Lezione n. 2 Diritto parlamentare 22.09.26

avviso per gli studenti di Diritto Parlamentare: la lezione del 22 settembre è sostituita dal convegno “Il Parlamento nell’epoca della sua prevedibilità” che ha luogo alla Treccani, Sala Igea , Palazzo Mattei di Paganica, Piazza della Enciclopedia Italiana 4, dalle 16.30

Intervento di Stefano Ceccanti 22.09.26

Ci sono state poste due serie di domande.

La prima è relativa ai cambiamenti al lavoro relativo al servizio nelle assemblee legislative, negli enti governativi e nel settore privato.

La seconda è sulla cosiddetta prevedibilità del Parlamento.

Inizio dalla prima.

Stiamo attenti a enfatizzare i cambiamenti, liberandoci in modo affrettato di tutte le modalità precedenti dei lavori. Le novità si cumulano, non azzerano i metodi precedenti. Bisogna anzitutto fare un’istruttoria e verificarla bene: questo non ce lo risolve da sola l’Ia. La quale non ci spiega esattamente perché una norma è nata e perché è stata scelta in alternativa ad altre.

Nel master cerchiamo di tenere insieme le due cose soprattutto con la pratica. Gli studenti scrivono e discutono dossier e testi in workshop guidati da consiglieri parlamentari e poi passano trecento ore di stage presso gruppi parlamentari, Presidenza del Consiglio, ministeri, consigli regionali, società di relazioni istituzionali. È un modo per far toccare con mano che una norma nasce da un problema che qualcuno vive fuori dal Palazzo, e che chi fa istruttoria deve saperlo ascoltare. La strada che mi convince per l’IA non è aggiungere un corso, ma attraversare con lo strumento le materie che già ci sono. La stessa esercitazione di drafting si fa due volte, a mano e con l’IA, e la lezione sta nel confronto: dove ha fatto meglio, dove ha sbagliato, dove ha sbagliato in modo convincente. Lo stesso vale per un dossier, per una scheda di valutazione, per una nota di comunicazione. Lo strumento entra dentro il mestiere e non lo sostituisce.

Se dovessi dire cosa deve saper fare il professionista di domani, direi due cose sopra tutte. La prima è verificare: controllare un output, risalire alla fonte. La seconda è rispondere di quello che consegna: l’atto resta di chi lo firma, chiunque l’abbia scritto per primo. Il resto viene da sé. Se la macchina ci toglie il lavoro meccanico, il tempo liberato va speso dove abbiamo sempre fatto meno del dovuto: valutare l’impatto delle norme, parlare con chi le subisce, spiegare i risultati in modo comprensibile.

Concludo: prima quindi imparare il mestiere come si faceva, con la sua solidità. Poi aggiungere le novità con la loro velocità.

Vengo quindi alla seconda serie di domande.

In realtà il Parlamento è già ampiamente prevedibile e non serve il machine learning. Una volta che nasce un esecutivo Tra maxiemendamenti, fiducie e monocameralismo di fatto va tutto, nel bene e nel male, piuttosto de plano e si sa già dove intervenire, ossia prima possibile.

Sulla durata delle maggioranze future mi sembra che ci sia in giro troppo ottimismo, sia da parte di chi sostiene sia di chi avversa la nuova legge elettorale. A me sembra che nessuna delle due attuali coalizioni sia in grado di raggiungere la soglia per il premio e che le posizioni dei partiti siano tali da non consentire alleanze post-elettorali. Quindi non vedo durata perché non vedo l’inizio e temo elezioni ripetute. Qui di prevedibile in positivo mi sembra che non ci sia niente.

Non è comunque vero che un parlamento prevedibile sia un parlamento meno libero. E’ bene che l’indirizzo politico di maggioranza sia stabile per la legislatura per consentire alla fine il giudizio del corpo elettorale su di esso e sugli indirizzi alternativi delle opposizioni. Non si può scindere libertà da responsabilità, altrimenti si promuoverebbe una libertà oligarchica.

Nel master insegniamo anche lobbying, e lo facciamo apposta: la rappresentanza degli interessi è legittima se è trasparente, e uno strumento predittivo che circola solo tra pochi la rende opaca. Le regole sulla rappresentanza degli interessi e sui contatti con i decisori vanno aggiornate pensando a questo scenario di continuità positiva, di prevedibilità verso gli elettori.


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