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DECRETO-LEGGE 149/2013 SUL FINANZIAMENTO DEI PARTITI

 

Il decreto-legge 28 dicembre 2013, n.149 ha abrogato il finanziamento pubblico dei partiti politici e lo ha sostituito con un sistema a contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta fondato sulle scelte espresse dai cittadini in favore dei partiti politici che rispettano i requisiti di trasparenza e democraticità da esso stabiliti.

L’assemblea del Senato, nella seduta del 12 febbraio 2014, ha approvato il testo di conversione, con modifiche. Ora il provvedimento è all’esame della Camera.

 

            Democrazia interna

 

I partiti sono definiti come libere associazioni (prive pertanto di personalità giuridica) attraverso le quali i cittadini concorrono, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. Il metodo democratico è sostanziato anche attraverso il rispetto dei requisiti previsti dal testo di legge.  

 

            Lo statuto

 

L’accesso al finanziamento è consentito soltanto ai partiti che si dotino di uno statuto nella forma dell’atto pubblico. Gli elementi necessari dello statuto sono: il simbolo, la rappresentanza legale, gli organi, le procedure deliberative, i diritti e i doveri degli iscritti, le misure disciplinari e i procedimenti ad esse relativi, le modalità di selezione delle candidature per le competizioni elettorali, l’indicazione del responsabile della gestione economico–finanziaria e patrimoniale e del rendiconto di esercizio, le procedure per lo scioglimento e per altre cause che incidano sull’attività del partito, nonché quelle per la modificazione dello statuto, del simbolo e della denominazione. Inoltre, gli Statuti devono prevedere: la promozione della presenza delle minoranze, ove presenti, negli organi collegiali non esecutivi, la promozione dell’equilibrio di genere, la cadenza temporale dei congressi nazionali, i criteri per la destinazione di risorse alle eventuali articolazioni territoriali del partito, l’indirizzo della sede legale nel territorio dello Stato, le regole che assicurano la trasparenza, con particolare riferimento alla gestione economico-finanziaria, nonché il rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali.

 

            L’iscrizione nel “registro nazionale dei partiti riconosciuti”

 

E’ istituito il registro nazionale dei partiti politici che, in regola con lo Statuto, possono accedere ai benefici previsti dalla legge, consultabile dal sito internet del Parlamento. Per essere iscritti, i partiti politici devono trasmettere copia autenticata del proprio statuto, tramite legale rappresentante, al Presidente del Senato e al Presidente della Camera. Gli statuti vengono inoltrati alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici che, previa verifica della presenza nello statuto degli elementi indicati, provvede all’iscrizione nel registro. Qualora lo statuto non sia ritenuto conforme alle disposizioni, la Commissione, anche previa audizione di un rappresentante designato dal partito, invita il partito, tramite il legale rappresentante, ad apportare le modifiche necessarie e a depositarle, in copia autenticata, entro un termine non prorogabile che non può essere inferiore a trenta giorni ne´ superiore a sessanta giorni. Qualora le modifiche apportate non siano conformi o il termine non sia rispettato, la Commissione nega, con provvedimento motivato, l’iscrizione al registro. Contro il provvedimento di diniego è ammesso ricorso al giudice amministrativo nel termine di 60 giorni dalla comunicazione in forma amministrativa o dalla notificazione di copia integrale del provvedimento stesso. Nel registro sono evidenziate due sezioni, l’una relativa ai partiti che soddisfano i requisiti per essere ammessi al finanziamento privato in regime fiscale agevolato, l’altra relativa ai partiti politici ammessi alla ripartizione delle risorse del due per mille dell’IRPEF.

 

            Requisiti di accesso alla contribuzione privata

 

Accedono al finanziamento privato in regime fiscale agevolato i partiti che abbiano conseguito, nell’ultima consultazione elettorale, almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica o in un’assemblea regionale o in uno dei consigli regionali o delle province autonome di Trento e Bolzano; in mancanza di eletti, è sufficiente aver presentato candidati in almeno 3 circoscrizioni per le elezioni della Camera o in 3 regioni per le elezioni del Senato o in una circoscrizione per le europee o in un consiglio regionale.

Accedono, invece, alla destinazione volontaria del due per mille IRPEF soltanto i partiti che abbiano eletto almeno un candidato alle elezioni politiche od europee. Accedono ad entrambi i benefici i partiti politici iscritti nel registro.

L’accesso ai benefici è subordinato alla presentazione di una richiesta formale.

 

            La contribuzione privata

 

I contributi pubblici ai partiti sono aboliti e sostituiti con forme di  contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta, fondate sulle scelte espresse dai cittadini e realizzate mediante la detraibilità delle erogazioni liberali e la destinazione volontaria del 2 per mille IRPEF.

