti in precedenza, si tratta di una raccomandazione di un organismo parlamentare nei confronti del Governo, su una tematica che è stata più volte oggetto di una discussione in quest’Aula.

Peraltro, questo ordine del giorno è anche sottoscritto unitariamente sia da componenti di maggioranza che di opposizione. Quindi, nel mio intervento – che concludo immediatamente – chiederei al Governo di riformulare il proprio parere rimettendosi all’Aula.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il collega Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, appare irrituale che il Governo esprima parere contrario agli ordini del giorno nn. 9 e 10, atteso che il Comitato per la legislazione, quando venne costituito, venne costituito appositamente per un miglioramento di quello che è il procedimento legislativo e anche di quello che è il testo legislativo. Nel caso di specie, il Governo oltretutto, rifiutando questo ordine del giorno, rifiuta anche le premesse che sono contenute – e mi pare difficile poterlo fare – con il parere reso nella seduta del 9 dicembre 2020, seduta nella quale vengono fatti alcuni rilievi sulle modalità con cui vengono adottati i decreti-legge. Io penso che non sia un argomento di lana caprina: il fatto che il Governo possa adottare decreti-legge nei termini in cui la Carta costituzionale lo consente, deve trovare un limite ben preciso nel dettato della Carta costituzionale medesima. Pare evidente che dei decreti-legge omnibus, dei decreti-legge eterogenei, dei decreti-legge che, quando sono stati posti, per come presentati all’attenzione della Corte costituzionale, hanno ricevuto censura dalla Corte stessa, perché in alcuni casi proprio il tipo di materie affrontate, ovvero la modalità della legislazione è stata ritenuta dalla Corte Costituzionale in violazione dei principi costituzionali, io penso che anche in un rapporto corretto Governo-Parlamento non si possa esprimere parere contrario su questi due ordini del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d’Italia).

PRESIDENTE. Sottosegretaria Zampa, prego.

SANDRA ZAMPA, Sottosegretaria di Stato per la Salute. Il Governo si rimette all’Aula, come è giusto che sia, proprio in nome della sovranità del Parlamento.

PRESIDENTE. Sottosegretaria, il Governo si rimette all’Aula sia per l’ordine del giorno n. 9/2835-A/9 Dori che per il n. 9/2835-A/10 Ceccanti, è corretto? D’accordo.

Ha chiesto di parlare il collega Paolo Russo. Ne ha facoltà.

PAOLO RUSSO (FI). Grazie, Presidente. Intanto chiedo ai colleghi la possibilità di sottoscrivere entrambi questi ordini del giorno. Guardate, qui non è la questione del Governo che si rimette all’Aula, è una questione posta dal Comitato per la legislazione nell’esercizio proprio della sua funzione. Se il Comitato per la legislazione non può chiedere…

PRESIDENTE. Mi scusi, collega. Colleghi, vi chiedo di mantenere il distanziamento. Prego.

PAOLO RUSSO (FI). Grazie, Presidente. Se il Comitato per la legislazione non può chiedere al Governo di operare, al fine di evitare la confluenza tra diversi decreti-legge, limitando tale fenomeno a circostanze di assoluta eccezionalità, ma – scusate – cos’altro deve fare il Comitato per la legislazione? Mi pare imprudente non solo esprimere parere contrario da parte del Governo, ma anche imprudente, da parte del Governo, non accogliere una sollecitazione del genere. Che significa rimettersi all’Aula? È evidente che l’Aula esprimerà una posizione orientata dal buonsenso, dalla ragionevolezza e anche dalle sollecitazioni che vengono dal Comitato per la legislazione. Il Governo deve raccogliere, deve recepire e deve valorizzare quanto, in quest’Aula e nelle Commissioni, viene fatto. Per questa ragione, chiedo che il Governo valuti non di rimettersi all’Aula, ma valuti di accogliere, apprezzare, considerare e valorizzare quanto viene richiesto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il collega Costa. Ne ha facoltà.

