Lezione n. 23 – 01.12.25
Parlamento e Unione Europea
Qui vi propongo solo una breve sintesi Capitolo X MC sull’angolatura vista dal nostro Parlamento per prepararvi, ma potete chiedere ai proff. Gianniti e Lupo di parlarci anche dei rapporti tra le istituzioni europee e di qualche altro aspetto interessante del Manuale.
Sorvegliate sempre il sito Europe elects perché vi dà costantemente le evoluzioni dei rapporti di forza tra i gruppi politici europei utilizzando i sondaggi di tutti i Paesi Ue:
https://europeelects.eu/ep2029/
Il processo di espansione delle istituzioni europee è avvenuto prevalentemente per via di accordi tra governi. In questo contesto non è stato facile per i Parlamenti nazionali cercare un proprio ruolo efficace.
Il Trattato di Lisbona ha inserito una procedura di pareri preventivi circa la sussidiarietà e la proporzionalità dei progetti legislativi in modo tale che con varie soglie di voti dei Parlamenti nazionali (ogni Camera di Parlamenti bicamerali vale 1, ogni Camera in sistemi monocamerali vale 2) si possa provocare un riesame da parte dell’istituzione europea che li ha predisposti, anche con un eventuale seguito in Corte di giustizia (p. 367). L’espressione del parere in Italia spetta anzitutto alle due Commissioni parlamentari politiche Ue e poi alle Assemblee (pp. 368-369). Le potenzialità di questo strumento non sembrano particolarmente utilizzate, come pure i poteri del Parlamento nella cosiddetta fase ascendente, che il Governo potrebbe comunque disattendere (p. 370-373).
Più rilevante, forse, può essere considerato il ruolo nella fase discendente con gli strumenti introdotti con la legge 234/2012: la legge di delegazione europea destinata soprattutto al recepimento delle direttive con vari criteri di delega (pp. 373-374), la legge europea con norme immediatamente precettive (Ivi).
Ciò non esclude che, per evitare contenziosi, altre questioni non siano rapidamente risolte attraverso lo strumento del decreto-legge.
Significativa anche la presenza alle Camere del Presidente del Consiglio dei ministri prima delle riunioni dei Consigli dei Capi di Stato e di Governo: sedute che si concludono con risoluzioni per impegnare l’esecutivo in vista di tali riunioni.
Il Manuale Gl presenta alle pagg. 352/353 un focus tematico sulle novità del Next Generation Ue e sul Pnrr italiano che va letto sia per capire il salto di qualità della Ue durante il periodo della pandemia sia per i vincoli interni che ne discendono.
Anche su questo chiederemo un aggiornamento e un approfondimento agli Autori.
Rispetto agli altri strumenti l’interrogazione ha un fine conoscitivo, mentre nell’interpellanza prevale il fine valutativo, di far valere un indirizzo politico essendo le informazioni già conosciute (p. 351). La stretta correlazione tra queste due finalità spiega la loro trattazione congiunta in sede parlamentare.
Una volta alla settimana in entrambe le Camere sono previste le interrogazioni a risposta immediata (question time) depositate il giorno precedente, di norma con la diretta televisiva.
Altri strumenti per consentire alle Assemblee di formulare propri indirizzi sono le mozioni (che avviano dibattiti politici generali) le risoluzioni (adatte a prese di posizione settoriali), queste ultime usate in Aula come atto conclusivo in alcune procedure come l’approvazione del Def e della Nadef (p. 360) e gli ordini del giorno (usati soprattutto alla Camera nella conversione dei decreti).
Spettano poi al Parlamento alcune forme di controllo parlamentare sulle nomine in enti pubblici, talora a scrutinio segreto con quorum a maggioranza qualificata elevata per consentire il coinvolgimento dell’opposizione come per i Presidenti di Istat e Agcom (p. 362). Prima del parere sulla nomina proposta dal Governo, il candidato può essere sottoposto ad audizione presso tali Commissioni, anche in seduta congiunta, a seguito della quale può aprirsi un dibattito a sé stante.
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