E’ prevista la riduzione graduale dei contributi pubblici ai partiti politici, a partire dall’esercizio finanziario successivo a quello in corso (rispettivamente, del 25, del 50 e del 75 per cento dell’importo spettante nel primo, secondo e terzo esercizio) fino alla cessazione integrale dal quarto esercizio finanziario successivo.

In materia di controllo delle spese elettorali è previsto l’invio del consuntivo delle spese relative alla campagna elettorale direttamente alla Corte dei Conti e che il collegio istituito presso la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti applichi la sanzione amministrativa in caso di mancato deposito del consuntivo.

 

            Le erogazioni liberali

 

Le erogazioni liberali, sia dei privati che delle persone giuridiche, sono consentite nel limite di 100 mila euro all’anno, a condizione che il versamento delle somme sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento idonei a garantire la tracciabilità dell’operazione e l’esatta identificazione soggettiva e reddituale del suo autore e a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli. Il tetto alle donazioni dei privati non si applica per i lasciti “mortis causa” (le disposizioni testamentarie) e per i trasferimenti di denaro o di natura patrimoniale effettuati tra partiti politici o movimenti politici.

In via transitoria, negli anni 2014, 2015 e 2016, il valore complessivo delle erogazioni e dei contributi che possono essere corrisposti annualmente in favore di ciascun partito è pari, rispettivamente, al 15, al 10 e al 5 per cento dell’importo dei proventi iscritti nel conto economico del partito quale risultante dal rendiconto di esercizio riferito al penultimo anno antecedente quello dell’erogazione.

Ciascun partito è tenuto a pubblicare nel proprio sito internet il valore del limite in relazione a ciascun anno.

 

 

La detraibilità dall’imposta sul reddito

 

Dall’anno 2014, le erogazioni liberali in denaro, effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti iscritti nella prima sezione del registro, avranno una detrazione dall’imposta lorda pari al 26% per importi compresi tra 30 euro e 30 mila euro annui. Sono esclusi gli enti nei quali vi sia una partecipazione pub
blica, gli enti i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri; le società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, i soggetti di cui sopra, ovvero ne siano controllati o siano controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesimi, nonché le
società aggiudicatarie di contratti pubblici.

I versamenti sono eseguiti mediante modalità idonee a garantire la tracciabilità dell’operazione e l’identificabilità dell’autore.

A partire dall’anno di imposta 2007 le erogazioni in denaro effettuate a favore di partiti politici, esclusivamente tramite bonifico bancario o postale e tracciabili secondo la vigente normativa antiriciclaggio, devono comunque considerarsi detraibili ai sensi dell’articolo 15, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Gli oneri derivanti dal minor gettito dovuto alle detrazioni sono calcolati in 27,4 milioni per il 2015 e in 15,65 milioni dal 2016 in poi. La copertura è garantita dai risparmi di spesa disponibili con l’abrogazione graduale dei contributi ai partiti politici disposta dall’articolo 14. In caso di insufficienza delle risorse, si provvede alla riduzione del tetto massimo relativo al 2 per mille, viceversa in caso risulti un onere inferiore, la differenza va ad integrare le risorse del 2 per mille.

 

Il ‘due per mille’

 

A decorrere dall’anno 2014, nelle dichiarazioni dei redditi relative al precedente periodo d’imposta, ciascun contribuente potrà destinare il due per mille della propria imposta sul reddito (IRPEF) a favore di un partito, esclusivamente sulla base delle scelte effettuate in sede di dichiarazione annuale dei redditi ovvero da quelli esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione mediante la compilazione di una scheda recante l’elenco dei soggetti aventi diritto trasmesso all’Agenzia delle entrate. Il contribuente potrà indicare sulla scheda un unico partito.

Per beneficiare di tale forma di finanziamento i partiti devono essere iscritti nella seconda sezione del registro nazionale.

In via transitoria, per il primo anno di applicazione delle disposizioni del presente articolo, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro dieci giorni dall’avvenuta ricezione dell’elenco dei soggetti aventi diritto, sono definite:a) l’apposita scheda per la destinazione del due per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative modalità di trasmissione telematica;b) le modalità che garantiscono la semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti e la tutela della riservatezza delle scelte preferenziali, secondo quanto disposto in materia di destinazione dell’otto e del cinque per mille. Il limite massimo di spesa per la destinazione del 2 per mille, ridotto di 10 milioni di euro annui, 7,75 milioni di euro per l’anno 2014; 9,6 milioni per l’anno 2015; 27,7 milioni per l’anno 2016; 45,1 milioni a decorrere dall’anno 2017.

 

                                                                       (a cura di Chiara Hassemer e Marcella Lucidi)

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