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Gentilissimi,

non potendo essere presente al vostro convegno, Vi segnalo quella che è a mio avviso la riflessione più importante che si possa oggi sviluppare sul tema da voi proposto nel contesto della campagna elettorale.

Accanto a varie proposte minoritarie e testimoniali vi sono tre principali proposte mirate a guidare il Governo.

La prospettiva dello sviluppo economico è oggi concepibile col passaggio a una maggiore integrazione politica europea, che si sta affermando dopo l’elezione di Macron in Germania e con la formazione del uovo governo tedesco. In Italia è la prospettiva sostenuta dalla sola coalizione di centrosinistra guidata dal Pd.

Viceversa il Movimento 5 Stelle oscilla pericolosamente a seconda degli interlocutori a cui si rivolge: le pagine 37 e 38 del suo amplissimo e contraddittorio programma sono però una porta spalancata a una possibile uscita dall’Euro.

Questa ambiguità è palese nella diversa impostazione delle due forze di centrodestra: il programma della Lega (si veda la pagina 9) delegittima frontalmente non solo l’Euro ma la stessa Unione europea, vuole ridurla a una zona di mera cooperazione economica minacciando altrimenti di uscirne: Questo approccio influenza pesantemente il programma comune che vorrebbe capovolgere l’attuale sistema, teorizzando la supremazia del diritto interno su quello comunitario che è incompatibile con la nostra permanenza dell’Unione.

Populismo e responsabilità si oppongono fatalmente. Il voto del 4 marzo sarà anzitutto su questo.

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