ENRICO COSTA (MISTO-A-+E-RI). Grazie, Presidente. Io mi rivolgo alla sottosegretaria…Sono sfortunato, tutte le volte che intervengo c’è qualcuno che disturba…

PRESIDENTE. Vi chiedo di liberare i banchi del Governo… c’è il collega Costa che sta intervenendo.

ENRICO COSTA (MISTO-A-+E-RI). Io mi rivolgo alla sottosegretaria relativamente ad un parere dato al mio ordine del giorno n. 9/2835-A/40. Quando si è bocciato l’emendamento sui rifugi alpini, nel dibattito la collega Gribaudo ha detto: ci saranno gli ordini del giorno. Ebbene, il Governo ha dato parere contrario a questo ordine del giorno…

PRESIDENTE. Collega, mi scusi, noi siamo all’ordine del giorno n. 9/2835-A/9 Dori; lei sta facendo una dichiarazione di voto sul suo ordine del giorno n. 9/2835-A/40?

ENRICO COSTA (MISTO-A-+E-RI). No, mi scusi. Credevo che fossimo ancora nella fase precedente…

PRESIDENTE. No, non siamo più all’illustrazione.

ENRICO COSTA (MISTO-A-+E-RI). Allora, chiedo scusa io.

PRESIDENTE. Non si preoccupi. Ha chiesto di parlare la collega Moretto. Ne ha facoltà.

SARA MORETTO (IV). Grazie, Presidente. Io intervengo nel merito dell’ordine del giorno n. 9/2835-A/9 Dori, ma in parte anche, ovviamente, del n. 9/2835-A/10 Ceccanti. Condividendo le valutazioni che sono emerse fin qui nel dibattito in corso, anch’io ho ascoltato il Governo, che si è rimesso all’Aula, e avrei auspicato, proprio alla luce del fatto che questo è un suggerimento che arriva dal Comitato per la legislazione e che è un’esigenza che in questo Parlamento diverse forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione hanno espresso (anche quella di cui faccio parte, Italia Viva, che fin dall’inizio ha chiesto un maggior coinvolgimento del Parlamento e delle procedure diverse di relazione anche tra l’Esecutivo e quest’Aula), alla luce di questi dibattiti ci saremmo aspettati magari un parere favorevole. Se il parere rimane quello di rimettersi all’Aula, anticipo che l’intero gruppo di Italia Viva sottoscrive i due ordini del giorno, sia il n. 9/2835-A/9 Dori che il n. 9/2835-A/10 Ceccanti (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il collega Dori. Ne ha facoltà.

DEVIS DORI (M5S). Grazie, Presidente. Volevo riprecisare che, effettivamente, le considerazioni svolte dal Comitato per la legislazione non sono valutazioni di natura politica, ma semplicemente di equilibrio tra il sistema delle fonti normative. Per questo motivo, quindi, chiedo e sollecito anch’io la revisione del parere da parte del Governo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Altri che chiedono di intervenire? La collega Cavandoli chiede di intervenire? No. Ha chiesto di parlare la collega Tomasi. Ne ha facoltà.

MAURA TOMASI (LEGA). Grazie, Presidente. Qui, come hanno riferito i miei colleghi, si tratta in buona sostanza di un aspetto non politico, ma puramente giuridico. Francamente, mi rattrista il fatto che il Governo lasci al Parlamento questa responsabilità, sebbene sia nostra. È ovvio che quello che chiede il Comitato per la legislazione esorta il Governo stesso, pur consapevole che siamo in un momento pandemico, di compiere maggiori sforzi; questo per evitare forme di intreccio – perché questo è avvenuto – tra più provvedimenti d’urgenza all’esame del Parlamento; un intreccio che appare alterare il lineare svolgimento della procedura parlamentare in esame di tutti i disegni di legge e dei decreti-legge. Auspico, quindi, che il Governo cambi il proprio parere.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno n. 9/2835-A/9 Dori, su cui il Governo si rimette all’Aula.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 65).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno n. 9/2835-A/10 Ceccanti, su cui il Governo si rimette all’Aula.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 66).

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