In Diario

I relatori hanno mantenuto l’impianto di fondo sia sul superamento del bicameralismo paritario (non espandendo in modo anomalo il veto del Senato) sia sul coraggioso superamento della legislazione concorrente.

Dei 4 emendamenti che avevamo ipotizzato qui 

http://www.huffingtonpost.it/2014/04/10/riforma-del-senato-associazione-liberta-eguale_n_5123296.html

-accolto il ricentramento sulle Regioni con men sindaci, che è del ttuto logico visto che la riforma del Senato serve al dialogo tra legislatori per completare il Titolo Quinto e na certa proporzionalità con gll abitanti;

-accolta la reintroduzione dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica in modo da sottrarlo alle maggioranze pro tempore (anche se forse andrebbero aumentate);

-accolto il ricorso preventivo, anche se solo per le leggi elettorali;

-non accolto il suggerimento sulla competenza ordinamentale delle regioni sugli enti locali.

I primi due però erano i più importanti

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  • lombro
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    Onestà intellettuale imporrebbe di ammettere che la reintroduzione dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica non sposta di una virgola il problema della sovrarappresentazione della maggioranza politica pro tempore nel Parlamento in seduta comune. Difatti, a fronte dell’aggiunta dei 58 delegati regionali va rilevata la proposta sottrazione di 48 senatori (da 148 a 100) rispetto al ddl originario. Considerando che per la Camera non è prevista alcuna riduzione del numero dei membri, che erano e restano 630, 10 senatori in più non fanno alcuna differenza.
    D’altronde il prof. Ceccanti vuole vedere il bicchiere mezzo pieno anche quando vi sono solo poche gocce: sostenere che è stato “accolto il ricorso preventivo” fa sorridere, proprio perché è vero il contrario, ad eccezione di un singolo caso (leggi elettorali). Tra l’altro lo strumento è attivabile con un quorum (i 2/5) molto elevato per uno strumento che dovrebbe essere di garanzia per la minoranza, soprattutto se sarà adottato il c.d. Italicum, che di per sé distorce artificiosamente la rappresentanza popolare.
    Naturalmente le proposte di Liberta Eguale erano poco più di una foglia di fico per coprire (e far passare come accettabile) il principio che sta alla base delle proposte Renzi-Boschi (anche in materia elettorale): chi vince prende tutto e nessuno disturbi il manovratore. Ce ne pentiremo (come oggi ci siamo pentiti della sbornia federalista degli anni ’90) anche se probabilmente solo tra un bel po’ di anni.

    • stefanoceccanti
      Rispondi

      E’ evidente che non siano d’accotdo. L’alternativa sarebbe una grande coalizione Grazie obbligata. comunque per l’intervento.

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