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Ma Civati, noi alternativi.Renzi incassa endorsement liberal Dem (Dell’inviato Michele Esposito) (ANSA) – ORVIETO (TERNI), 16 NOV – Tra la rabbia della piazza e la lealta’ al governo, in cerca di una posizione comune. Le minoranze Pd si avviano ad affrontare tre snodi chiavi per il governo – Jobs Act, legge elettorale, legge di stabilita’ – ancora in ordine sparso, strette tra l’ala piu’ dura, quella civatiana e Area riformista, critica ma lontanissima da una scissione. E le divisioni della minoranze riflettono quelle di un Pd che, se da un lato guarda al partito-nazione, dall’altro stenta a far rientrare i malumori interni. Tanto che, nella girandola di incontri del weekend targati centrosinistra, l’unico, netto, endorsement a Matteo Renzi giunge dai Liberal Pd, riuniti a ORVIETO. E’ invece un attacco frontale quello che, da una sorta di ‘anti-Leopolda’ organizzata a Firenze dalla sinistra alternativa europea e italiana, lancia Pippo Civati, ospite assieme a Nichi Vendola. “Se il Pd diventa il partito-nazione faro’ altro”, sottolinea, proponendo un “modello alternativo” a Renzi. Parole che, per Civati, si tradurranno alla Camera in un ‘no’ al Jobs Act, nonostante le aperture di Renzi. “La partita e’ chiusa. Ci sara’ qualche no, il mio di sicuro, spero che Cuperlo, Fassina e altri vorranno fare la stessa cosa anche per indicare che c’e’ un problema”, spiega Civati, al quale replica, a distanza, l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Su Jobs Act e legge di stabilita’ “la fiducia si vota”, si fa “lotta dura dentro il Pd e sempre a sostegno leale del governo, ma con la volonta’ di dare qualche contributo”, e’ la linea ribadita da Bersani all’indomani dell’incontro di Milano di Area Riformista, che ha confermato l’impianto ‘dialogante’ della sinistra bersaniana gia’ emersi sulle modifiche al Jobs Act. E i malumori della sinistra Pd, si intrecciano oggi, con il sondaggio di Demos, che da in calo il gradimento del governo e in ascesa, soprattutto, quello per il leader della Lega Matteo Salvini. Dati che sono stati tra l’altro al centro della XV assemblea annuale dell’associazione ‘Liberta’ eguale’, presieduta da Enrico Morando. E i Liberal Pd sottolineano come la leadership renziana sia un’occasione unica per chi da anni lavora ad un riformismo di sinistra. “Mai nella storia” si sono presentate le 4 condizioni per un “progetto credibile” per il cambiamento, una visione riformista, un partito a vocazione maggioritaria, la stessa leadership per partito e governo e un assetto istituzionale orientato alla decisione, spiega il viceministro dell’Economia, concludendo un incontro dove, da Gennaro Migliore al costituzionalista Stefano Ceccanti, giunge un sostanziale placet alle riforme renziane. Con unico monito, lanciato da Emanuele Macaluso, con uno sguardo alla piazza, tornata a ribollire: “Il Pd e’ l’unico soggetto vero di centrosinistra ma un partito e’ di sinistra se ha un popolo, altrimenti non esiste”. (ANSA). KZ2 16-NOV-14 20:39 NNNN

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