In Diario

(per vedere i grafici andare su www.cattaneo.org)
Elezioni regionali Emilia-Romagna 2014
I flussi elettorali a Parma
Tutti perdono verso l’astensione, ma il centro-destra limita i danni e
la Lega attrae voti
L’Istituto Cattaneo ha effettuato un’analisi dei flussi elettorali nelle recenti elezioni regionali in alcune
grandi città, operando un confronto fra le elezioni europee del maggio 2014 e le regionali del 23
novembre. La prima città di cui presentiamo i flussi di voto è Parma. I flussi elettorali sono gli
interscambi di voto avvenuti fra i partiti nel corso delle due elezioni confrontate. Nel nostro caso vengono
stimati per singole città sulla base dei risultati delle sezioni elettorali. Si tratta di stime statistiche, e quindi
di misure affette da un certo margine di incertezza.
Le nostre analisi sono effettuate «su elettori» e non «su voti validi», al fine di poter includere nel computo
anche gli interscambi con l’area del «non-voto» (astenuti, voti non validi, schede bianche).
In occasione delle elezioni regionali, l’Istituto Cattaneo svolge, come consuetudine, un’analisi sui
flussi elettorali. La prima città che ha reso disponibili i risultati per sezione, necessari per applicare i
modelli statistici, è Parma. L’analisi è stata svolta ponendo a confronto i dati relativi alle recenti
regionali con quelli delle elezioni temporalmente più vicine, ossia le europee del maggio 2014.
I dati sui flussi elettorati possono essere presentati in vari modi. Qui, li abbiamo anzitutto
rappresentati come flussi in uscita rispetto alle elezioni europee del maggio 2014 (figura 1). Posti a
100 gli elettori di ciascun partito (o area politica) in quelle elezioni, le barre rappresentate in questo
grafico permettono di visualizzare con immediatezza le perdite subite da ciascuna di queste forze.
Figura 1. Flussi in uscita (elezioni europee – elezioni regionali, Parma)
Ovviamente, in una tornata elettorale in cui l’astensione ha raggiunto il 62,3% c’è da aspettarsi
che tutti i partiti abbiano perso una parte del proprio elettorato verso il non voto. La
consistenza di questi flussi, però, è diversa da partito a partito. Inoltre, rispetto a quanto ci
avevano abituato le elezioni “di second’ordine” degli ultimi anni, vi sono alcuni aspetti di indubbia
novità.
Il Movimento 5 stelle è il partito che perde maggiormente verso l’astensione: ben il 69% di chi
aveva votato per il partito di Grillo alle europee ha deciso di astenersi. Laddove manca il richiamo
del leader Beppe Grillo, gli elettori di questo partito si rifugiano nell’astensione. Era una tendenza
emersa già in precedenti occasioni (come varie tornate regionali tenutesi nel corso del 2013 e del
2014 – ad esempio quelle della Sardegna), che queste elezioni confermano.
Il Pd presenta una grossa emorragia verso l’astensione: poco meno della metà dei suoi elettori
delle europee è finita in questa occasione tra gli astenuti. Questo risultato può essere, in parte,
spiegabile col fatto che il risultato dei democratici alle europee era stato eccezionalmente forte.
Il dato per certi versi anomalo rispetto a quanto era emerso nelle elezioni “di medio periodo” e “di
secondo ordine” degli ultimi anni (intendiamo con queste espressioni le varie elezioni
amministrative e regionali tenutesi nel mezzo di due scadenze elettorali nazionali) è quello che
riguarda il centro-destra. Fino, ad ora queste elezioni avevano quasi sempre evidenziato un
consistente flusso che andava da questa parte politica verso l’astensione. Questa volta, invece, le
due principali forze di centro-destra (Forza Italia e Lega Nord), pur perdendo una parte dei
propri elettori, sono riuscite a frenare le perdite: verso l’astensione è finito meno del 30% dei
loro elettori. Questo risultato è stato determinato in particolare dalla buona performance della
