In Diario

  ANGELINO ALFANO, Ministro dell’interno. Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, anche i colleghi di SEL pongono il tema dell’applicazione della legge Severino nei confronti del dottor Vincenzo De Luca e vorrei chiarire innanzitutto che l’assunto è diverso rispetto a quello dei precedenti interroganti poiché chiedono se ciò non comporti lo scioglimento del consiglio regionale e l’indizione di nuove elezioni.
Vorrei chiarire innanzitutto che Vincenzo De Luca, ai sensi della normativa vigente, è risultato candidabile ed eleggibile, in quanto la situazione in cui egli versa impedisce esclusivamente l’esercizio temporaneo delle funzioni pubbliche per un periodo di diciotto mesi, eventualmente prorogabile fino ad un massimo di trenta.
La prospettiva dunque sostenuta dagli interroganti, secondo cui vi sarebbe nel caso di specie un aspetto di trascinamento in danno dell’intera assise consiliare, con la conseguenza di dover rinnovare l’elezione, determinerebbe una lesione irreversibile anche del diritto soggettivo del dottor De Luca, nei cui riguardi non sussiste allo stato una situazione di impedimento permanente.
Si tenga poi conto che lo scioglimento del consiglio regionale è disciplinato dall’articolo 126 della Costituzione, che ne prevede l’applicazione in caso di compimento di atti contrari alla Costituzione, di gravi violazioni di legge, o per ragioni di sicurezza nazionale.
È evidente che si tratta di una disposizione non suscettibile di alcuna applicazione analogica o estensiva. Diversamente, la questione in esame sembra porre la necessità determinata da una situazione che non ha precedenti di conciliare la funzionalità degli organi regionali legittimamente eletti con la doverosa applicazione, in quanto definita ex lege della sospensione del presidente della giunta.

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