In Diario

Caro Enrico,
ti ringraziamo davvero per l’attenzione.
Prendiamo atto che tu, nel merito, non disconosci l’importante lavoro di una Commissione da Te istituita e presieduta da un tuo Ministro. Il nostro intento principale era appunto quello di valorizzare il lavoro della Commissione e di rivendicare lo stretto legame di merito dei contenuti di cui oggi si discute e su cui si è chiamati a votare, sia sulla riforma elettorale sia su quella costituzionale.
Capiamo la tua perplessità sull’opportunità relativa al metodo, cioè di procedere ad un voto a maggioranza divenuta nel frattempo più ristretta, per quanto pienamente costituzionale.
Tuttavia, non possiamo però condividerla: perché il consenso non è venuto meno per ragioni di merito, ma solo perché una parte dell’opposizione ha inteso così reagire ad una scelta giusta, l’elezione a Presidente della Repubblica di Sergio Mattarella.
Su questa base, a noi non sembra ragionevole il riconoscere un potere di veto, un inaccettabile ostruzionismo per rinviare riforme indifferibili nel loro contenuto. Perché, ai nostri occhi, le riforme e il Paese vengono prima. E di ciò, appunto, pagherebbe il prezzo solo il Paese.
Carissimi saluti

Augusto Barbera
Stefano Ceccanti
Francesco Clementi

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