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Spesso le cose più importanti, anche se accadono nell’Aula della Camera, passano quasi inosservate. Per capire quale possibile nuova maggioranza ci può essere dopo le europee basti guardare la votazione di ieri contro il Global Compact, la cui ratifica era pur stata annunciata a suo tempo dal Presidente del Consiglio Conte e dal Ministro Moavero. La maggioranza, divisa di fatto (la Lega e parte del M5s a favore, un’altra parte del M5s contro) per dissimulare la divisione si astiene, con le eccezioni di alcuni M5S che escono e di tre che votano a favore (il Presidente della Commissione Affari Costituzionali Brescia e i deputati Corneli e Sarli), rendendo così possibile che passi la mozione sovranista (Fdi e Forza Italia, nonostante che quest’ultima si dichiari europeista) contro Pd, Leu e Più Europa. Che poi il sovranismo in questo caso sia contrario ai veri interessi nazionali, giacché il sovranismo sull’immigrazione vuol dire che il problema resta in capo ai Paesi di sbarco, cioè a noi stessi, è secondario: quello che conta è alimentare le paure, non risolvere i problemi. Perché con le paure si pensa di continuare a prendere voti. Sui quotidiani, però, trovate ben poco spazio, tranne Signore sul Giornale e Acquaviti sul Messaggero-Mattino, oltre a qualche trafiletto altrove. Però le prove tecniche di nuova maggioranza si sono manifestate chiaramente.

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