In Senza categoria

LEZIONE XXVII 06.05.2023 

 

Diritti fondamentali, lezione del prof. Curreri

Qui le sue slides

https://bit.ly/4b3OV9B

e qui la sua traccia

Il riconoscimento giuridico dei diritti fondamentali – primi fra tutti quelli civili “dallo Stato” – segna il passaggio dallo Stato assoluto dapprima allo Stato di diritto (principio di legalità) e poi allo Stato liberal democratico (principio di costituzionalità) in cui si afferma il costituzionalismo, quale limite al potere politico.

 

Tale traiettoria, seppur caratterizzata da concezioni diverse, è comune agli Stati in cui vengono redatte le prime Carte costituzionali dei diritti: Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia.

 

 

 

Alla base stanno però due concezioni dei diritti diverse, che troviamo sintetizzate nella prima parte dell’art. 2 della nostra Costituzione:

 

  1. quella giusnaturalista, secondo cui i diritti inviolabili sono connessi alla dignità umana preesistono all’ordinamento giuridico, che semplicemente li riconosce perché ne avverte l’esistenza nella coscienza sociale e nella Costituzione materiale
  2. quella positivista per cui fondamentali sono solo i diritti garantiti dall’ordinamento giuridico perché sanciti in Costituzione (XIX sec): civili, politici, sociali, di quarta generazione.

 

 

Entrambe queste impostazioni, se assolutizzate, presentano indubbie criticità. Per questo oggi si tende a superarle in vista di un ampliamento del catalogo dei diritti fondamentali grazie alla interpretazione estensiva dei testi costituzionali, favorita anche dal rinvio alle carte internazionali dei diritti, grazie alle quali si ha oggi una tutela multi-livello dei diritti favorita dal dialogo tra i giudici nazionali, internazionali e eurounitari dei diritti.

 

Tale ruolo dei giudici, in certa misura ineliminabile, si traduce però in una loro supplenza a causa sia dell’ irresolutezza del legislatore, sia di una loro eccessiva attività creativa del diritto, per quanto costituzionalmente orientata.

 

Se guardiamo oggi in chiave comparata alla tutela dei diritti fondamentali, possiamo facilmente riscontrare alcune tendenze comuni:

 

  1. la riserva di legge (talora organica) e di giurisdizione
  2. l’immodificabilità del loro nucleo essenziale
  3. la previsione di una procedura iper-aggravata per la loro revisione costituzionale
  4. il ricorso diretto al giudice costituzionale dei diritti
  5. la previsione di difensori civici

 

 

Di contro, oggi i diritti fondamentali, se universalmente enunciati, sono di fatto negati come illegittimi limiti al potere politico legittimato dalla sovranità popolare; oppure considerati un lusso insostenibile di fronte ad esigenze superiori (ordine pubblico, sicurezza nazionale, crescita economica); oppure si rivela la loro asimmetrica incapacità di fronteggiare la globalizzazione economica.

 

È pur vero che la costante rivendicazione di nuovi diritti della persona è stata condotta spesso in chiave individualistica, eclissando il senso di solidarietà sociale che di essi costituisce necessario complemento come dimostra la felice formulazione dell’art. 2 della nostra Costituzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recent Posts

Leave a Comment

Contatti

Scrivi una mail a stefano

Not readable? Change text. captcha txt