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ORDINE DEL GIORNO
AC 2619


La Camera,
premesso che
l’inserimento per decreto della doppia preferenza di genere per la Regione Puglia rimuove un’inadempienza del legislatore regionale;
essa sarebbe tanto più efficace quanto più la legge di principii per la legislazione regionale prevedesse la sanzione forte della inammissibilità della lista per il mancato rispetto dell’ulteriore principio del tetto massimo del sessanta per cento dei candidati dello stesso genere anziché lasciare la modulazione delle sanzioni ai legislatori regionali;
la regione Puglia, pur prevedendo nella legge elettorale regionale vigente una sanzione pecuniaria, ad oggi mai applicata, per il mancato rispetto della quota massima del 60 per cento dei candidati dello stesso sesso nelle liste;
resta aperto e da affrontare rapidamente la questione dell’inadempienza di ulteriori Regioni;
impegna il Governo
a valutare opportunità di presentare quanto prima un’iniziativa legislativa che integri l’articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, come modificato dall’art. 1 della legge 15 febbraio 2016, n. 20 in modo che le disposizioni di principio ivi previste siano rafforzate anche sotto il profilo dei rimedi da introdurre in caso di inottemperanza, ivi compresa la eventuale inammissibilità;
a valutare l’opportunità di introdurre altresì una iniziativa legislativa in cui con norma cedevole sia estesa a tutte le Regioni che utilizzino la preferenza sia la doppia preferenza di genere sia tale sanzione più efficace, ovvero le ulteriori misuri di tutela dell’equilibrio di genere nella rappresentanza politica previste in caso di adozione di altri modelli elettorali

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