Lega, che ha attirato una componente significativa dell’elettorato di Forza Italia.
La forza d’attrazione della Lega emerge meglio nella figura 2, che rappresenta i flussi calcolati sul
totale degli elettori e che quindi dà un quadro complessivo dei movimenti di voto che si sono
verificati. Qui si può notare:
(1) la forte consistenza delle perdite del Pd e del M5s verso l’astensione – essendo i due partiti
più forti alle europee sono quelli che cedono flussi più ampi. Il 15% dell’intero elettorato ha
compiuto il passaggio dal Pd verso l’astensione, l’8% è passato dal M5s al non-voto. Se li
calcoliamo sul totale degli elettori, invece, i flussi che vanno dai partiti del centro-destra (LN e FI)
appaiono invece molto più limitati;
(2) nell’ambito del centro-destra è da registrare l’attrazione esercitata dalla Lega Nord rispetto a
varie forze politiche. In particolare, da Forza Italia arriva un flusso pari al 2,3% (tra coloro
che avevano votato FI alle europee sono più quelli che, alle regionali, passano alla LN di quelli
che restano in FI!). Ma il partito di Salvini conquista elettori anche dal Pd (un 1,2% che ha un
certo rilievo politico), da Fdi (0,7%) e da M5s (0,5%).
Figura 2. PARMA. Flussi di voto significativi (% su 100 elettori) tra le europee 2014 e le regionali 2014 (VR =
10,2)
1,2 2,3 0,7 0,5
0,6
1,0
1,2
1,1 0,5 1,5 0,7
15,5
0,9
8,0
1,6 0,9 0,6
Legenda. Sono indicati i flussi superiori allo 0,5% sul totale degli elettori. In grassetto sono evidenziati i
flussi superiori al 2% del totale degli elettori.
Il mero confronto fra gli stock di voti dei partiti di due elezioni non è sufficiente a spiegare gli spostamenti di voto
effettivamente avvenuti, in quanto mascherano i reali flussi di voto che possono anche produrre saldi nulli.
L’individuazione dei reali flussi elettorali può avvenire mediante due tecniche. La prima consiste nell’intervistare un
campione di elettori sul voto appena dato e sul voto precedente (con i problemi connessi a tutte le forme di sondaggio
elettorale, in questo caso aggravati dalle défaillances della memoria e dalla riluttanza degli intervistati ad ammettere il
loro eventuale astensionismo). La seconda – ed è la tecnica qui utilizzata – consiste nella stima statistica dei flussi a
partire dai risultati di tutte le sezioni elettorali di singole città (la tecnica, detta «modello di Goodman», non è
applicabile sull’intero paese, né su aggregati territoriali troppo ampi, ma può essere condotta solo su singole città a
partire dai risultati delle sezioni elettorali, assumendo che i flussi elettorali siano stati gli stessi in tutte le sezioni della
città, a meno di oscillazioni casuali).
L’errore statistico è quantificato dall’indice VR (più è elevato maggiore è l’incertezza della stima), che nel caso di
Parma è pari a 10,2.
Istituto Cattaneo
Analisi a cura di Piergiorgio Corbetta e Rinaldo Vignati
Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo
Tel. 051235599 / 051239766
Sito web: www.cattaneo.org
Non voto
Sinistra radicale
PD
NCD
LN
FI
FDI
M5s
Altri
Appendice per l’eventuale riproduzione dei grafici a barra
Flussi in uscita dai partiti/aree politiche elezioni europee elezioni regionali (Parma)
Sinistra Pd Ncd LN FI M5s Altri Asten Tot.
Tsipras 34,4 0,0 3,4 0,8 0,0 0,0 6,9 54,5 100,0
Pd 3,4 37,2 0,0 3,8 0,1 1,2 4,7 49,6 100,0
Ncd 0,0 0,0 12,8 0,0 0,0 0,0 2,2 85,0 100,0
LN 1,7 0,0 1,9 65,9 0,0 0,0 3,3 27,2 100,0
FI 0,0 10,0 0,0 35,2 24,3 0,9 7,1 22,5 100,0
FdI 0,0 0,0 2,6 42,7 0,0 0,0 11,9 42,8 100,0
M5s 1,7 0,0 0,0 4,3 0,0 24,8 0,0 69,2 100,0
Altri 11,7 38,0 1,4 0,0 21,0 0,0 27,9 0,0 100,0
Asten. 0,6 0,5 0,5 0,0 0,0 2,4 1,6 94,4 100,0

Recent Posts

Leave a Comment

Contatti

Scrivi una mail a stefano

Not readable? Change text. captcha txt