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serviranno 80.000 firme per referendum, ma il quorum scende (di Giovanni Innamorati) (ANSA) – ROMA, 9 LUG – Una riforma del referendum, con l’abbassamento del quorum necessario e con l’innalzamento delle firme; una nuova modalita’ di elezione del Presidente della Repubblica. Sono queste le novita’ sulle riforme approvate dalla commissione affari costituzionali del Senato, che ha sciolto oggi i nodi politici rimasti irrisolti. Sull’ultimo, poi, vale a dire il sistema di elezione dei senatori da parte dei Consigli Regionali, si votera’ domani mattina. La prima novita’ riguarda una profonda riforma del referendum, attraverso la modifiche di tre suoi aspetti. Innanzitutto viene innalzato il numero delle firme necessarie per proporne uno: dalle attuali 500.000 si sale a 800.000, il che rende meno praticabile questo strumento di consultazione popolare. In compenso viene di fatto abbassato il quorum necessario per renderlo valido. Non occorrera’ che partecipi almeno la meta’ dei cittadini iscritti alle liste elettorali (che oggi sono oltre 50 milioni), bensi’ il 50% di quelli che hanno partecipato alle ultime elezioni politiche. Quindi sara’ piu’ semplice la validita’ del pronunciamento popolare. Ma questo secondo intervento ne ha richiesto un terzo, che ha recepito le indicazioni di alcune sentenze della Corte costituzionale. I quesiti devono riguardare o una intera legge o una sua parte che abbia “valore normativo autonomo”. Insomma, non sara’ piu’ possibile un referendum che, attraverso la cancellazione chirurgica di parole o frasi all’interno di una legge, ne scriva una completamente nuova. Era quello che tento’ di fare il referendum elettorale del 2012 sul Porcellum che, cancellando varie frasi della legge ripristinava il Mattarellum. Inoltre il giudizio sull’ammissibilita’ del quesito da parte della Corte Costituzionale non arrivera’ alla fine della raccolta delle firme, ma a meta’, il che evitera’ ulteriori sforzi organizzativi in caso di quesito non ammesso. Altra novita’ riguarda l’elezione del Presidente della Repubblica, per la quale cambia la platea dei grandi elettori e il quorum richiesto. Vengono esclusi i tre delegati dei Consigli regionali oggi previsti dalla Costituzione, e questo perche’ il futuro Senato sara’ esso stesso composto da consiglieri regionali-senatori. I 100 inquilini di palazzo Madama (nella riforma scendono rispetto agli attuali 315) si aggiungeranno ai 630 deputati. Oggi nei primi tre scrutini occorrono i due terzi dei consensi, e dal quarto basta la maggioranza assoluta dei “grandi elettori”; con la riforma (e’ stato accolto un emendamento di Miguel Gotor del Pd) questo quorum sara’ richiesto nei primi quattro scrutini, mentre nei successivi quattro occorreranno i tre quinti dei voti. Dal nono voto si scendera’ alla maggioranza assoluta, cioe’ il 50%. In Aula Gotor riproporra’ un altro suo emendamento, non accettato in Commissione, che inserisce anche i 73 europarlamentari nel novero dei grandi elettori: in questo modo verrebbero coinvolte le rappresentanze di tutti i livelli istituzionali, e cioe’ regioni, Parlamento, Europa. (ANSA). IA 09-LUG-14 21:28 NNNN

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